La partita di giro crimine-stato-banche: interessi più 30% dove si fa governare la mafia

di REDAZIONEitaly-mafia

La criminalità spaventa gli investitori, specialmente quelli esteri. Il danno è stato quantificato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco che, intervenendo ad un convegno sul contrasto all’economia criminale, ha parlato di 16 miliardi di euro persi tra il 2006 e il 2012. In questo periodo, in assenza di fenomeni criminosi di rilevante entità, gli investimenti sarebbero stati superiori del 15 per cento.

Inoltre, le aziende che operano in aree fortemente condizionate dalla criminalità – ha aggiunto il governatore – pagano tassi d’interesse di circa 30 punti base più alti rispetto alle altre e devono fornire garanzie per il credito maggiori. I premi assicurativi più elevati, in particolare, sono stati pagati in Campania, Puglia e Calabria, mentre il premio medio pagato a Napoli è oltre il triplo della media europea. Il quadro, a detta del numero uno di Bankitalia, migliorerebbe notevolmente se, anzitutto, dopo anni di discussione, si approvasse rapidamente una legge contro l’autoriciclaggio.

 

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