Cremona, quel No global al pronto soccorso, caduto da cavallo: inciampò nella “petera”

di ZANEN DE LA BALApetera

Va di moda il jeans col cavallo basso. Avete presente? E’ così cadente e penzolante che non capisci dove inizino e dove finiscano le generalità carta-identitarie del posseduto da tale braga. Sai solo che davanti tutto scende, e che la gravità – fisica ed estetica – del cavallo, la “petera”, comportano, sul dietro, l’esposizione del fondo schiena con mutanda. L’inizio del sedere, in pratica.

Ecco, mentre tutto cala, la camminata si fa complicata: si inarca, e si flette, altrimenti se cammini diritto, non ti godi l’effetto davanti della “petera”, il cavallo appunto, che prende aria e si slancia verso il mondo. Ma qualcosa deve essere andato storto al giovane no global “antifascista” con petera larga e bottiglia in mano, durante la manifestazione che ha visto Cremona devastata come Fort Alamo il 24 gennaio scorso.

Che è successo? E’ presto detto. Con fare disinvolto e colpo in canna, la birra e il suo vetro, appunto, il nostro minorenne dalla petera, antifascista mi raccomando, andava spedito lungo il corteo. Quello che, ahimè per i veri partigiani, si era trasformato in macchina da guerra. Uno choc per Cremona che,  11 metri sotto il livello del mare, con piazza Duomo persino sotto il livello del Po (petera bassissima), si sentiva come un sommergibile in disarmo, incagliato nel mare della tranquillità. Invece no. Distruzione di massa, mezzo milione di euro di danni, una decina di banche danneggiate, la caserma dei vigili assalita come nel vecchio west.

Ma ecco che, dalle retrovie delle pecore invasate di vendetta armata di bastoni, c’è anche il pecorone, il nostro giovane.

Che ci siano stati scontri, è evidente. Che nessuno abbia fatto ricorso al pronto soccorso dell’ospedale di Cremona, però, la dice lunga… Meglio non farsi riconoscere. E così, a parte alcuni carabinieri feriti, di civili non ne arriva nessuno quel sabato sera, tranne il nostro intraprendente protagonista.

Che ti sei fatto? Gli chiedono per capire come si fosse tagliato il ginocchio….

E lui, risponde: “Eh… ero al corteo antifascista, no? eh… poi mi è scesa la petera, sono inciampato nell’orlo dei pantaloni che si erano abbassati e sono caduto sopra la bottiglia che avevo in mano”. Vuota, immaginiamo. Portata a spasso come souvenir liutario di Cremona.

Fantastico. Cremona ha avuto il suo unico ferito caduto da… cavallo!

 

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