Cresce la pressione fiscale. Per Eurostat, l’Italia è solo settima

di REDAZIONE

Cresce la pressione fiscale in Europa: nel 2011 si è attestata a quota 40,0% nella Ue a 27 e al 40,8% nell’eurozona, contro il 39,6% e il 40,3% del 2010. L’Italia con il 42,8% (stabile rispetto all’anno precedente) è sopra la media europea e al settimo posto tra i Paesi europei (quinta in area euro).E’quanto risulta dai dati Eurostat.

In termini assoluti gli incassi fiscali nel 2011 – rileva Eurostat – hanno superato i livelli pre-crisi sia per la Ue a 27 che per i 17 Paesi dell’area Euro, dopo il calo delle entrate che si era verificato in tutta Europa nel 2009 e nel 2010. L’aumento delle entrate registrato in Europa nel 2011 è maggiore dell’aumento del Pil. La crescita degli incassi è dunque legata – secondo Eurostat – in parte proprio all’introduzione di nuove misure fiscali in alcuni Paesi membri, come l’aumento dell’Iva o l’introduzione di nuove imposte sulle banche, sul trasporto aereo e sulla proprietà.

A guidare la classifica della pressione fiscale (il rapporto tra entrate fiscali, inclusi i contributi sociali, e il prodotto interno lordo) sono Danimarca (48,6%), Belgio (46,7%) e Francia (45,9%). Seguono nella parte alta della classifica, con tassi superiori alla media europea, Svezia, Austria, Finlandia e Italia, che scende di un posto superata, rispetto all’anno precedente, proprio dalla Finlandia. Nella parte bassa della classifica ci sono invece Lituania (26,4%), Bulgaria (27,2%) e Lettonia (27,7%).

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