Crimea indipendente, 93% favorevole all’annessione alla Russia

di REDAZIONE

ULTIMAORA – La Crimea sarà annessa alla Russia. Questo, secondo i primi exit poll, l’esito del referendum che si sta tenendo in queste ore: il 93% di coloro che si sono recati alle urne avrebbe votato per l’adesione a Mosca. L’affluenza ha già superato il 64%, con oltre un milione di elettori. Ma Usa e Ue non ci stanno e annunciano: “E’ illegale, non ne riconosceremo l’esito”.

Il referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina e’ “legale”, lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin in una conversazione telefonica con il Cancelliere tedesco Angela Merkel. Nel corso del colloquio, il capo del Cremlino ha espresso “preoccupazione per le tensioni create nelle regioni meridionali e sud-orientali ucraine da gruppi radicali, con il consenso delle autorita’ di Kiev”.

Intanto, è “tregua” in Crimea tra Mosca e Kiev fino al 21 marzo. I due Paesi hanno siglato l’accordo per una tregua che mettera’ al riparo le infrastrutture militari di Kiev da eventuali attacchi russi. “Un accordo e’ stato raggiunto conm la Flotta russa nel Mar nero (che ha base a Sebastopoli, in Crimea, ndr) e con il ministero della Difesa russo”, ha detto il ministro. “Nessuna misura sara’ presa fino al 21 marzo”, ha continuato conversando con i giornalisti, “contro le installazioni militari in questo periodo. In ogni caso stiamo inviando nuove unita’ nei nostri siti militari”.

In Crimea, nel frattempo, sono aperti i seggi per il voto referendario sull’ipotesi di secessione dall’Ucraina. “Mosca rispettera’ la scelta degli abitanti della Crimea.   L’affluenza alle urne ha raggiunto la percentuale del 44,7%.

Il dato, relativo alla prima meta’ della giornata, e’ stato riferito da Mikhail Malyshev, capo della Commissione del Consiglio supremo, che sovrintende l’organizzazione e lo svolgimento del voto. Il 43% ha votato nella citta’ di Armyansk, il 45% a Dzhankoi, e il 64.35% a Kerch, la terza citta’ piu’ grande della penisola. La meta’ dei residenti ha votato a Feodosia mentre ha Yalta si e’ recato alle urne il 40% della popolazione Intanto il ministro della Difesa ucraino, Ihor Tenyukh ha denunciato che i soldati russi presenti in crimea sono ormai a 22.000. Tenyukh ha spiegato che e’ stato in questo modo violato il limite di 12.500 soldati previsto dall’accordo che consente a Mosca di avere una base per la propria flotta a Sebastopoli, su Mar Nero. Si tratta, ha sottolineato il ministro, di “una brutale violazione degli accordi e della prova che la Russia ha illegalmente fatto entrare truppe nel territorio della Crimea”. “Siamo di fronte a un aumento delle unita’ russe”, ha detto ancora Tenyukh, “e le forze armate ucraine stanno prendendo misure appropriate lungo i confini a sud”.

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4 Comments

  1. insubrik says:

    Avrebbe votato il 77% degli aventi diritto. Il 95% avrebbe votato sì. Secondo fonti di un governo fantoccio che prende ordini da un esercito di occupazione. Quindi solo un militonto putiniano può prendere per buone queste cifre bulgare.

  2. Matteo says:

    Un popolo che ha subito l’invasione nazista, le rappresaglie comuniste, le deportazioni ed in fine l’umiliazione di essere regalato ad una nazione straniera (l’ Ucraina) oggi ha finalmente potuto esprimere liberamente le proprie aspirazioni. Sinceramente sono molto deluso dalla comunità internazionale, ma quando si parla di fonti di energia i princìpi più nobili come la libertà e la democrazia purtroppo passano in secondo piano. W la Crimea, libera e russa (per suo volere).

    • Pedante says:

      Non dimentichiamo lo Holodomor che alimentò in parte le forze reazionarie dell’epoca. Un genocidio scomodo, a quanto pare.

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