ERDOGAN, LA LEGGE FRANCESE SUL GENOCIDIO E’ RAZZISTA

di REDAZIONE

Il giorno dopo il via libera del Senato francese alla legge che punisce il negazionismo del genocidio armeno, la Francia invita la Turchia a non reagire d’impulso con una totale rottura diplomatica fra i due Paesi. Lo chiede il ministro degli Esteri Alain Juppé: “Ritengo questa iniziativa inopportuna, ma il Parlamento ha deciso così… Quello che voglio fare oggi è un appello al sangue freddo dei nostri amici turchi. Superata questa ondata un po’ estremista, sono convinto che recupereremo delle relazioni costruttive. Io tendo loro la mano”.Chi nega il genocidio armeno potrà essere punito con un anno di prigione e 45.000 euro di multa. La legge ora attende la ratifica di Nicolas Sarkozy, accusato dalla Turchia di aver voluto, strategicamente, ingraziarsi l’elettorato armeno a pochi mesi dalle presidenziali.

Ma la Turchia non ci sta. “Razzista e discriminatoria, fa tornare al medio evo”. Così il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha definito la legge che rende reato negare il genocidio armeno, votata ieri dal Senato francese. Erdogan, davanti al gruppo parlamentare del suo partito ad Ankara, ha fatto un appello affinché la legge, che deve essere ratificata dal presidente francese, sia annullata: “È anticostituzionale”, ha detto, ‘‘calpesta i valori europei e per la Turchia non esiste’‘’. In caso contrario, Ankara risponderà con le sanzioni a una mossa che giudica un puro calcolo elettorale di Nicolas Sarkozy, a caccia dei 600 mila voti dei franco-armeni.

Sarkozy-demonio su quotidiano turco

Nicolas Sarkozy come Satana: la caricatura, che rappresenta il presidente francese come demonio, campeggia sul quotidiano turco Sozcu in un’edicola di Istanbul, il giorno dopo il via libera definitivo alla legge che punisce il negazionismo del genocidio armeno. Un passante commenta: “Questa legge è contro la libertà di parola. Va in una sola direzione e impedisce di andare in un’altra. Per questo non è una buona legge”. Una donna è convinta che “naturalmente il fatto avrà effetti negativi sulle relazioni diplomatiche. Molta gente reagirà e non per sciovinismo”. Un’altra parte dell’opinione pubblica, tuttavia, è convinta che in questo momento sia necessario far prevalere il buonsenso e non far precipitare irrimediabilmente i rapporti diplomatici con la Francia.

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È crisi profonda tra Parigi e Ankara dopo l’adozione definitiva da parte del Parlamento francese della proposta di legge che sanziona il negazionismo del genocidio degli armeni del 1915-1917, riconosciuto dalla Francia nel 2001. Dopo l’ok dell’Assemblea Nazionale, lo scorso 22 dicembre, anche il Senato ha adottato ieri – con 127 voti a favore e 86 contrari, dopo circa 8 ore di dibattito – il progetto di legge che scatena le ire della Turchia e che rischia seriamente di mandare in frantumi le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

«La nostra società deve lottare contro il veleno negazionista», ha detto nel primo pomeriggio il ministro per i rapporti col Parlamento Patrick Ollier, aprendo i lavori al Senato. Mentre fuori dall’aula, nella zona circostante la sede della Camera alta, centinaia di manifestanti, legati ad associazioni franco-armene e franco-turche, chiedevano rispettivamente di adottare e di bocciare la legge. Appoggiata dal presidente Nicolas Sarkozy, dalla maggioranza del suo partito (Ump) e dal Partito socialista (ma ci sono dissidenti in entrambe le formazioni: alcuni ritengono il testo incostituzionale e che il legislatore non possa sostituirsi al lavoro degli storici), la norma – che prevede un anno di prigione e 45.000 euro di multa per chi nega questo tragico evento della storia ottomana (1,5 milioni di morti, secondo gli armeni) – era già passato al vaglio dell’Assemblea Nazionale lo scorso 22 dicembre, scatenando una prima rappresaglia diplomatica da parte di Ankara. Stasera, commentando a caldo la notizia alla Cnn turca, il ministro della Giustizia turco Sadullah Ergin l’ha definita «una grande ingiustizia». «La Francia ha dimostrato una totale mancanza di rispetto nei confronti delle Turchia», ha concluso. Questa mattina il premier turco Recep Tayyip Erdogan – che dalla Turchia ha seguito la diretta tv dal Senato fino all’ultimo minuto – aveva bollato la norma come una mossa elettorale, a 90 giorni dalle presidenziali, e aveva detto che potrebbe decidere di non andare più in Francia.

Con il varo della legge «inizia una nuova era dell’inquisizione» e «una vergogna per la Francia», aveva sostenuto il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, preconizzando libri al rogo e «una grande minaccia» per «i valori europei» come la libertà di opinione anche su fatti storici controversi. In vista del voto, Davutoglu aveva anche annullato l’oderna missione al consiglio dei ministri degli Esteri Ue a Bruxelles. Mentre il vicepremier, Bulent Arinc, aveva evocato il ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Da parte sua, la tv turca TRT minaccia di sospendere la sua partecipazione a Euronews, la rete all news europea, basata a Lione, e di cui è azionista al 15,5%. Per settimane, la Turchia – che rifiuta il termine di genocidio ma riconosce il massacro di 500.000 armeni durante la Prima Guerra Mondiale – ha cercato di convincere Parigi a fare retromarcia. Il primo ok da parte dell’Assemblea nazionale aveva già indotto i turchi a richiamare il loro ambasciatore in Francia per qualche settimana. Ma soprattutto, la Turchia, membro a pieno titolo della Nato, ha deciso in quell’occasione di congelare la cooperazione militare e politica con Parigi.

Ora il governo Erdogan potrebbe spingersi oltre, ritirando definitivamente il suo rappresentante a Parigi e decidendo rappresaglie in settori economici e commerciali. Il volume bilaterale degli scambi ha raggiunto i 12 miliardi di euro nel 2010 e diverse centinaia di aziende transalpine sono presenti in Turchia. Nel primo pomeriggio, il ministero degli Esteri di Parigi aveva comunque lanciato un forte appello alla «pacificazione». Le autorità di Ankara accusano Sarkozy di voler intercettare il voto degli armeni di Francia (circa 600.000 persone), a 90 giorni dalle presidenziali. Le relazioni tra Francia e Turchia sono peggiorate a partire dal 2007, dopo l’arrivo al potere di Sarkozy, che si è sempre detto ostile all’ingresso di Ankara nell’Unione Europea.

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4 Comments

  1. Alberto Lembo says:

    A prescindere dal merito della questione non mi piace la fissazione di obblighi per il pensiero….. Attraverso prese di posizione come questa si va solo verso il PENSIERO UNICO imposto per legge!!!! Ricordiamoci che noi abbiamo già la LEGGE MANCINO a senso unico e antilibertaria… Liberiamoci da queste norme piuttosto che esultare per provvedimenti di altri che posono essere condivisibili nella sostanza ma assolutamente rigettabili come metodo…

  2. luigi bandiera says:

    La Francia vede gli armeni ma volando alto non vede IL POPOLO VENETHO in via di estinzione per il lavaggio del cervello da parte dei tririnkoglioniti talibani..!!
    I napoleoni vivono ancora.

    Saluti

  3. fabio ghidotti says:

    ricordiamoci chi è Erdogan: quello che si è opposto alla nomina di Rasmussen a segretario generale della NATO,perchè il danese era primo ministro al tempo delle vignette satiriche (e secondo Erdogan, avrebbe dovuto impedirle o punirne gli autori…)
    E’ inutile discutere se i turchi siano o no europei: fino a quando saranno integralisti e razzisti, dall’ Europa devono stare fuori!

  4. FrancescoPD says:

    …Erdogan può andare a fare in c..o quando vuole, ed un GRAZIE INFINITO alla Francia per aver messo una pezza perchè altrimenti ci saremmo trovati anche i turchi in europa………anche grazie al nano pseudopolitico italiano.

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