Crimea indipendente, referendum anticipato al 30 marzo

di REDAZIONE

E’ stato anticipato dal 25 maggio al 30 marzo il referendum sullo status della Crimea: lo ha confermato il portavoce del premier filorusso della Crimea Serghei Aksenov.

Intanto, Mosca accelera verso l’eventuale annessione della russofona Crimea e l’aumento del numero di residenti con passaporto russo: il parlamento esaminerà la proposta del partito di centro sinistra Russia Giusta, per facilitare l’assorbimento di nuovi territori nel Paese: basterà un referendum, senza trattati internazionali.

La situazione in Crimea rischia di precipitare di ora in ora. Il parlamento russo ha autorizzato Putin a inviare truppe nel territorio ucraino mentre Kiev ha richiamato i riservisti. Intanto gli Stati Uniti chiedono a Mosca di fermare le truppe.

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17 Comments

  1. michela verdi says:

    Sono stati convinti da una propaganda massiccia. Dicono di non volere il regime fascista di Kiev e finiranno sotto quello ultrafascista di Mosca. Contenti loro…..

    • Dan says:

      Credo che queste definizioni, fascista, nazista e pure comunista sono dei concetti che in qualche modo permettono a chi è esterno a quel mondo di classificarlo in qualche modo, ma per loro, che sono già dentro quel modello di pensiero (non certo perchè indottrinati ma semplicemente perchè hanno mangiato e bevuto un certo tipo di cultura e modo di pensare fin dalla culla) sono parole semplicemente vuote di significato. Tutt’al più sono un’etichetta ma finisce lì.

      Se in italia tornasse il fascismo, mi sa tanto che la maggior parte della gente non noterebbe nessuna differenza rispetto a prima e non perchè assiste ogni giorno a porcate cosmiche da parte della politica ma perchè semplicemente ha sempre ragionato all’interno di termini che altri, esterni, chiamano fascista.

  2. Aquele Abraço says:

    Come indipendentista, convinto del diritto all’autodeterminazione dei popoli contro l’assurdo assioma dell’integrità territoriale di Stati nazionali (spesso multietnici e figli d’imperialismi e guerre d’oppressione) non vedo dove sia lo scandalo se la popolazione a maggioranza russa della Crimea richiede la propria indipendenza all’interno dell’Ucraina, o in altri termini, una confederazione con la parte non russofona dell’Ucraina.

  3. marcopolo says:

    Se non fosse stato per i Russi in Crimea ci sarebbero ancora oggi i Turchi.
    I Russi si riprendono quello che è stato sempre loro fin dal ’700 e che solo un “atto amministrativo” di Kruscev – in una situazione “geopolitica” completamente diversa – aveva unito all’Ucraina.
    I primi a saperlo perfettamente sono gli Ucraini, che inoltre grazie ai Russi hanno molto allargato i loro confini ad ovest dopo la Conferenza di Yalta del febbraio 1945.
    Putin fa solo quello che non può non fare.

    • gio86 says:

      No ci sarebbero i bizantini. E comunque i tartari di Crimea sono cristiani. Che ignoranza quando ci si ingozza alla mensa di Blondet e de la Padania.

  4. maverick1 says:

    Questo dimostra che quando un popolo vuole l’indipendenza la fa subito e senza mezzi termini. Per fare due esempi, in Veneto o in Sardegna.. (ironico)

    • gio86 says:

      Ma che dici, non ti rendi conto che è un plebiscito farsa per annettere la Crimea alla Russia? Hai poco da fare ironia su sardi e veneti dato il tuo livello di comprendonio in materia indipendentista.

  5. Dan says:

    Se da noi ci fossero veramente le palle, ADESSO IN QUESTO MOMENTO metteremmo in moto un processo di distacco forzato sia da roma che da bruxelles.
    Ci prenderemmo la nostra indipendenza dopo di che ci renderemmo subito neutrali come fece la spagna franchista.
    Nel caso non fosse stato ancora capito, sta cosa (da sola o insieme ad altre) ci trascinerà dritti in una terza guerra mondiale.
    Nessuno ci romperebbe le scatole, neanche gli americani perchè abbandonando il sud d’italia, gli usa avrebbero le loro basi aeree per fare danni in crimea.

    Noi invece stiamo qui tranquilli a guardare grande fratello fino a quando una sera interromperanno le trasmissioni, spunterà fuori anzi tempo sul capodanno la faccia di un certo parassita che ci annuncerà con gaudio e gioia di prepararci ad imbracciare i fucili per difendere ancora una volta gli interessi suoi e dell’europa criminale.

    • indipendentista says:

      Altro che grande fratello, quello è il meno. I più ridicoli sono quelli che votano ancora “Lega”. E guardacaso la “Lega” che sta con Putin è la stessa che stava con “Forza Alto Adige”.

      • Dan says:

        Qui non è questione di lega o di un qualsivoglia vecchio/nuovo partito oppure ancora movimento con blog al seguito.
        Qui è semplicemente questione che o ci si sveglia adesso o non possiamo dire tra quante albe sti criminali che tengono in pugno le nostre esistenze, decideranno di mettere sul piatto le vite nostre e dei nostri figli nel vero senso della parola.
        Io dal canto mio posso solo dire che se mi mettono un fucile in mano credendo che andrò a sparacchiare in giro, io a sparacchiare ci vado ma loro potranno cominciare a ringraziare per ogni tramonto che gli sarà ancora concesso di godere perchè non punterò la canna dove si sogneranno loro.

  6. Marco (*) says:

    Mi immagino già i venetisti e i leghisti pronti ad accostare il referendum che si vuole fare nella regione Veneto con quello della Crimea: lo prenderanno sicuramente a pretesto per paragonarli. Vuoi vedere che dopo il Kosovo, il nuovo cavallo di battaglia diventa la Crimea? “Perchè l’autodeterminazione è un dritto naturale!”.

    • Aquele Abraço says:

      Le tue idee più volte espresse in questo sito di ottenere l’indipendenza attraverso le maniere forti e violente piuttosto che reclamando pacificamente a livello internazionale il diritto all’autodeterminazione dei popoli mi fanno pensare che tu sia uno squallido troll pagato da qualcuno… per fare da esca a qualcun’altro. Cambia registro (o meglio ancora sito) perché ormai ti sei bruciato. A buon intenditor poche parole.

      • Marco (*) says:

        Hai ragione. Ed a questo proposito, voglio fare una proposta seria: cominciamo a distribuire mazzi di fiori e scatole di cioccolatini fra la popolazione.

  7. indipendentista says:

    Sarà il solito referendum stile sovietico che vede il partito di Putin stravincitore di tutte le tornate elettorale. Roba stile plebisciti post-unitari.
    Qualcosa di molto simile a quello fatto in Austria da Hitler dopo l’Anschluss. Manna per i nazicomunisti belleriani.
    I russi di Crimea sono coloni lì mandati per rimpiazzare i tartari massacrati e deportati da Stalin: come se a Bolzano o in qualche comune sudtirolese a maggioranza italiana si decidesse di fare un referendum per la secessione locale.

    • Luke says:

      “come se a Bolzano…” la Storia non si fa con i “se” e con i “ma”. E’ chiaro che Stalin ha commesso un crimine tremendo con i tatari di Crimea, come in tante altre parti del suo impero. Ma la realtà ATTUALE è che la maggioranza è russa. Quindi se la popolazione OGGI vuole l’indipendenza, è giusto che l’abbia. Anche in Padania una volta c’erano gli Etruschi…

  8. Albert Nextein says:

    Se i russi della crimea vogliono tornare in russia e lo affermano tramite un referendum che non sia una farsa e non sia truccato, allora se va bene a loro, dov’è il problema?

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