Cresce la fronda degli euroscettici. Guarino: “Euro colpo di Stato”

di FABRIZIO DAL COL

Un progetto politico  europeo messo a punto dalle lobby economico finanziarie che controllano l’Europa. Oppure una trama già decisa, su come costruire una catastrofe attraverso la crisi che ha investito il mondo. Cosa sia effettivamente l’euro forse lo sapremo quando sarà troppo tardi, ovvero quando si capirà la vera ragione per cui si è voluto a tutti costi costituire l’euro in tutto il Vecchio Continente. Ma fino a quando il quesito su cosa è veramente l’euro rimarrà di difficile risposta ? Nessuno  è oggi in  grado di prevederlo,  ma tra non molto, sapremo invece a chi serviva veramente la moneta unica.

Ma mentre si è in attesa di avere una risposta, gli euroscettici  continuano ad aumentare di numero in tutta Europa. Giuseppe Guarino, professore emerito di diritto amministrativo all’Università La Sapienza, ospite della trasmissione Mix24 su radio 24 condotta da Giovanni Minoli, ha dichiarato: “Con l’Euro c’è stato un colpo di Stato. I poteri iniziali degli Stati sono stati sostituiti dai doveri decisi da Commissione”. Dopo questa affermazione di Guarino, Minoli non si è fatto scappare l’opportunità, di poter chiedere al professore se poteva spiegare meglio il motivo  per cui sostiene che con la creazione dell’Euro c’è stato un colpo di Stato, e il professore emerito ha risposto: “E’ molto facile individuarlo, se uno lo chiarisce è molto facile. Perché la disciplina elaborata da Pohl, da Delors e da Carli, ed approvata da tutti gli Stati con le procedure di approvazione dei Trattati, era fondata su due poteri, perché tu non puoi dire la crescita, devi conferire i poteri per realizzare la crescita”. “E questi poteri erano esattamente individuati, erano che ciascuno Stato poteva elaborare, doveva elaborare la propria politica economica in funzione della crescita, nell’elaborare la propria politica economica in funzione della crescita avrebbe potuto indebitarsi”. “Ed invece questi due poteri sono stati eliminati. E una cosa importante, che sono stati sostituiti da due doveri: il primo dovere, realizzare il pareggio di bilancio a medio tempo, il secondo dovere, di realizzare il pareggio di bilancio a medio tempo seguendo un programma prestabilito dalla Commissione”. “La soluzione, secondo me, è in due tappe”.

Sul Trattato di Lisbona (che ha ampiamente modificato il Trattato sull’UE e anche quello che istituisce la Comunità europea, ndr), il Professore ha esordito dai microfoni di “Mix24” spiegando VB: “Intanto esigere la rigorosa applicazione del Trattato di Lisbona e se viene emesso un ordine, un’indicazione o qualche cosa che ci riguarda, bisogna dire “dimmi la norma in base alla quale tu mi chiedi questo’”. “Secondo punto: se non facciamo nulla, il principio del pareggio di bilancio continua a sacrificare l’economia di ciascuno Stato; se invece vogliamo trovare una soluzione, la soluzione è soltanto quella dell’unità politica; ma intanto ci si può indebitare per rilanciare l’economia. È impossibile immaginare che da 16 anni, da 15 anni, noi non applichiamo in realtà la norma che dovremmo applicare, il Trattato, e applichiamo delle norme che nessuno Stato aveva approvato.” Subito dopo, alla domanda di Minoli se sia necessario che la politica in ogni Stato riprenda il sopravvento e faccia valere l’interesse dei popoli in Europa, Guarino ha detto: “Ma il primo compito dei politici di oggi è di essere implacabili nell’esigere l’applicazione del Trattato.”

Minoli ha allora incalzato il professore: “Ci dobbiamo allora aspettare questo da Letta in Europa?” che ha risposto: “Io penso che il politico che prende queste iniziative in questo senso, potrà avere un grande sviluppo, perché dall’Italia il fenomeno si allargherà agli altri Paesi, e dico una sola cosa: riuscissimo ad unire i quattro Paesi mediterranei che vengono di solito indicati, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Italia, e aggiungiamo la Francia, saremmo la seconda economia del mondo.”  In conclusine, il professor Guarino la pensa esattamente come l’Ex presidente del consiglio Romano Prodi, che un paio di giorni fa, al Telegraph (come dall’articolo pubblicato su L’Indipendenza ) aveva detto: “Francia, Italia e Spagna dovrebbero battere i pugni sul tavolo, ma non lo stanno facendo perché si illudono di poter andare avanti da soli”, ha detto Prodi.

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Non condivido in pieno l’articolo. C’è il vezzo di dare addosso alla UE ed all’euro come fonte di tutti i nostri problemi. Ma questi sono qui, davanti a noi: abbiamo una classe politico burocratica che “legalmente” si arricchisce alle spalle dei produttori di ricchezza i quali se imprenditori scelgono di andarsene e se teste fini di farsi valere in altre economie.
    Capita di tanto in tanto che all’informazione, pur se di regime, sfugga quanto i nostri politici siano retribuiti in euro rispetto ai loro colleghi della UE. Capita che sfugga un confronto tra quanto costi la reggia del Quirinale, con gli annessi, rispetto a quelle dei reali d’Inghilterra o del sultano del Brunei. Capita di scoprire le retribuzioni, assolutamente fuori mercato, per i barbieri di palazzo e per gli alti manager pubblici (tutti di nomine politiche) fino alle loro intoccabili pensioni. Capita di venir a sapere che gli enti di previdenza affittino sotto il valore di mercato immobili ai parassiti che vivono da padroni delle ferriere e si capisce quindi perché quest’ultimi non abbiano remore a supertassare le case di quelli che la loro se la sono sudata e perchè gli enti non siano floridi. Capita, capita, e poi si allontana da noi il ricordo di ciò che si è appreso perché l’unica soluzione sarebbe non scendere in piazza, ma appostarsi lungo le vie ed, uno alla volta, pazientemente eliminare l’intero bubbone, e poi questo non lo si fa per la stramaledetta educazione buonista ricevuta … e ci si rode il fegato.
    Il formaggio che puzza non lo dobbiamo cercare sulla Luna, lo abbiamo qui, davanti agli occhi!

  2. Castagno12 says:

    Prendo in esame l’ultimo paragrafo dell’articolo.

    Innanzi tutto va modificata la frase pronunciata da Romano Prodi.
    Francia, Italia e Spagna, nei fatti, non “stanno andando avanti da sole”. Sono sempre agli ordini del Governo Mondiale.
    Sono Paesi inseriti nel frullato europeo che manifesta quotidianamente, problemi di varia natura, danni ingenti, necessità di aiuti (a spese dei contribuenti) per TENTARE di salvare l’€uro, le Banche, la lussuosa poltrona degli europarlamentari e il controllo degli USA.

    Il prof. Guarino auspica che “i politici siano implacabili nell’esigere l’applcazione del Trattato (di Lisbona)”.
    Andiamo bene !

    Invece la logica ed il buon senso dovrebbero suggerire, ai politici, una azione decisa, previa consultazione del popolo, per uscire al più presto dalle due suddette trappole, Ue ed €uro.
    Si tratta di due entità che, di fatto, sono già fallite, per quanto riguarda i popoli che le subiscono.
    Invece, per Lorsignori, rappresentano un vitalizio.

    E, come sempre, anche per questi problemi fondamentali, il popolo italiano, “NON PERVENUTO” !
    Gl’italiani sono quello che sono: sudditi di uno Stato progettato a tavolino ed imposto con la violenza.

    Quindi, riguardo una ipotetica consultazione del popolo, l’esito, a favore di una uscita dall’Ue e dall’€uro, non è per nulla scontato.

    Sta alla discrezione di chi legge, trovare un termine che qualifica i sostenitori dell’Ue e dell’€uro.

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