Niente tempo indeterminato? Niente credito. Che dice la Leopolda agli sfigati?

di DISCANTABAUCHIeuro

Certo, il posto fisso non c’è più, ha detto Renzi alla Leopolda. E i gettoni non si infilano negli iphone. E nemmeno i rullini nella macchina digitale. Anche il credito e un pagamento a rate però non si infila più nella vita segnata dal tempo precario per chi non ha un lavoro fisso. Il prestito, Renzi alla Leopolda non lo ha detto, magari lo possono fare i genitori, a nome loro, o un amico fidato. Ma la verità è che il credito non fa credito a chi non può garantire la busta paga a fine mese. Non farà una piega per la logica del “pagare se vedere cammello”, intanto l’esistenza si complica: dalla rata per la macchina al mutuo per la casa, solo il ‘garante’ apre possibilità…

Accedere al credito resta difficile per chi non ha un lavoro stabile. E, muovendosi tra banche e finanziarie, un giovane precario continua a incassare una lunga serie di ‘no’. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos, che rielabora dati raccolti su tutto il territorio nazionale. In media, a 7 giovani con contratti a termine su 10 viene negato un prestito.

Renzi, batti un colpo se c i sei. Il soccorso non arriva però dal governo delle riforme ma dal fai da te, da un ‘garante’, un genitore o un parente con una situazione stabile, a sbloccare istruttorie altrimenti destinate ad essere cestinate. Leopolda, se ci sei batti un colpo. Il 30% delle richieste accolte però offre al poveraccio condizioni con tassi similusura. Tutti a reclamare la flessibilità, perché il mondo corre in quella direzione… ma il mercato del credito non fa una grinza, anzi, si irrigidisce dopo aver speculato su derivati, dopo aver giocato sugli spread, dopo aver distrutto interi patrimoni. L’ultimo stress test della Bce sulle banche italiane la dice lunga sulla squadra dirigente del credito made in Italy. e. Online, si moltiplicano le offerte, condite da slogan ‘accattivanti’. E, di conseguenza, cresce anche il rischio truffe: su 10 siti internet, 6 chiedono un anticipo per le spese di istruttoria, a fronte di un documento inviato via mail, senza alcuna verifica preventiva.

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