Crisi: da estate flop un danno da 5 miliardi per il turismo

di REDAZIONE

Il settore turistico italiano rischia di perdere 5 miliardi di euro durante l’estate 2013 se le previsioni sul crollo delle vacanze degli italiani saranno rispettate. E’ quanto stima la Coldiretti nel commentare le previsioni di Confesercenti-Swg sulla riduzione ad appena il 58 per cento del numero di italiani che andranno in vacanza durante i mesi estivi. Il calo del fatturato – sottolinea la Coldiretti – riguarda soprattutto i servizi di alloggio e quelli di ristorazione ma sono coinvolte anche le attivita’ di divertimento, culturali e naturalistiche con un impatto notevole sul piano occupazionale, in un difficile momento di crisi.

L’impatto economico sul territorio italiano generato dai turisti italiani e stranieri (inclusi coloro che hanno alloggiato nelle strutture ricettive che nelle abitazioni private) e’ stato – sottolinea la Coldiretti – di 72,2 miliardi di euro nel 2012, legati a spese effettuate durante il soggiorno (alloggio e spese sul territorio),secondo Isnart-Unioncamere. Nel dettaglio circa 19,7 miliardi sono stati spesi per l’alloggio, 13,9 miliardi la ristorazione/bar,12,9 miliardi di euro per spese di abbigliamento, calzature e altri prodotti del made in Italy, 12,7 miliardi di euro per divertimenti e attivita’ culturali (spese quali biglietti di ingresso in musei e monumenti, teatri, cinema, discoteche o altri locali, per stabilimenti balneari, termali o lacuali, per servizi benessere ed impianti sportivi) mentre – conclude la Coldiretti – al settore agroalimentare sono riconducibili 10,1 miliardi delle spese turistiche sostenute dai visitatori italiani e stranieri nelle destinazioni italiane per il solo acquisto di prodotti.

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6 Comments

  1. Dan says:

    Tanto le tasse su quei 5 miliardi le pagate comunque cicci cari.

    Volete starvene buoni, tranquilli, rivoltarvi vi pare brutto, aspettate sempre che parta un altro e adesso siete serviti.

  2. limar says:

    E per quelli che magari decidessero di permettersi qualcosina in più rimanendo a casa si trovano il nuovo proclama di Pisapia a Milano: niente gelati nei quartieri della movida dopo mezzanotte!

  3. mv1297 says:

    io non sono un albergatore ma un semplice dipendente privato. certe zone, soprattutto quelle marittime, credo che la domanda di alloggio sia concentrato in pochi mesi dell’anno, per cui, credo che le tariffe siano molto influenzate da questo aspetto. Diversamente per le città turistiche dove la domanda è più costante e quindi tariffe meno esigenti.
    In linea di massima mi sembra questo il vero problema.

    • Dan says:

      Sicuramente è uno dei principali. L’imu lo si paga per tutto l’anno mica per tre mesi d’estate.
      Oltretutto le città marittime tipo quelle della liguria sono da sempre meta di pensionati e famiglie piccolo borghesi, proprio le categorie colpite in questo momento.

  4. Maurizio says:

    Ho visto comunque prezzi ben superiori a Grecia o Spagna; quindi se è colpa della pressione fiscale si ribellino, se invece fanno i furbetti si adeguino. Perchè 2000 euro a testa per una settimana in Sardegna e 1400 a Creta per hotel di pari livello non sono giustificabili.(Questo non significa che io possa permettermelo…tanto per essere chiari .)

  5. Albert Nextein says:

    Un po’ di crisetta, non fa male.
    Vediamo se questi albergatori aprono gli occhi.

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