Crisi, 7 greci su 10 vogliono emigrare. E gli studenti sono malnutriti

di REDAZIONE

Dopo cinque anni di crisi economica e sei di recessione, con un tasso di disoccupazione che lo scorso ottobre in Grecia ha toccato il record del 27,8%, la delusione di vivere in una situazione insostenibile continua a spingere migliaia di greci in età lavorativa ad emigrare verso altri Paesi, soprattutto europei, alla ricerca di maggiori opportunità di lavoro. Come riferisce il quotidiano ateniese To Vima, ad abbandonare il Paese sono state già decine di migliaia di medici e ingegneri che si sono diretti per lo più negli Stati Uniti, in Germania e in Gran Bretagna. Ma anche diversi Paesi del Medio Oriente hanno registrato un aumento di immigrati dalla Grecia. Il fenomeno della migrazione dai Paesi dell’Europa meridionale è aumentato notevolmente negli ultimi anni con un incremento di provenienze dalla Grecia del 49% nel solo periodo fra il novembre 2012 e lo stesso mese del 2013.

In particolare la Gran Bretagna ha registrato un aumento del 16% degli immigrati da altri Stati membri dell’Ue pari a circa 25.000 persone. Il Dipartimento britannico del Lavoro e della Previdenza sociale ha indicato che gli immigrati dalla Grecia sono aumentati del 31% tra il settembre 2012 e lo stesso mese del 2013. Da parte sua, l’istituto di statistica tedesco Destatis ha osservato un aumento del 5,1% negli immigrati dalla Grecia.

La Federazione delle comunità greche del Belgio ha riferito dal canto suo che gli immigrati provenienti dalla Grecia sono in cerca di occupazione soprattutto nel settore bancario e della ricerca, ma tra essi vi sono anche molti operai. La maggior parte dei greci e degli altri cittadini europei che arrivano in Belgio finiscono per trovare lavoro nei settori della giustizia, dell’amministrazione, della finanza, del turismo e del marketing.

Secondo un recente sondaggio della Kappa Research, sette laureati greci su 10 hanno intenzione di emigrare per trovare un’occupazione, mentre un greco su 10 sta già cercando di trovare un lavoro o proseguire gli studi fuori dalla Grecia. Dalla ricerca è emerso inoltre che il 66,4% di coloro che sono disposti ad emigrare è alla ricerca di una migliore qualità di vita, il 44,7% cerca un’occupazione migliore e il 32,6% vorrebbe migliori e più eque prospettive di lavoro. Indicativo del grado di delusione e di insoddisfazione dei greci nei confronti della situazione economica del proprio Paese è il fatto che il 60,7% degli intervistati ha ammesso che preferirebbe avere un’occupazione con possibilità di carriera all’estero piuttosto che un lavoro fisso nel settore pubblico o privato in Grecia.

Crisi e recessione hanno conseguenze altre: gli studenti di quasi 1.000 scuole greche – pari a circa 145.000 tra bambini e ragazzi – infatti sono malnutriti. L’allarmante dato è riferito dal sito GreekReporter che cita una recente statistica dell’Istituto Statistico ellenico (Elstat) secondo cui numerore fra le 975 scuole colpite dal fenomeno hanno richiesto assistenza alimentare allo Stato.

Questa cifra è il triplo dei circa 50.000 scolari che il ‘Programma di aiuto alimentare e promozione di un’alimentazione sana’ portato avanti dall’Istituto di Medicina preventiva e di salute ambientale e del lavoro ‘Prolepsis’ di Atene. Il fenomeno degli scolari affamati continua ad estendersi nelle scuole greche mentre le domande di assistenza alimentare da parte degli istituti scolastici sono raddoppiate, passando a quasi 1.000 dalle 500 del primo anno del programma. Sino ad oggi gli aiuti dell’Istituto ‘Prolepsis’ hanno riguardato 305 scuole e 44.697 studenti. Quest’anno le scuole diventeranno 320 e i ragazzi assistiti almeno 50.000. E c’è chi dice che la Grecia è solo lo specchio dell’Italia…

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3 Comments

  1. michela.verdi says:

    Così si distrugge un Paese dalle potenzialità economiche enormi. La causa ha un solo nome: parassitismo politico-burocratico….

  2. marina baldinoni says:

    Così si distrugge un Paese dalle potenzialità economiche enormi. La causa ha un solo nome: parassitismo politico-burocratico.

  3. FRANCO says:

    Nelle attuali condizioni deplorevoli di disoccupazione si trovano i paesi in cui vi erano i più forti partiti comunisti.Ma guarda che caso, che combinazione!

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