Crisi, in Veneto sparite 116mila pmi. Fortuna che c’è la ripresa

pmi nuovoNon si attenua la crisi che sta vivendo l’artigianato: anche nell’ultimo anno, secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, le imprese attive sono diminuite di 21.780 unità, mentre dall’inizio della crisi (2009) il numero complessivo è crollato di 116 mila attività. Al 31 dicembre 2015 il numero delle aziende artigiane presenti in Italia è sceso sotto quota 1.350.000. In valore assoluto, l’edilizia (-65.455 imprese) e i trasporti (-16.699) sono le categorie artigiane che hanno risentito maggiormente della crisi. In sofferenza anche le attività manifatturiere, in particolar modo le imprese metalmeccaniche (-12.556 per i prodotti in metallo e -4.125 per i macchinari) e gli artigiani del legno (-8.076 che diventano -11.692 considerando anche i produttori di mobili). Per contro, invece, parrucchiere ed estetiste (+2.180), gelaterie – rosticcerie – ambulanti del cibo da strada (+3.290) e le imprese di pulizia e di giardinaggio (+11.370) sono aumentate. A rischio alcuni mestieri.

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3 Comments

  1. Giancarlo says:

    Dimenticavo che non c’è lavoro per i giovani.
    Le banche non si sa più che mestiere facciano.
    La burocrazia continua ad imperversare.
    L’Agenzia delle Entrate continua a sfornare cartelle pazze anche dopo che la pratica è già stata controllate, vagliata e chiusa, magari con il pagamento del dovuto al cittadino.
    Equitalia è uno strazio infinito.
    La giustizia è diventata una palla al piede dell’economia e non vederlo è delinquenziale.
    ……devo continuare ?!
    WSM

    • renato says:

      Tutto, o quasi, vero, caro Giancarlo. Ma, detto tra noi, sommessamente, che nessuno ci senta, che ca…spita facciamo noi in concreto per rimediare alla catastrofica situazione ? Il rimedio c’è, esiste, ma non è meta agognata. Detto chiaramente, senza circonlocuzioni, gridato ai quattro venti: ai più va bene così.

  2. Giancarlo says:

    La mia famiglia è veneta da innumerevoli generazioni, come quella Veneziana di mia moglie.
    Avendo lavorato sempre in Veneto ma con tutto il mondo conosco molto bene la realtà anche di oggi essendo rimasto in contatto con innumerevoli persone che sono ancora attive sul lavoro.
    Ebbene posso tranquillamente testimoniare che le cose continuano a peggiorare.
    Infatti non passa giorno che non venga a conoscenza di chiusure, fallimenti o concordati.
    Esistono ripartenze, ma sono quelle della disperazione…………….
    Ad ogni attività chiusa, una volta su due corrisponde una nuova apertura da parte di chi è rimasto senza il suo lavoro precedente. Aperture che per la maggior parte stanno in piedi con i soldi del proprietario che finisce il più delle volte per mangiarseli tutti un’altra volta.
    Insomma non c’è pace e l’effetto domino continua. Infatti ad ogni fallimento ci sono alemno altre 10-20 ditte che chiudono i battenti perché non pagate e non ce la fanno più.
    I mussi, ( gli asini o muli) come li chiamo io i Veneti, perché tirano sempre la carretta, sono diventati sempre meno. Oggi sento molte persone dire che loro le maniche non se le tirano più su per lo stato italiano e se lo devono fare lo faranno all’estero.
    E’ inutile dire che c’è la ripresa solo perché c’è qualche 0, con un +.
    Dubito persino che questi + 0, siano reali e non drogati….
    Se da qui alla fine del 2016 non c’è una svolta importante…..non c’è né più per nessuno !!!!
    WSM

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