Credito facile e inflazione sono una truffa. Ma i gonzi applaudono

di HANS HERMANN HOPPE

Immagina di essere al comando dello Stato, inteso come un’istituzione che ha il monopolio territoriale della decisione ultima in ogni disputa, incluse quelle che coinvolgono lo Stato stesso ed i suoi agenti e, per implicazione, che possiede il diritto di tassare, ovvero di determinare unilateralmente il prezzo che ogni suo suddito deve pagarti affinché tu possa esercitare il compito di decisore finale. Agire sotto questi vincoli o, piuttosto, in assenza di vincoli, è ciò che costituisce la politica e l’azione politica e dovrebbe essere chiaro, sin dal principio che la politica, per sua vera natura, è sempre un male. Non dal tuo punto di vista, naturalmente, ma per coloro che sono soggetti alle tue regole come giudice ultimo. Prevedibilmente, userai la tua posizione per arricchirti alle spalle degli altri.

Più specificamente, possiamo prevedere in particolare quale sarà la tua attitudine e la tua politica per quanto riguarda il denaro e il sistema bancario.

Assumi di comandare su un territorio che si è sviluppato oltre la fase primitiva del baratto, dove c’è quindi in uso un comune mezzo di scambio: il denaro.

Prima di tutto, è facile comprendere perché saresti particolarmente interessato nel denaro e negli affari monetari: come detentore del potere statuale, in linea di principio, sei nelle condizioni di poter confiscare qualsiasi cosa tu voglia e ricavare per te un’ infinità di beni.

Ma piuttosto che confiscare i vari prodotti o beni di consumo, naturalmente preferirai confiscare del denaro. Perché il denaro, essendo il bene più facilmente scambiabile, ti permette di spendere il tuo ricavo, così da acquistare facilmente la più grande varietà di beni di consumo con la massima libertà e piacimento.

E’ fondamentale allora che le tasse che imporrai alla società siano pagate in forma di denaro, siano esse sulla proprietà oppure sul reddito. Infatti il tuo obiettivo sarà sempre quello di tentare di massimizzare i ricavi dalle tasse.

In questo tentativo, tuttavia, non potrai fare a meno di incontrare delle difficoltà piuttosto complicate. Inevitabilmente, i tuoi tentativi di aumentare continuamente i ricavi dalle tasse incontreranno un limite: tasse più alte, ad un certo punto, non comportano ricavi più alti ma ricavi più bassi.

Il tuo ricavo, il tuo denaro da spendere, diminuisce, perché i produttori, vessati da una aliquota fiscale sempre maggiore, semplicemente producono di meno.

In questa situazione, ti rimane solo un’altra opzione per aumentare o almeno per tentare di mantenere costante il tuo attuale livello di spesa: prendere a prestito i soldi che non riesci ad ottenere tramite le tasse.

Per fare questo devi andare dalle banche; da qui nasce il tuo particolare interesse per le banche e l’industria bancaria. Se prendi in prestito del denaro, queste ultime si prenderanno automaticamente un interesse sui tuoi ricavi futuri. Esse vorranno che tu rimanga nel business, vorranno che lo Stato continui nella sua attività di sfruttamento. E dato che le banche tendono a diventare grandi attori nella società, il loro supporto ti sarà sicuramente di aiuto.

D’altra parte però, come elemento negativo, se prendi in prestito del denaro dalle banche tu non solo dovrai restituirlo, ma dovrai anche pagare un interesse.

La domanda nasce spontanea data la tua posizione apicale: come posso liberarmi da queste restrizioni, dalla limitazione ai ricavi dovuta all’aumento dell’aliquota fiscale e dalla necessità di farmi prestare il denaro dalle banche dovendo però pagare un interesse?

Non è molto difficile vedere quale sarà la soluzione definitiva al tuo problema.

Puoi ottenere la desiderata indipendenza sia dai cittadini, che pagano le tasse, che dalle banche solo se crei il monopolio territoriale di produttore di denaro.

Sul tuo territorio, sei l’unico cui è permesso produrre denaro. Ma questo non è ancora sufficiente; il denaro è un bene che, per essere prodotto, comporta necessariamente grandi spese: devi aspettarti di dover sostenere grandi costi per la sua produzione. Molto più efficace sarebbe, invece, utilizzare la tua posizione di monopolista per abbassare i costi di produzione e la qualità del denaro sino ad arrivare vicino al costo zero!

Invece di una moneta di qualità così alta e quindi costosa come l’oro o l’argento, sarebbe meglio se sostituissi a questi un bel pezzo di carta senza valore che potrebbe essere prodotto praticamente a costo zero (normalmente, nessuno accetterebbe come mezzo di pagamento un pezzo di carta; sono accettati come pagamenti solo se sono dei titoli di qualcos’altro, titoli su qualche proprietà reale. In altre parole,dovresti sostituire pezzi di carta che erano titoli su denaro vero, su un bene reale, con pezzi di carta che siano titoli su niente).

In un’eventuale condizione competitiva, se ognuno fosse libero di produrre il proprio denaro, denaro che potrebbe essere prodotto a costo zero, è facile prevedere che tale denaro sarebbe prodotto in quantità tale da arrivare al limite dell’uguaglianza del ricavo marginale con il costo marginale e, dato che il costo marginale sarebbe pari a zero seguirebbe che anche il ricavo marginale, cioè il potere di acquisto di questo ultimo denaro, sarebbe zero!

Da qui deriva la necessità di avere, da parte tua, il monopolio della produzione del denaro di carta, cosi da restringere l’offerta ed evitare le condizioni dell’iperinflazione e la sparizione improvvisa e totale del denaro dal mercato (una fuga nei “valori reali”), tenendo presente che più si stampa denaro di carta più il suo potere d’acquisto diminuisce.

In una certa maniera, tu sei riuscito ad ottenere quello che tutti gli alchimisti e i loro accoliti hanno sempre tentato: hai prodotto qualcosa di valore (denaro con un potere d’acquisto) da qualcosa che praticamente non ha nessun valore. Che impresa!

A te non costa praticamente niente, e puoi andare in giro a comprare beni di grande valore, come una casa oppure una Mercedes; e puoi ottenere questi meravigliosi risultati non solo per te stesso ma anche per i tuoi amici e accoliti che, improvvisamente, scopri essere molti più di quanti pensassi (compresi molti economisti, che spiegano perché il tuo monopolio è essenzialmente qualcosa di buono e positivo per tutti).

Ma quali sono gli effetti?

Innanzitutto più denaro di carta in circolazione non influisce in alcun modo sulla qualità e quantità dei beni non monetari. Ci sono esattamente tanti beni e servizi quanti ne esistevano prima. Questa considerazione smentisce immediatamente la nozione, apparentemente considerata giusta da molti se non tutti i principali economisti, che “più” denaro possa in qualche maniera aumentare “la ricchezza sociale”.

Credere ciò, come fa chi propone quale via d’uscita efficiente e “socialmente responsabile” dai problemi economici la cosiddetta politica di “stimolo monetario”, equivale a credere nella magia: che le pietre, o piuttosto la carta, possano essere trasformate in pane!

Piuttosto, la moneta addizionale che hai stampato avrà due effetti di cui tener conto.

Da una parte, i prezzi saranno più alti di quanto lo sarebbero stati altrimenti e il potere d’acquisto di ogni unità monetaria si abbasserà.

In una parola, il risultato sara l’inflazione.

Più importante, tuttavia, sarà l’effetto redistributivo: tutta questa nuova massa di denaro non aumenta (o diminuisce) il totale dell’attuale ricchezza sociale (la quantità totale di tutti i beni della società), ma redistribuisce la ricchezza esistente in favore tuo e di chi ti è vicino, in favore cioè di coloro che ricevono prima il nuovo denaro. Tu ed i tuoi amici diventate più ricchi (aumentate la vostra ricchezza acquisendo una certa parte della ricchezza totale) alle spese degli altri (che diminuiscono la loro parte di ricchezza totale).

Il problema, per te ed i tuoi amici, di questa decisione istituzionale non è il suo funzionamento: infatti, funziona perfettamente, sempre a tuo (e dei tuoi amici) vantaggio e sempre alle spese degli altri!

Tutto quello che devi fare è evitare l’iperinflazione.

Perché in quel caso la gente eviterebbe di utilizzare il tuo denaro e correrebbe nel rifugio dei “beni reali”, togliendoti così la bella bacchetta magica. Il problema del monopolio del denaro di carta, se proprio bisogna trovarne uno, sta nell’estensione immediata della fuga verso i beni reali a tutta la società; il tuo operare verrebbe riconosciuto per la criminale rapina quale effettivamente è.

Ma questo problema può essere superato se, in aggiunta al monopolio della produzione di denaro, assumi la veste di banchiere ed entri nel business, fondando una bella banca centrale.

Adesso puoi creare dal niente anche del credito (senza avere prima risparmiato); sei in grado di poter offrire prestiti a condizioni migliori di chiunque altro, addirittura a tassi d’interesse pari a zero (o perfino negativi). Con questa nuova facoltà, non solo hai eliminato la tua vecchia dipendenza dalle banche e dall’industria bancaria; avrai ottenuto molto di più: renderai le banche dipendenti da te, potrai forgiare un’alleanza e una complicità permanente tra le banche e lo Stato.

Addirittura potrai evitare di essere direttamente coinvolto nel business del credito creato; quest’incombenza, insieme al rischio connesso con essa, puoi tranquillamente lasciarla nelle mani delle banche commerciali.

Quello che tu e la tua banca centrale dovrete fare sarà solo creare credito dal nulla e prestare questo denaro ad un tasso inferiore a quello di mercato alle banche commerciali. Invece di pagare tu l’interesse alle banche, saranno le banche a pagarlo a te!

E le banche, a loro volta, presteranno il nuovo credito ai loro amici ad un interesse appena maggiorato, ma sempre al di sotto di quello di mercato (per guadagnare dalla differenza tra i due tassi).

In aggiunta, per far sì che le banche siano particolarmente disponibili a lavorare con te, permetterai l’ulteriore creazione di una certa quantità di credito (moneta in assegni) collegati alla tua emissione precedente (il sistema bancario a riserva frazionaria).

Quali sono le conseguenze di questa politica monetaria?

Per gran parte, sono le stesse di quelle della politica di moneta facile: per prima cosa, una politica monetaria facile è inflazionaria. Quando si mette in circolazione più denaro i prezzi saranno più alti e il potere d’acquisto sarà più basso.

Secondo, anche l’espansione del credito non ha nessun effetto sulla quantità e qualità dei beni reali attualmente in esistenza. Né li aumenta né li diminuisce. Più denaro equivale, semplicemente, a più carta. Non fa e non farà crescere di una virgola la ricchezza sociale.

Terzo, il credito facile causerà una sistematica redistribuzione della ricchezza sociale a favore tuo e della banca centrale con il suo cartello di amici: riceverai un ricavo dall’interesse pagato sul denaro che hai creato praticamente a costo zero (al posto del denaro risparmiato con sacrificio da un vero ricavo precedente) e così faranno le banche, che potranno ricevere un interesse dai prestiti creati.

Sia tu che i tuoi amici banchieri vi approprierete di un ricavo  “non guadagnato”: vi arricchirete alle spalle dei risparmiatori di denaro “reale” (che ricevono un interesse più basso di quello che avrebbero ricevuto in assenza del denaro creato dal nulla ed immesso nel mercato del credito).

Dall’altra parte, c’è un altra fondamentale differenza tra una politica di moneta facile, stampa e spendie una di credito facile, stampa e presta.

Prima di tutto, una politica di credito facile altera la struttura di produzione, ovvero cosa si produce e chi produce, in maniera decisamente significativa.

Tu, il capo della banca centrale, puoi creare credito dal nulla. Tu non devi risparmiare denaro dai tuoi ricavi, non devi tagliare prima le tue spese, non devi astenerti dal comprare determinati beni di consumo reali (così come deve fare ogni persona normale se vuole prestare del credito a qualcuno). Devi semplicemente accendere la stampante e fissare il tasso d’interesse sotto quello richiesto dai prestatori sul mercato.

Abbassare l’interesse sul tuo prestito non comporta nessun sacrificio da parte tua (ecco perché questa istituzione piace così tanto).

Se le cose vanno bene, riceverai comunque un interesse positivo sul tuo prestito, se invece le cose non andranno bene, potrai sempre coprire le perdite in modo più semplice di chiunque altro: stampando una quantità addizionale di denaro di carta.

Senza costi e senza nessun rischio personale di perdite, puoi prestare del credito in modo indiscriminato a chiunque e per qualsiasi scopo, senza preoccuparti della solvibilità del debitore o della qualità del suo business plan. A causa del credito facile, certe persone (in particolare i banchieri d’affari), che altrimenti non avrebbero le qualità sufficienti per ottenere credito, e certi progetti (in particolare quelli delle banche e dei loro clienti più importanti), che non sarebbero considerati profittevoli e troppo rischiosi,  otterranno credito e verranno finanziati!

Essenzialmente, la stessa cosa accade alle banche commerciali all’interno del cartello bancario. Grazie alla loro speciale relazione con te, essendo coloro che ricevono per primi il prestito, anche queste banche potranno offrire credito dal nulla ai loro clienti ad un tasso d’interesse più basso di quello di mercato; e se le cose andranno bene per loro, andranno bene anche per le banche, se invece no, esse potranno sempre affidarsi a te, al monopolista della produzione del denaro, per lasciarsi salvare così come faresti tu in caso di necessità: stampando più denaro di carta.

Di conseguenza, anche da parte delle banche mancherà la necessaria attenzione nella selezione dei clienti e dei loro business plan e questa leggerezza le porterà a finanziare persone “sbagliate” e progetti “sbagliati”.

E c’è una seconda significativa differenza tra la politica stampa e spendi e quella stampa e presta che spiega perché la redistribuzione a favore tua e dei tuoi amici banchieri, messa in moto dal credito facile, prende la forma di un momentaneo ciclo di boom-bust, cioè di una fase iniziale di generale prosperità (di una generale aspettativa di aumento dei redditi e di ricchezza futura) seguita da una fase di generale impoverimento (quando la prosperità della fase di boom si rivela essere una mera illusione).

La fase di boom-bust è la conseguenza logica, fisicamente necessaria, del credito creato dal nulla, del credito non corrispondente ad un pari risparmio antecedente, del credito fiduciario (o come vogliamo denominarlo) e del fatto che ogni investimento richiede tempo e può mostrare il suo successo successo solo più tardi, in un determinato momento nel futuro.

La ragione del ciclo economico é tanto elementare quanto fondamentale.

Robinson Crusoe può dare in prestito a Venerdì del pesce (che non ha consumato). Venerdì può convertire questo prestito in una rete da pesca (ovvero può sostenersi mangiando il pesce mentre costruisce la rete), e con questa rete Venerdì, in linea di principio, potrà essere nelle condizioni di ripagare il prestito a Robinson, più l’interesse e avere ancora del pesce addizionale come profitto.

Ma questo processo è fisicamente impossibile se il prestito di Robinson è fatto solo di denaro di carta, una ricevuta dove c’e solo scritto “pesce”, ma che non corrisponde a pesce reale, dal momento che Robinson  non ha risparmiato niente, avendolo invece consumato (si è mangiato il pesce e ha dato a Venerdì un pezzo di carta con la scritta “pesce”!).

Quindi, necessariamente, Venerdì non potrà che fallire nel suo tentativo d’investimento.

In una economia semplice come quella del baratto, questa verità è immediatamente visibile. Venerdì non accetterebbe mai del credito sotto forma ricevute cartacee (ma solo credito cui corrispondono valori reali) e, per questo motivo, il ciclo economico non avrebbe mai inizio!

Ma in una economia complessa come quella monetaria, il fatto che il credito sia stato creato dal nulla con denaro di carta non è evidente: le banconote di denaro dal nulla date a credito sono esattamente uguali alle altre (quelle create con il risparmio vero) e, per questo motivo, esse sono accettate da coloro che prendono a prestito (Venerdì).

Ma questo non cambia la verità fondamentale: niente può essere prodotto da niente e progetti d’investimento intrapresi senza un finanziamento reale (derivante da risparmio reale) devono fallire. Ma questo spiega anche perché la fase di boom, una fase di crescita del livello degli investimenti accompagnato dalle aspettative generalizzate di un aumento dei redditi e della ricchezza può avere inizio (Venerdì infatti accetta le note con la scritta “pesce” invece di rifiutarle immediatamente).

Questo spiega anche perché ci vuole del tempo prima che la realtà fisica venga fuori e riveli comeillusorie certe aspettative.

Ma cosa significa per te, capo dello Stato, una piccola crisi? Proprio perché il tuo cammino verso il potere avviene tramite crisi ripetute, causate dal tuo regime di denaro di carta e dalle politiche della banca centrale, dal tuo punto di vista questo sistema di stampa e presta, che redistribuisce a favore tuo e dei tuoi amici banchieri, anche se meno immediato ed efficace di quanto possa essere il sistema più semplice di stampa e spendi, è ancora largamente preferibile a quest’ultimo, perché molto più difficile da individuare e da comprendere per ciò che veramente è!

Piuttosto che essere riconosciuta come una pura e semplice truffa organizzata da un parassita, perseguendo una politica di credito facile puoi pretendere addirittura di essere visto come qualcuno impegnato nell’altruistico obiettivo di “investire nel futuro” (piuttosto che spendere nelle frivolezze quotidiane) e nel curare la crisi economica (piuttosto che nell’averla causata).

In che meraviglioso mondo viviamo!

Articolo originale di Hans Hermann Hoppe su Mises.org

Traduzione a cura di Niccolo Viviani – Tratto da vonmises.it

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31 Comments

  1. Può accadere che un indebitato (imprenditore, lavoratore, ecc.) non possa pagare, fallisca, diventi cioè insolvente. In quel caso la banca è costretta a registrare quel prestito andato male alla voce perdite. Non è una grande tragedia per la banca, visto che possiede fisicamente solo un cinquantesimo del denaro. Ma una perdita contabile è pur sempre una perdita per la banca e per gli azionisti della banca. La banca però non può fallire (*) , e infatti ogni banchiere sa che non gli sarà permesso fallire dalla banca centrale e perciò non dovrà rendere conto dei suoi prestiti più folli. E’ questo il motivo per cui le banche sono severissime quando si tratta di prestare 50.000 euri a un lavoratore e invece sono generosissime quando si tratta di prestare milioni o miliardi di euri a ditte come Parmalat, Fiat o allo Stato. (anche se il depositante dei 100 soldi detti sopra, va a ritirare il suo gruzzolo, la banca non fallisce: avendoli prestati a dieci diversi soggetti, ha nel suo cassetto dieci loro impegni a restituire 100 soldi, che fanno un totale di 1000; è cioè in una botte di ferro! Se invece il depositante li lascia in banca, lui prende come interesse al massimo l’1%, cioè 1 soldo, mentre la banca chiedendo di media un 12% a ciascun dei dieci clienti, ne incassa 120. Addirittura superiore al deposito che ha in realtà nelle sue casse).

    • Unione Cisalpina says:

      le banke si kredono padrone di tutti i soldi ke depositiamo, disponendo a loro piacimento di tutto il denaro, anke il mio non vinkolato, di giro…

      le banke dovrebbero essere autorizzate a reinvestire e spekulare solo sulle somme depositate NON di giro…
      il kontrollo della BC, su ciò,
      dovrebbe essere rigoroso e sikuramente di facile kontrollo…

      kosì facendo, se un banko fallisse,assieme ad esso, a rimetterci, sarebbero solo i risparmiatori ke, x avere maggiori interessi, hanno vinklolato i loro soldi dando kosì all’istituo fakoltà di spekulare e fare investimeni + redditizi ed anke riskiosi…

  2. Unione Cisalpina says:

    di HANS HERMANN HOPPE

    Immagina di essere al comando dello Stato, inteso come un’istituzione che ha il monopolio territoriale della decisione ultima in ogni disputa, incluse quelle che coinvolgono lo Stato stesso ed i suoi agenti e, per implicazione, che possiede il diritto di tassare, ovvero di determinare unilateralmente il prezzo che ogni suo suddito deve pagarti affinché tu possa esercitare il compito di decisore finale. Agire sotto questi vincoli o, piuttosto, in assenza di vincoli, è ciò che costituisce la politica e l’azione politica e dovrebbe essere chiaro, sin dal principio che la politica, per sua vera natura, è sempre un male. …

    La kuerstione è molto semplice… basta stabiklire x legge ke lo stato, tra tasse dirette ed indirette, siano esse sulla proprietà ke sul reddito, non può gravare sul PIL x + del 35% .

    Gli introiti ke ne rikava vanno giustifikati e restituiti ai cittadini nei servizi propri della sua funzione, attraverso il governo ke li amministra.

    I servizi ke lo stato non può o non riresce a fornire ai cittadini, vanno regolamentati e lasciati alla libera iniziativa privata…

    Lo stato NON PUO’ indebitarsi né adire al kredito privato, avendo nelle tasse già deskritte e dentro i limiti stabiliti, la sua fonte di entrate x far fronte ai propri impegni ed uffizi.

    Poi ci sono regole x kasi di guerra, emergenze di vario genere e kalamità naturali.

    • Unione Cisalpina says:

      Poi ci sono regole x kasi di guerra, emergenze di vario genere e kalamità naturali….

      …finalizzate allo skopo e limitate nel tempo e nell’importo da rekaudare…

      • Marco Mercanzin says:

        Uno stato a moneta sovrana, che emette liquidità esclusivamente per monetizzare l’operosità dei propri cittadini, che producono beni e servizi reali per la comunità, CON CHI CAZZO SI INDEBITA ?!!!!!!

        Si può sapere una volta per tutte, con chi cazzo si indebita ??!!!

        • Unione Cisalpina says:

          non ci si deve indebitare kon nessuno …

          le cirkostanze ke possono determinare l’immissione di nuova moneta nel merkato (ke necessariamente produrrà svalutazione e/o inflazione) saranno kuelle necessarie allo sviluppo rikieste dal kommercio estero ed in akkordo, se del kaso, kon le forze produttive e sociali …

          bisogna vivere kon kuello ke si produce dandosi komodità sin dove l’utile lo konsenta senza ipotekare la vita nè il lavoro dei nostri figli … delle generazioni ke seguono.

          servono anke nuove regole del vivere sociale… non si può produrre x puro fine di konsumo…

          si può benissimo kreare una società + giusta ed armonika

          • Marco Mercanzin says:

            Ripeto la domanda, perke’ lei non mi ha risposto :

            Uno stato a moneta sovrana, ke emette liquidità esklusivamente per monetizzare l’operosità dei propri cittadini, ke producono beni e servizi reali per la komunita’, KON KI KAZZO SI INDEBITA ?!!!!!!

            Si può sapere ?
            Su, non mi sembra difficile come domanda…..

            • Unione Cisalpina says:

              Markanzin… non fare lo spiritoso 😀

              indebitarti non te lo ordina il medico … caso mai quello ti aiuta a guarire … il debito invece è droga che ti dà assuefazione…

              <bla moneta, circolante e contabile, è quella necessaria alla transazione di beni e servizi che si registrino all'interno dello stato ke la usufruisce e ne si serve…
              può diventare anke merce di scambio… lì però già siamo nel vizio…

              rispondimi semplice semplice… perchjè lo stato deve obbligatoriamente indebitarsi !?

              • Marco Mercanzin says:

                Non ho detto ke lo stato deve indebitarsi, ti sto kiedendo , per l’ennesima volta, Kon ki si indebita uno stato a moneta sovrana, ke emette liquidità esklusivamente per monetizzare l’operosità dei propri cittadini, ke produkono beni e servizi reali per la komunita’ Kon Ki Kazzo SI INDEBITA ?!!!!!!

                • Leonardo says:

                  Mercanzin , ti pago io il corso e il docente, ma ti prego, non insistere con le sciocchezze dell’MMT, perfavore!

                  • Marco Mercanzin says:

                    Leo, ti prego, l’MMT non ce tra una mazza.
                    Rispondete alla domanda e la facciamo finita.

                    P.S. : ti pago io una cena con abbondanti libagioni e con Bacco sotto le sue svariate forme.
                    Imparo anche a giocare a briscola con le carte da poker, come fate voi:
                    Ma parliamone.
                    Però avvisi Marchi,altrimenti si ingelosisce, sa com’è, e’ sensibile.

                    • gianluca says:

                      fate pure e sbronzatevi per bene, basta che ci sia qualcuno che registi quello che dite dopo così lo mandiamo in rete e chissà che divertimento. Ma purtroppo Facco non beve. Azz

                    • Marco Mercanzin says:

                      Facco non beve ??
                      Ecco il problema !!!!

                    • Leonardo says:

                      Quelli come te rafforzano le dicerie sui veneti

                    • Marco Mercanzin says:

                      Dicerie, appunto, ma d’altra parte, in vino veritas, e mi scuso per il latino.

                • Unione Cisalpina says:

                  allora ti rispondo in altro modo… kuando è la finanza a determinare il ritmo dell’ekonomia si sovvertono le regole della vita stessa …
                  non si può kampare kon gli imbrogli ed artifizi (finanza… konvenzioni) ma kon kapacità, lavoro e fatti, opere, prodotti…
                  – gli artifizi finanziari stanno all’ekonomia kome un teologo al filosofo… oppure
                  – la finanza kreativa stà all’ekonomia kome un truffatore al truffato… ed ankòra
                  – stampare karta (soldi, titoli, obbligazioni, bot,cct, bond etc.) è altro dal produrre le makkine x farla…
                  nei soldinon c’è pane nè servizio, ma il potere … x l’espropio ke ne si fa della sua funzione, mercifikanbdoli …
                  – kosa te ne fai d’un milione di €uro se ki ha una borraccia d’akkua, mentre tu stai disidratandoti, non è disposto a cederti nemmeno una goccia !? …
                  – ke senso ha immettere kuantità enormi di kartamoneta in cirkolazione, x sostenere un tenore di vita ke ti obbliga kontinuamente a svalutare o supertassare i tuoi cittadini !? … e kuanto può durare kuel gioketto, specialmente kon i kompratori ke guardano l’andamento dell’ekonomia x darti kredito e spillarti parte del tuo guadagno !?
                  … a ki giova kuesta strategia !?

                  • Marco Mercanzin says:

                    Hai detto un sacco di cose, ma continui a non rispondermi :
                    Con chi si indebita uno stato come quello descritto nella domanda a cui continui a non rispondere ?

                    Rispondi a questo e risponderai a tutto ciò che hai scritto.

                    • Unione Cisalpina says:

                      mettiamola kosì… visto ke ‘non rispondo a ciò ke vorresti farmi dire’ … vuoi risponderti direttamente e poi io ti replikerò !? … kon ki si indebita uno stato ? 😀

                    • Marco Mercanzin says:

                      Eh no caro, io non voglio farti dire proprio nulla che tu non abbia già sostenuto : “..Lo stato NON PUO’ indebitarsi…”
                      Ti chiedo solo, a valle di questa tua dichiarazione, con chi si indebita, visto che tu lo dici, uno stato come da me descritto nelle domande precedenti.
                      Dai, su, se dici che si indebita, saprai anche con chi , oppure di cosa parli ?

                  • Unione Cisalpina says:

                    Marco Mercanzin
                    14 Giugno 2013 at 12:59 am #
                    Eh no caro, io non voglio farti dire proprio nulla che tu non abbia già sostenuto : “..Lo stato NON PUO’ indebitarsi…”
                    Ti chiedo solo, a valle di questa tua dichiarazione, con chi si indebita, visto che tu lo dici, uno stato come da me descritto nelle domande precedenti.
                    Dai, su, se dici che si indebita, saprai anche con chi , oppure di cosa parli ?

                    Lo stato NON PUO’ indebitarsi… intendevo dire ke NON DEVE INDEBITARSI … non ne ha motivo … salvo emergenze deskritte e ben definite…

                    x i servizi ke dà ha le tasse x rimpinguare le kasse … e kueste non debbono superare il 35% del PIL…

                    se le sue necessità fossero superiori, ebbeh o riorganizza i servizi ke dà o li cede ad iniziativa privata, regolamentata.

                    • Marco Mercanzin says:

                      ripeto, con chi NON dovrebbe indebitarsi uno stato che emette moneta come quello da me descritto ?

                    • Unione Cisalpina says:

                      e allora… kome e xkè nasce l’suso “d’un valore terzo” x favorire l’interskambio !? … e kome mai kuel “terzo” dovrebbe sostituirsi ai due prodotti nel loro valore funzionale all’uso, necessità, pregio e vantaggio ke intrinsekamente ha nel rapporto di skambio !? … e kos’è il sistema finanziario !? … 😀

                    • Marco Mercanzin says:

                      Guarda, siamo entrambi in buona fede.
                      Siamo entrambi indipendentisti.
                      Presumo che a che lei viva del suo lavoro e non sia un parassita.
                      Ora, la mia domanda non vuole essere una presa in giro, anzi, e’ fondamentale per stabilire un dibattito serio su un tema , la politica monetaria, pieno di luoghi comuni da una parte come dall’altra.
                      Ergo, se lei parla di stato che si indebita, e io le suggerisco un particolare tipo di stato con una particolare politica monetaria, dovrebbe saperlo dire chi quello stesso stato si indebita.
                      Tutto qui.
                      Le risposte non sono poi molte:
                      1)Con i mercati
                      2) Con i suoi cittadini
                      3) Con nessuno.
                      Scelta lei.

                    • Unione Cisalpina says:

                      a me pareva ke la tua konklusione fosse l’ipotesi 2) “Con i suoi cittadini!”
                      allora dimmi:” potresti mai indebitarti kon te stesso !?” 😀

                      vediamo la scena… trasponiamo il personaggio… tu vedi me prestare a me stesso 100 … e poi magari rikiederne il rientro od in kaso di mankato pagamento, esigermi la restituzione, pena il pignoramento della mia stessa proprieta !? 😀

                      le tasse sono la paghetta ke il papà dà al figlio e kon kuella deve fare le sue kose, le sue spese, …

                      lo Stato, noi tutti (kon tutti i nostri beni, averi ed emolumenti), è il Papà ed
                      il Figlio, è il Governo
                      ke deve amministrarsi la paghetta (tasse) ke riceve … cerkando di non essere d’ulteriore peso ma soprattutto facendoseli bastare (max 35% del PIL) x le spese d’auto, pranzi, bensina, assikurazione, vestiario, hobby, divertimento, cinema, vakanze, morose, etc.

                    • Unione Cisalpina says:

                      … e kuando ad un figlio la paghetta (k’è una pagona… nel nostro kaso) non basta mai e kontinua ad esigere sempre maggiori finanziamenti e magari li pretende pure, kon le buone o le kattive, ke kazzo di famiglia di merda è mai kuella !?

                      il figlio uno spendaccione prepotente ed il padre un debosciato inkapace ke non è in grado di komandare al figlio …

                      vizio e dissoluzione morale, kuesta è l’itaglia fetente levantin_pelasgika, merdionale e razzista e rinkoglioniti cisalpini …

                    • Marco Mercanzin says:

                      Sbagliato. La risposta e’ la tre.
                      E no, lo stato non è come una famiglia, perché una famiglia non emette moneta.

                    • Unione Cisalpina says:

                      ma produce tutti i beni ke, ki maneggia il loro valore simboliko (i soldi), se ne appropria a suo piacimento… di +, a suo piacimento, ne impone necessità kuando non serve e se del kaso, impedisce ke si facciano, kuando sarebbe necessario… 😀

                      tutto il sistema finanziario attuale è fatto x governare il mondo da parte di koloro ke senza nulla produrre, kondizionano tutto…

                      il kapitalismo è altra kosa… e serve … nulla si può fare senza prima kapitalizzare, a partire dall’esperienza individuale stessa, di vita…

    • Tito Livio says:

      Domande: 1 perchè 35% ? mi spiego, perchè non 2% o 25% o 40 % o 50% dcc?
      2 lo Stato non può indebitarsi? mai? perché?

      • Unione Cisalpina says:

        la x%uale ed incidenza indikata è kuella stimata necessaria x il funzionamento di beni e servizi komuni ke il privato non può, non deve o non konviene ke faccia …

        in ogni kaso è massima …

  3. Sergio Arangino says:

    Bella ricostruzione fondamentalmente sbagliata: è la circolazione del denaro a consentire la produzione, lo scambio e la fruizione di beni in una economia di mercato. Dove il denaro non circola nessuno lavora, nessuno produce e nessuno consuma. La funzione del denaro è simile a quella del sangue in biologia: l’assenza del fluido di scambio porta alla morte dell’organismo. Egualmente, anche l’eccesso di circolazione può scompensare il metabolismo. Ma se si vuol produrre di più, bisogna in ogni caso aumentare la massa monetaria (perché nessuno lavora senza essere retribuito).

  4. Tito Livio says:

    Non è assolutamente vero che in ogni situazione più moneta = inflazione.
    Se fosse così ogni grafico in cui fosse descritta la svalutazione di un moneta “x” in un dato periodo sarebbe perfettamente sovrapponibile a quello dell’inflazione, in molti casi si sono avute svalutazione di un determinato valore e pochissima o nulla inflazione. Quello che i c.d austriaci non vogliono capire è che le banche centrali non controllano la base monetaria ma al più possono influenzarla, senza considerare la differenza tra offerta di moneta e base monetaria.

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