“CRESCI-ITALIA” AFFOSSATO DAL COSTO DELLE RINNOVABILI

di UMBERTO MINOPOLI

La Direttiva 28/2009/CE ha assegnato all’Italia un obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili nei consumi energetici finali al 2020. Nel 2011 il Piano di Azione Nazionale sulle Fonti Rinnovabili ha quantificato tale obiettivo in un incremento di energia rinnovabile del 113%. Per il settore elettrico ( tralasciando trasporti e settore termico ) ciò significa la produzione di 8000 MW pari al 38% del target nazionale. Ma subito dopo il Quarto Conto Energia (DM 5.5.2011) ha innalzato l’obiettivo di sviluppo del Fotovoltaico da 8.000 MW del Piano Rinnovabili a ben 23.000 MW (+187%). Per cui il contributo del settore elettrico al raggiungimento del target nazionale è aumentato dal 38% al 45%.

Tale target, per il solo settore elettrico, avrà un costo al 2020 di 13 miliardi di euro all”anno di cui: 6,5 miliardi all’anno per incentivare fotovoltaico; 6,5 miliardi all’ anno di euro per incentivare ( certificati verdi ) le altre fonti rinnovabili. 13 miliardi per 8 anni ( 2012 -2020 ) fanno 104 miliardi ( 120 se calcoliamo quelli gia’ spesi nel 2009 /2011 ). Una spesa impressionante. Questi oneri di incentivazione avranno un impatto notevole sulla tariffa elettrica ed il costo dell’energia.

Oggi tale costo è di circa 72 euro al MWh. Senza pari al mondo. Cosa succede se aggiungiamo i 13 miliardi di euro di incentivi al FV e alle rinnovabili? Succede che ai 72 euro del MWh vanno aggiunti ulteriori 38 euro al MWh, con un incremento del 53 % sul costo attuale dell’energia. Invece che 72 euro al MWh l’energia costerà in Italia 111 euro al MWh. Fate un po’ voi! Un costo spropositato che taglia le gambe ad ogni prospettiva di competitivita’ del sistema delle imprese. E manda a farsi benedire l’obiettivo di Cresci Italia. La verità è che in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili è avvenuto senza una programmazione e ha determinato delle forti inefficienze sul mercato. Per mettere fine a queste criticità dobbiamo attuare una politica che metta al primo posto i concetti di equità e di efficienza.

In primis: equità tra le diverse tecnologie. In Italia sono state destinate maggiori risorse alle tecnologie più costose e meno efficienti sotto il profilo economico ed ambientale. Si consideri che ben 6,5 miliardi di euro per incentivare il fotovoltaico che produrrà solo l’11% l’11% dell’ obiettivo complessivo nazionale al 2020. È necessario riequilibrare le risorse destinate ad incentivare le fonti rinnovabili considerando tutte le opzioni tecnologiche in un ottica di costi-benefici, ai fini del raggiungimento degli obiettivi al 2020. In secondo luogo va stabilita equità tra fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

In questo senso l’Italia ha agito irrazionalmente dando priorità alla incentivazione del FV mortificando le altre tecnologie più efficienti non solo sotto il profilo ambientale ma soprattutto con un indotto industriale che detiene la leadership tecnologica nell’industria europea. Si deve pensare che spenderemo 7 miliardi di euro all’anno di incentivi ( fino al 2020 ) al fotovoltaico per risparmiare solo 2,5 Mtep all’anno di energia e non si riesce a trovare 1,5 miliardi di euro per incentivare le rinnovabili termiche che garantiscono un risparmio ben piu’ importante, di 15 Mtep, e coinvolgono 300 mila aziende. Bisogna arginare questa deriva.

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4 Comments

  1. migotto sandro marco says:

    dati simpatici. ma veri fino ad un certo punto.

    Volete voi una energia pulita, rinnovabile? dite semplicemente si o no. Cosat? certo che costa. Dopo aver dato un calcio siulle palle al premio Nobel Rubbia che se ne e’ andato in Spagna a fare del fotovoltaico una indistria, in Italia a fare energia rinnovabile e’ rimasta la monopolista Enel con prezzi di fornitura e posa vergognosi. Per decenni e tutt’ora esistono incentivi alla rottamazione. Lo Stato poi ha accise terrificanti sul greggio talmente tanto alte che preferisce importare petrolio che fare una sana politica energetica. In Austria, in Germania (che dismettera’ entro il 2020 le centrali nucleari) in Islanda (primo Paese al mondo entro il 2015 senza petrolio e solo da energie rinnovabili) stanno lavorando su questa strada. In Italia tutto e’ demandato alla capacita’ dei singoli non esiste un progetto da qui a trenta o cinquanta anni per la produzione e la fornitura di energia. Continuo a vedere ignoranza, pressapochismo e dilettantismo. Ultima domanda. a chi giova tutto cio?

  2. Sante says:

    i Governativi italioti si “muovono”
    come i “bandoleros messicani”.
    .
    sono impareggiabili nella “devastazione&annikilamento”
    dei “finanziamenti” “rubati” dalle “bollette”
    dei testicoli sfigati ke le pagano….
    ………………………………………….prevalentemente al nord.

    • gian luigi lombari-cerri says:

      I “poteri forti” hanno scoperto che il FV , basta finanziarlo a spese dei poveri cittadini, è un grossissimo affare.
      Guai a scrivere che , a conti fatti, non conviene sotto nessun punto di vista, per loro , invece, è eccellente.
      Come il tentativo di privatizzare l’acqua schiaffandoci sora i contatori e aumentando le tariffe (come succede , ad esempio in Emilia).

      • Sante says:

        ….invece di “devolvere 7G€/anno di FV” A CORTIGIANE.
        …”ci facciamo” un ITER(=10G€) ogni 2anni.
        …….sikuramente ci guadagneremo enormemente in teKnologia…..
        Recentemente(..ieri) a Padova RFX è stato lanciato PRIMA….
        e i “testicoli” “credono” ankora “religiosamente” alla green economy….
        …..nn abbiamo scampo….
        Serenissimi Saluti

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