Cremona, nuovo delirio, la nota che giustifica il terrorismo urbano: “che vi aspettavate?”

di REDAZIONEcremona2

Cremona per i media è un puntino nella pancia della bassa padana. Una notizia e poi basta. Ma la guerriglia da rappresaglia di sabato scorso che ha ribaltato la città devastandone negozi, attività commerciali, distrutta la sede della polizia municipale, assediata la caserma dei carabinieri, va oltre.  Merita quindi di essere seguita, perchè considerata “un atto dovuto”, una conseguenza da chi la fa l’aspetti secondo la nota che pubblichiamo. Nota che sarebbe stata diffusa dagli ambienti del centro sociale Dordoni, di cui un militante è stato gravemente ferito da esponenti della destra cremonese settimana scorsa ed ora in coma in ospedale.

“Ieri, sabato 24 Gennaio, diecimila antifascisti hanno attraversato le vie di Cremona per ribadire la propria solidarietà ad Emilio ed ai militanti del centro sociale Dordoni aggrediti domenica pomeriggio fuori dallo spazio autogestito di via Mantova.

Il corteo si è mosso con determinazione verso la sede locale di CasaPound, da cui in questi ultimi mesi sono partite numerose aggressioni ai danni degli antifascisti/e cremonesi.
Sabato è stata data una risposta forte e chiara: chi tenta di uccidere un compagno ne paga le conseguenze!
Che cosa ci si poteva aspettare dopo la gravissima aggressione di domenica 18 gennaio, quando sessanta fascisti hanno lasciato in fin di vita Emilio, storico compagno del centro sociale, colpendolo ripetutamente con spranghe e calci in testa?
La polizia, connivente e complice con i fascisti, ha permesso domenica sera a sessanta assassini di andarsene indisturbati dopo il tentato omicidio premeditato e, successivamente, ha caricato il presidio di solidali accorsi sul posto dopo la diffusione della tragica notizia.

Dopo tutto ciò, che cosa ci si aspettava?
In migliaia si sono mossi uniti e compatti, con buona pace della questura che ha dichiarato una partecipazione di sole duemila persone, verso il covo fascista che da un anno a questa parte è il luogo da cui partono azioni squadriste ai danni di attivisti politici, migranti e studenti; sede che la polizia era schierata a difendere.

I fascisti di CasaPound che hanno tentato di ammazzare Emilio e la Polizia che ha permesso loro di compiere indisturbati il vile agguato sono i soli e unici responsabili della tensione che si è creata ieri a Cremona!

I danneggiamenti di banche e del comando della Polizia Locale, avvenuti sul finire del corteo, erano ampiamente evitabili; ma in un corteo di tali dimensioni non potevamo controllare tutto.
Dopo l’attacco premeditato e scientificamente organizzato di domenica pomeriggio al centro sociale Dordoni, con Emilio che ancora lotta per la vita in un letto d’ospedale, la rabbia nel corteo era tanta: i responsabili di tutto ciò rimangono gli assassini di CasaPound e la Questura di Cremona.

L’Antifascismo non è un vuoto rituale commemorativo, ma valore e pratica quotidiana: dai picchetti contro gli sfratti, nelle lotte contro lo sfruttamento e la miseria, fino alla giornata di ieri!

Un ulteriore abbraccio a Emilio e a tutta la sua famiglia!”. ‪#‎EmilioResisti‬

 

E ora che fa la città? Sarà questa la “stura che farà svegliare Cremona dal suo lungo sonno? Prima covo della jihad, ed ora scuola dei pronipoti di Stalin?

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