Crisi: il peso e l’incertezza delle tasse continuano a frenare i consumi

di REDAZIONE

Tra i dati Istat delle vendite al dettaglio a marzo, il più significativo per evidenziare il trend dei consumi è quello delle vendite dei prodotti non alimentari che registra un -1,5% che peggiora la dinamica dei primi due mesi dell’anno, attestata al -1,2%. Lo afferma Federdistribuzione, nel sottolineare che è da segnalare che tutti i comparti del non alimentare mostrano dall’inizio dell’anno un segno meno, con picchi significativi per mobili e arredamento (-2,3%), informatica, telecomunicazioni e telefonia (-2,7%), cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,8%). «Anche questo dato testimonia come siamo ancora lontani da una ripresa dei consumi e dall’uscita dalla crisi – commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – Le famiglie continuano a essere molto prudenti negli acquisti, anche a causa dell’incertezza che permane sui prossimi adempimenti fiscali, come quello sugli immobili». «Affinchè le ultime misure varate dal Governo, come gli 80 euro in busta paga, possano avere effetti concreti sui consumi – aggiunge Cobolli Gigli -, occorre fare chiarezza e dare ai cittadini una positiva prospettiva di medio periodo». «La Distribuzione Moderna Organizzata continua nella sua politica di tutela del potere d’acquisto delle famiglie – conclude Cobolli Gigli – ma per rilanciare la domanda interna è indispensabile creare un nuovo clima di fiducia nel futuro, attraverso la realizzazione di un programma di riforme in grado di cambiare e modernizzare il Paese».

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2 Comments

  1. alberto andretta says:

    la verita’ e’ questa:oltre a chi non arriva alla fine del mese per gli stipendi da fame, per gli altri cittadini vi e’ tassazione alle stelle,redditometro,pagamenti sopra i 1000 euro non in contanti,trattenute in busta paga per straordinari in eccesso,serpiko che osserva e incrocia dati fantomatici,anche chi dispone di risorse economiche si sente addosso la paura di spendere liberamente,negli anni 80-90 quando vi era il buon nero(inteso e riferito a commercianti medio piccoli i quali lavorando almeno 14 ore al giorno si prendevano i loro “lussi”) il dipendente si faceva le 8 ore e poi il secondo lavoro sempre in nero, OGGI se si vuole dare una scossa all’economia non servono gli 80 euro( puttanata di renzi )ma cose tangibili e subito,esempio perche’ pagare l’autostrada??? dove governa la merkel NON SI PAGA,IN AUSTRIA UNA VOLTA L’ANNO,con l’applicazione di tale proposta si potrebbe dare una svolta importante all’italia intera(tranne che a politici tombati con figli mogli cugini zii ben piazzati nei consigli di amministrazione)va da se che chi prende soldi spende soldi,firmato,alberto andretta cogollo,vicenza

  2. Albert Nextein says:

    Parole al vento.
    Almeno avessero il coraggio di affermare che per innescare un qualche miglioramento dell’attività economica ci vorrebbe, sic et simpliciter, un abbattimento iniziale di almeno il 50% di ogni tassa esistente.
    Io con le riforme che la casta al potere intende attivare mi ci spazzo il deretano.

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