Crisi, gli italiani hanno ridotto la pappa: meno 15,2 miliardi dal 2007

di GIORGIO CALABRESI

La spesa alimentare delle famiglie italiane nel 2013 per effetto dell’ulteriore calo del 3,1 per cento ha raggiunto il minimo dall’inizio della crisi con un taglio di 15,2 miliardi rispetto al 2007. È quanto emerge da un’ analisi della Coldiretti sulla base di dati Istat, dalla quale si evidenzia che i consumi delle famiglie italiane per alimentari e bevande a valori concatenati sono stati pari a 114,3 miliardi rispetto ai 129,5 miliardi del 2007, quando è iniziata la crisi. L’andamento della spesa riflette – sottolinea la Coldiretti – un calo nelle quantità di alimenti acquistati ma anche la tendenza a privilegiare prodotti low cost a basso prezzo che sono gli unici a fare registrare un aumento (+1,6 per cento) nel commercio al dettaglio nel 2013. Con la crisi si dice addio al negozio di fiducia e quasi la metà degli italiani (47 per cento) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini promozionali, secondo una Indagine Coldiretti/Ixè. Da segnalare, però – conclude Coldiretti – l’aumento del 67 per cento gli acquisti degli italiani nei mercati degli agricoltori, i cosiddetti farmers market, in netta controtendenza con l’andamento negativo dei consumi alimentari. Nei mercati degli agricoltori – conclude Coldiretti – hanno fatto la spesa 15 milioni di italiani nel 2013, con un aumento del 25 per cento in un solo anno ma ad aumentare notevolmente è stato anche il valore medio degli acquisti, per un fatturato complessivo stimato in 1,5 miliardi di euro nel 2013.

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One Comment

  1. Albert Nextein says:

    Dai, non tutti i mali vengono per nuocere.
    Mangiamo meno.
    Dimagriamo.
    Ci guadagniamo in salute, e costiamo meno al sistema sanitario.
    Si fanno meno assenze dal lavoro, e ci si guadagna in produttività.

    Dai, degli schiavi più efficienti e meno costosi.

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