Crisi Italia: aumentano ancora gli sfratti e sono soprattutto per morosità

di REDAZIONE

L’anno scorso sono stati emessi oltre 69.700 sfratti in Italia, cioè un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente. Lo riporta il sito di Immobiliare.it, spiegando che si tratta in massima parte di esecuzioni motivate da morosità, rappresentano infatti circa il 90% dei provvedimenti, ma aumentano, addirittura del 60% nei capoluoghi di regione, gli sfratti motivati da esigenze dei proprietari della casa. Sono in generale le fasce più deboli ad essere colpite da questa situazione, soprattutto il venti per cento della popolazione composto da lavoratori precari, immigrati e soggetti che non possono ottenere un mutuo a soffrire maggiormente e a trovarsi spesso in queste condizioni.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Antonia says:

    Mio marito ha degli immobili affittati. Questi immobili sono gravati da mutui ipotecari. I canoni di affitto servono per pagare le rate dei mutui. I mutui non sono detraibili ma anzi fanno cumulo di reddito. Da molti mesi gli inquilini non pagano l’affitto perché hanno perso il lavoro o perché sanno che restano impuniti: al momento dello sfratto se ne vanno e non pagano più niente di arretrati.
    Mio marito quindi paga tasse sui canoni non percepiti, perché allo stato baro non interessa se quei soldi non li prende: fa fede il contratto di affitto; paga le tasse per intero perché il debito del mutuo non è detraibile, paga l’imu e oggi rischia che le banche si prendano gli immobili perché non ha i canoni per coprire i mutui. Unica scelta: avviare le pratiche di sfratto tramite avvocato perché quelle fanno fede per non pagare più le tasse sui canoni e dopo 2 anni gli immobili si liberano e può ri-affittarli.

    Fa pena la gente che viene buttata in mezzo alla strada, soprattutto se l’insolvenza è data da condizioni economiche disperate, ma ancora una volta è lo stato italiano ladro e baro che mette tutti all’angolo, non il padrone di casa cattivone.

    • Albert Nextein says:

      Una volta , circa 60 anni fa, esisteva il risparmio immobiliare.
      Si lavorava, si risparmiava, si acquistavano immobili col programma di metterli a reddito o di darli ai figli, e comunque di salvare la moneta.
      Ne valeva la pena, pur esistendo il “blocco dei fitti”, perché l’inflazione era bassa, la proprietà era un po’ più rispettata.
      Il fisco era relativamente clemente con le locazioni.
      Si barcamenava discretamente.
      Tutto è cambiato da fine anni 60 e con le crisi energetiche.

      Il risparmio si è rarefatto.
      L’affitto è stato tartassato fino all’attuale patrimoniale Imu.
      Il rispetto per la proprietà altrui si avviava a zero, a causa delle interpretazioni politiche per cui la proprietà privata assumeva una sempre maggiore valenza “sociale” di stampo espropriativo.

      Attualmente in italia non conviene investire i propri risparmi in immobili.
      Speculare, altrettanto è diventato difficile e talora molto pericoloso.
      Nessuno al governo intende tornare ad un approccio liberale per il settore immobiliare, ed anzi preparano ulteriori stangate, nonostante le vaghe e contraddittorie promesse per l’imu.

      Occorre liquidare tutto.
      Stare in affitto, e portare i risparmi fuori dall’europa.
      Non c’è altro.

      • Dan says:

        In grecia in questo momento un 60 mq abitabili ristrutturati in centro ad atene si comprano con 10 mila euro, in altre città si scende anche a 6 mila comprese le isole turistiche come Corfù.
        Nonostante questo, a causa delle tasse assurde, nessuno va a fare shopping.
        I cinesi comprando casa in grecia dovrebbero poter ottenere delle particolari agevolazioni riguardo la regola del figlio unico (probabilmente diventando cittadini greci) eppure preferiscono non fare cambio.
        Gli albanesi, speculatori della prima ora in grecia, sono già scappati tutti.

        Cioè, dai… 10 mila euro un appartamento completo, fatto e finito…

Leave a Comment