Crisi e occupazione: le donne han retto meglio il colpo

di REDAZIONE

Le donne hanno dimostrato di saper reagire meglio alla crisi in corso in Italia. E’ quanto emerge dal secondo numero dell’Osservatorio Abi-Censis sulla societa’ italiana. Nei primi due trimestri del 2012, a fronte di un’ulteriore contrazione dell’occupazione maschile dell’1,3%, quella femminile registra un aumento del 1,3%. L’Italia dunque puo’ contare sulle donne per guardare con maggiore ottimismo a domani e lavorare ad una ricetta per il Paese. Di questo ed altri temi si parlera’ il 25 e 26 settembre a Roma, presso la sede dell’Abi, all’evento Donne, Banche e Sviluppo organizzato dall’Associazione bancaria italiana.

L’occupazione femminile, spiega l’Abi, resiste meglio di quella maschile, se infatti nel 2011 l’occupazione maschile e’ tornata al livello del 2004, quella femminile ha visto aumentare la propria partecipazione al lavoro di 566.000 unita’. Una tendenza che sembra confermata anche nell’anno che sta per concludersi. La disoccupazione femminile cosi’ e’ passata in 8 anni dal 10,5% del 2004 al 9,6% del 2011 mentre quella maschile dal 6,4% al 7,6%. Nel 2011 risultano occupate con contratti atipici il 14,5% di donne (contro l’10% degli uomini), per lo piu’ con contratti a termine (12%) e in parte di collaborazione a progetto o occasionale (2,5%). Le donne quindi, prosegue l’Abi, hanno saputo “tenere meglio” e continuano a farlo, in parte adeguandosi alle minori risorse disponibili e adattandosi piu’ dei loro colleghi; ma in parte posizionandosi nei settori meno penalizzati: il mondo dell’assistenza e della cura alla persona in generale, ma anche dell’accoglienza e quindi del turismo, della filiera agroalimentare.

Ma sono anche le donne piu’ intraprendenti d’Europa. E’ vero che il tasso di occupazione femminile in Italia e’ del 46,5%, contro una media europea del 58,5% , ma e’ anche vero che il tasso di lavoro autonomo, all’interno del mondo femminile, e’ molto maggiore rispetto alla media europea: il 16% contro il 10%; anche in Paesi a forte tradizione imprenditoriale come la Germania, su 100 donne che lavorano solo 8 lo fanno autonomamente. In molti casi si tratta di lavoro autonomo nel settore terziario. Le donne italiane hanno anche il primato europeo delle lavoratrici autonome con dipendenti: il 3,6%, contro il 2,4% della media europea, vuol dire che ogni 100 donne che lavorano 3,6 sono delle vere e proprie imprenditrici in grado di creare occupazione. Si tratta di un numero rilevante (la meta’ hanno tra 30 e 50 anni), forti, intraprendenti, tenaci, ma con gli identici problemi delle donne che fanno un lavoro dipendente. Scommettere sulle donne non vuol dire solo dare loro spazio, ma in qualche modo far si’ che tutto il sistema le imiti, e ne mutui la capacita’ di adattamento, il senso della realta’, la maggiore coscienziosita’, e il maggiore ottimismo. Dalla voce delle protagoniste alle sfide per l’Italia, l’incontro Abi sara’ un momento di confronto, anche alla luce della recente normativa sulle quote di genere. Tra i partecipanti all’evento, oltre a Giuseppe Mussari e Giovanni Sabatini, Presidente e Direttore generale dell’Abi, molti protagonisti di primo piano. Tra l’altro interverranno: Elsa Fornero, Ministro del lavoro e delle Politiche sociali; Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria; Marta Dassu’, Sottosegretario al Ministero degli Affari esteri; Gabriella Alemanno, Direttore Agenzia del Territorio, la senatrice Maria Ida Germontani; Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario; Giampiero Maioli, Amministratore delegato di Cariparma; Flavio Valeri, Amministratore delegato Deutsche Bank.

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