Crescono gli operai che formano coop per rilevare le aziende in crisi

di CLAUDIO PREVOSTI

Non si arrendono. Non ci stanno a perdere il proprio posto di lavoro. Ma anche la propria professionalita’, acquisita nel corso degli anni. E, cosi’, decidono di mettersi in gioco, e di tentare il tutto per tutto, ‘cooperando’ tra loro e mettendo ‘a sistema’ le proprie competenze. Sono sempre di piu’, dall’inizio della crisi, infatti, i lavoratori di imprese in crisi, o a rischio chiusura, che scelgono di rilevare l’azienda, formando una cooperativa tra loro. Dando ‘un calcio’ alla crisi. “Il fenomeno e’ in crescita in questi ultimi anni”, racconta a LABITALIA Aldo Soldi, direttore generale di Coopfond, il fondo mutualistico di Legacoop, che sostiene lo sviluppo delle cooperative nel sistema economico. “Nella nostra attivita’ -spiega- c’e’ stata una forte accelerazione dal 2009 ad oggi, e cosi’ abbiamo contribuito a mettere in piedi una trentina di realta’ aziendali”. Imprese in cui “i lavoratori, o perche’ l’azienda e’ andata in crisi, o perche’ non c’e’ ricambio generazionale alla guida, decidono di rilevare la proprieta’ formando una cooperativa tra loro”. “E’ una scelta -aggiunge Soldi- che i lavoratori fanno per diversi motivi. Innanzitutto, per non perdere il posto di lavoro. Ma in molti casi abbiamo riscontrato che c’e’ anche la volonta’ di difendere la propria professionalita’, il proprio saper fare. I settori in cui operano le aziende che sono rilevate dai lavoratori sono i piu’ vari: si va dalla fabbricazione delle piastrelle fino a quella delle cravatte”.

Cambiano i settori, ma la prerogativa principale, nella maggior parte dei casi, resta la stessa: “Piccolo e’ meglio”. “Nella maggior parte dei casi -spiega Soldi- si tratta di imprese di tipo industriale, che non sono pero’ tanto grandi, arrivano ad avere tra i 10 e i 50 dipendenti. E’ molto piu’ difficile che operai e impiegati si trasformino in imprenditori di aziende molto grandi”. Comunque, centrale per la nuova avventura di operai e impiegati e’ il ruolo di Coopfond: “Siamo un fondo che finanzia la nascita e lo sviluppo delle cooperative -sottolinea Soldi- con la concessione di prestiti ai lavoratori che creano la cooperativa, ma anche con la nostra entrata nel capitale sociale dell’azienda stessa, che e’ una scelta che riesce a dare fiducia sia ai lavoratori che alle banche e agli istituti di credito”. Ma per la buona riuscita dell’iniziativa, “oltre al nostro apporto finanziario, e’ fondamentale quello della struttura associativa della Lega delle Cooperative, e poi naturalmente -aggiunge- serve il contributo delle banche”.

Le risorse da mettere in campo per il ‘salvataggio’ della propria azienda da parte dei lavoratori-imprenditori variano comunque in base ai casi. “Dipende -spiega Soldi- da tante cose: dal tipo di attivita’, dalla grandezza dell’azienda, dalla condizione in cui si trova quando viene rilevata, e altri fattori. Di solito, comunque, si parte da un contributo di 200-300 mila euro che noi rilasciamo e a cui se ne vanno ad aggiungere altrettanti da parte dei lavoratori che rinunciano al proprio Tfr. Nella fase iniziale di nascita della cooperativa e’ importante il ruolo del sindacato, perche’, ad esempio, magari all’inizio della nuova avventura non tutti i lavoratori dell’azienda possono essere subito reimpiegati”. E il fenomeno delle cooperative nate sulle ‘ceneri’ delle aziende si sta ampliando sempre piu’: “Nelle zone a tradizione cooperativa come Emilia Romagna e Toscana. Ma anche in Veneto, Lombardia e Lazio. Mentre fatica ancora nelle regioni del Sud”.

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7 Comments

  1. Caber says:

    Non è vero che le cooperative non sono soggette allo statuto dei lavoratori. Lo sono come le altre imprese di pari dimensione.
    Semmai se particolarmente rosse godono di un trattamento di favore del sindacato…

    Senz’altro godono di un trattamento fiscale di favore sui redditi (dipende dalla tipologia ma addirittura IRES ridotta ad un terzo, e defiscalizzazione degli utili reinvestiti).

    Ora… non voglio dire che sia un sistema che funzioni meglio o peggio di altri… certamente un trattamento così sbilanciato a suo favore non si può definire corretto…

  2. Carlo De Paoli says:

    Le cooperative sono in mano, tutte: al Partito, al Sindacato, alla Chiesa.
    I dipendenti sono, economicamente, gli schiavi della società; e mi spiego: grazie al Sindacato i lavoratori italiani godono, è un modo di dire, di uno stipendio del 40% più basso della media dei salari europei, il 50%, sempre in meno, rispetto al salario dei colleghi tedeschi.
    I dipendenti di cooperativa hanno salari del 40% inferiori alla media dei salari italiani.
    Le cooperative pagano meno tasse delle altre Aziende che operano sul territorio nazionale, ma i dipendenti non sono garantiti dallo Statuto dei lavoratori.
    In barba all’articolo 18 un dipendente di cooperativa può venire licenziato senza che un giudice possa intervenire per “reintegrarlo” nel posto di lavoro.
    Le coop. servono come paracadute per i politici trombati.
    Un noto sindaco di una importante città del settentrione “fallendo” la rielezione venne incaricato a “dirigere” una cooperativa, che funzionava bene prima del suo arrivo, per lasciarla che continuò a funzionare come prima del suo “impegno” quando venne rieletto sindaco di quella grande città del Veneto.
    I bassi stipendi dei lavoratori servono a mantenere nel lusso persone che di per se non varrebbero niente: La mediocrità ha preso il potere in Italia e non intende mollarlo.

  3. Molto bene, finalmente capiranno per quale motivo il loro titolare, DATORE di LAVORO, è andato in > CRISI <… kissà ke tutti assieme riusciranno a ribaltare il PARLAMENTO ATTUALE e RIAPPROPRIARCI delle REDINI DELLO STATO … BUROCRATI compresi ……… ah … ahhhhhhhhh … ne vedremo delle belle ………

  4. Albert Nextein says:

    Saranno i prossimi a soffrire , e a chiudere bottega.

  5. Trasea Peto says:

    A tutti i corsi e assemblee continuano a dirci che dobbiamo cambiare sistema, chiderere tutto per creare cooperative. Per loro la soluzione è che da tante partite iva si passi a poche cooperative…controllate da loro, i supereroi…

    Devo ancora vederle queste cooperative, sono più un sogno di alcuni che una realtà…

  6. Uno sviluppo molto interessante su cui sarebbe utile fornire aggiornamenti in futuro.

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