Cremona, assunti 32 precari: giunta e dirigenti a processo

di REDAZIONE

A Milano, a due passi dal quadrilatero della moda, si combatte la battaglia sui 32 precari del Comune di Cremona. ieri e’ cominciato davanti alla Corte dei Conti il processo, con un colpo di scena finale che fa tirare un sospiro di sollievo ai 32 lavoratori. L’accusa ha sostenuto che gli amministratori li hanno assunti pur sapendo che non potevano farlo, ma ha anche precisato che non ne verra’ chiesto il licenziamento. La giunta comunale di Cremona e due dirigenti dell’ente devono rispondere di procurato danno erariale (1.172.000 euro, l’equivalente degli stipendi tra il momento dell’assunzione e quello dell’atto di citazione) perche’ avrebbero regolarizzato i 32 precari nonostante non potessero farlo.

Il processo della giustizia contabile e’ presieduto da Claudio Galtieri ed e’ simile a quello della giustizia ordinaria. L’unica differenza e’ che gli accusati non possono parlare: lo fanno i loro avvocati. Il sostituto procuratore generale, Antonino Grasso, ha svolto la requisitoria. Ha difeso l’esposto anonimo che ha innescato la vicenda. Quelle poche righe ”facevano riferimento non solo al mancato rispetto del patto di stabilita’, ma anche ad altre disposizioni normative”. Premesso che le considerazioni di ordine politico e sociale non possono guidare l’azione del pubblico ministero contabile, Grasso arriva al cuore delle sue contestazioni. Nel 2009 il Comune ha sforato il patto di stabilita’ e, quindi, ”non avrebbe potuto procedere alle assunzioni.

Gli amministratori erano consapevoli del divieto, ma hanno pervicacemente concluso un processo di stabilizzazione non consentito. Erano consapevoli perche’ erano stati espressamente avvertiti dalla stessa Corte dei Conti. Si contesta non la mera illegittimita’ degli atti, ma il danno erariale scaturito da quegli atti”. La requisitoria si conclude mezz’ora dopo con la richiesta che sindaco, assessori e dirigenti siano condannati a risarcire il danno. Tra alcuni mesi si conoscera’ la sentenza.

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7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Sapevo io che un patriota sarebbe uscito dalla tana di sua madre italìa. (da madre patria no..?)

    Questi ci mandano a studiare quello che vuole la sua fottutissima madre (non di sangue ben s’intende).

    Cosa volete, sono nel DNA garibaldini… camicia rossa e via a fare l’una e indivisibile.

    Cometti l’ha detta forse meglio di me…

    Preghiamo

    • luigi bandiera says:

      dimenticavo,
      forse sarebbe il caso, visto il caso, di interessare l’Apekar ed il suo pilota, il carissimo Tontolo.

      At salüt

  2. NE SONO CONVINTISSMO ANCH’IO CHE I sINDACI, GLI ASSESSORI E I CONSIGLIERI NEL ROPRIO COMUNE NON CONTANO NIENTE , SONO I DIRIGNTI (BUROCRATI) CHE SVOLGONO SOLO LE OPERAZIONI E SONO QUESTI CHE PRENDONO TANGENTI E DECIDONO E FANNO QUELLO CHE VOGLIONO.
    qUESTA è L’iTALIA CIUCCIAMELA
    rINALDO cOMETTI

  3. francesco says:

    ma dove siamo, al bar? Studia, leggi le norme e, cerca di capire, che è meglio..!

  4. Dan says:

    Ma sindaci e giunte essenzialmente quali potere di gestione economica dei fondi del comune hanno ?

    Non possono assumere, non possono licenziare (salvo casi gravi tipo gente che timbra il cartellino e scappa), probabilmente non possono spostare di mansione i dipendenti ne tanto meno modificare le loro retribuzioni.
    Non possono fare acquisti, investimenti o avviare opere perchè è tutto bloccato.

    Alla fine possono solo prendere la retribuzione che gli spetta, intascarsi le tangenti ed aumentare le aliquote.

    Ho detto tutto o mi sono lasciato indietro qualcosa ?

    • luigi bandiera says:

      La legge Bassanini la dice lunga sui dipendenti pubblici tipo dirigenti.

      Loro comandano e non il sindaco o gli assessori.

      I consiglieri non contano proprio…

      viva l’italia

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