La crisi è solo una grande truffa! Ecco tutte le ragioni

di REDAZIONE

Ma cosa è questa crisi? Cosa ha causato la crisi? Perché persiste e perché si è trasformata in recessione? Come faremo ad uscirne? Queste sono domande che assillano addetti ai lavori, cittadini, giornalisti e – nonostante qualcuno abbia sostenuto teorie strampalate verificatesi fallaci – siamo ancora lontani dalla soluzione, forse proprio per il fatto che non si è dato retta a chi ritiene che il problema stia tutto nella moneta a debito di cui lo Stato è monopolista.

L’associazione Ludwig von Mises Italia è lieta di presentare la versione italiana del documentario “Frode. Il perché della grande recessione”, di cui ha curato la traduzione e sottotitolatura. Esso ripercorre i passaggi salienti che dall’inizio del nuovo secolo hanno portato a quella grave crisi economica che oggi subiamo sempre di più come minaccia alle nostre libertà, al nostro reddito ed al tessuto sociale che avvolge il nostro benessere. Quanto di diverso il lettore troverà in questo documentario, rispetto ad altra propaganda, è un’analisi radicale nella prospettiva della Scuola Austriaca di economia che denuncia il nefasto legame tra governi e settore bancario, saldato a danno di ciascun individuo tramite quotidiana violazione dei suoi diritti di proprietà.

Non c’è alternativa: il ritorno ad una moneta-merce privata, un sistema bancario a riserva intera e l’abolizione dell’istituto di banca centrale sono la via d’uscita dalla piaga dei cicli economici e dall’ambiente di interventismo inflazionista che li genera.

Comprendere, prima di agire insomma: buona visione.

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10 Comments

  1. Pippolo says:

    Purtroppo la maggioranza delle persone è troppo stupida per capire che l’umanità starebbe molto meglio se perseguisse la libertà e la logica.
    Molti commenti in queste pagine lo confermano.
    L’uomo, inevitabilmente, preferisce essere schiavo e credere ai miti.

  2. giordano colleoni says:

    Ehm “il problema stia tutto nella moneta a debito di cui lo Stato è monopolista.”, già questo potrebbe servire a squalificare tutto l’assunto. E per un semplice motivo: ad oggi la moneta a debito non è affatto monopolio dello Stato, ma delle banche d’affari e commerciali che detengono il controllo della BCE, che infatti le stampa.
    Lo Stato (o meglio gli Stati dell’eurozona) è invece OBBLIGATO a prenderla da queste in prestito, pagandoci pure gli interessi sul valore nominale, da qui la crisi di liquidità, l’inserimento del pareggio di bilancio in costituzione dei paesi dell’ eurozona e le politiche di austerità per coprire i debiti di cui sopra.
    E’ vero invece che lo Stato, se debitamente organizzato e amministrato è l’unico, se avesse propria moneta, a poterla immettere nell’economia reale sostenuta e creata dal mondo del lavoro… Quello di cui voi parlate sono le teorie neo-liberiste che hanno invece creato questa crisi: proporre come soluzioni ad essa, le politiche che l’hanno generata è come dire al malato di continuare ad ammalarsi per guarirsi!

    • Dan says:

      Il punto consiste che non vengono spiegate due cose fondamentali: cosa ci guadagna la classe politica dal sostenere in questo modo le banche e cosa intendono guadagnarci le banche centrali.
      Sui politici si fa presto a dire cosa ci guadagnano: soldi, tanti soldi. Svendono roba che non è loro per un tornaconto personale.
      Le banche centrali (ovvero chi sta dietro le stesse banche centrali) invece cosa ci guadagnano dal prendersi la briga di stare a stampare carta straccia il cui unico valore è stabilito da delle leggi del cavolo ?
      Le banche semplicemente puntano a rubare le proprietà della gente perchè la vera ricchezza è la terra che produce cibo, sulla quale crescono gli alberi, dove scavando si trovano risorse utili ai cicli produttivi.
      E’ più ricco un contadino con il suo fazzoletto di terra che un banchiere con un carro pieno d’oro (non parliamo poi di un carro pieno di carta con dei numeri stampati sopra).
      Secondo me qua il fine ultimo consiste nell’avviare un processo simile a quello cinese, dove il governo ha rubato la terra ai contadini, ha fatto costruire enormi fabbriche dormitorio e praticamente li ha schiavizzati costringendoli a lavorare per un posto letto.
      In cina si poteva facilmente fare perchè c’erano il comunismo e la scusa di modernizzare il paese, ma da noi certe cose non attaccherebbero quindi ecco che cercheranno di ridurci in miseria fino a quando, noi o i nostri figli saremo costretti a perdere le nostre proprietà in cambio di un posto in un camerata.

  3. Dan says:

    Video bello ma purtroppo gravemente incompleto: ci dice di tutto e di più sulle banche ma non tira in ballo la politica, quali vantaggi questa ottiene dall’alleanza.
    Sembra che tutto parta e finisca con le banche, ma sappiamo benissimo che senza quei criminali del mondo politico queste porcherie non sarebbero possibili o quanto meno fortemente ridimensionate.
    Oltretutto non vengono spiegate le conseguenze del finanziamento alle banche da parte degli stati, non viene spiegato cosa avviene a livello speculativo.
    Alla fine la gente vede questo video e conclude solo che il problema è troppo grosso per loro quindi meglio lasciare a qualcun altro la patata bollente, in pratica allo stato, peccato che in apertura si parlava esplicitamente di “troppo stato” e addirittura di nuova unione sovietica.

  4. Francesco says:

    I maya l’avevano predetto, il 2012 sarà la fine dell’Europa.

  5. Riccardo Cascino says:

    Fanatici neoliberisti e criminali mistificatori. Keynes aveva ragione, voi torto. I fallimenti di 30 anni di politiche neoliberiste sono sotto gli occhi di tutti e voi lo negate. Bugiardi e viscidi servi di interessi nefasti.

  6. Mario says:

    “il ritorno ad una moneta-merce privata” … ma cosa state dicendo? Siete fusi?

  7. sdfg says:

    Nahhh… non diciamo eresie, questo documento è una grande bufala. La soluzione è molto più semplice, separazione tra banche commerciali e banche d’investimento, aumento della riserva frazionaria del sistema bancario e soprattutto, ritorno della moneta sovrana di ogni stato con conseguente aumento di liquidità per limitare gli interessi pagati dagli stati.

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