Crisi: la Francia preoccupa; allarme per i prestiti Usa

di REDAZIONE

Sara’ la Francia, un Paese che “ha perso il controllo della sua economia”, il “problema del nostro futuro, tra uno o due anni”. E negli Stati Uniti, che “apparentemente vanno bene”, si e’ aperta, con la crescita al 30% del tasso di insolvenza sui prestiti agli studenti universitari, una “crepa allarmante perche’ tocca una struttura fondamentale del sistema”. Lo afferma Mario Deaglio, curatore del diciottesimo rapporto sull’economia globale e l’Italia del centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi. In un quadro reso sempre meno chiaro dall’incertezza delle previsioni e dal protezionismo crescente, il rapporto fotografa la nascita di un “nuovo volto del capitalismo”. Mentre l’Europa “da un lato sta a galla” e dall’altro “fatica a dire dove andra’”.

I dati delle borse mondiali, osservati dal 2005 a oggi, rivelano che Usa e Paesi europei hanno ridotto di gran lunga il loro peso. L’Asia ha conosciuto un vero e proprio ‘boom’, salendo a rappresentare in termini di capitalizzazione dal 12% del totale a oltre il 24%; tra i singoli Paesi, la crescita maggiore e’ stata registrata da Canada e Australia, aiutati dai minerali, insieme alla Svizzera. L’Italia, passata dal 2,5% allo 0,9%, paga la vendita al London stock exchange: “E’ logico che i servizi piu’ sofisticati vadano alla casa madre. La vocazione della Borsa italiana – suggerisce Deaglio – puo’ diventare quella di portare verso una struttura piu’ moderna le tante piccole imprese che esistono in Italia”.

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