Cottarelli: Non i barconi ma la burocrazia è la vera emergenza. I pidocchi di Miglio…

MIGLIOdi Roberto Bernardelli – In un evento culturale estivo ospitato a Cortina d’Ampezzo, Carlo Cottarelli, l’ex responsabile della spending review, ha sostenuto che il male da estirpare prima di tutto è la burocrazia. Cioè l’apparato che governa in silenzio. Ha ragioni da vendere, ma soprattutto questo passaggio è stato accolto da un applauso liberatorio.

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Cottarelli ha indubbiamente centrato il cuore del problema. E lo ribadisce…

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Il governo ha in programma di rendere leggero questo Stato? Non ci pare. La priorità è sfornare decreti sicurezza. Importanti, ma da soli producono solo facile e immediato consenso. Non cambiano la struttura centrale e periferica dell’Italia,che resta centralizzata e vincolata al potere delle seconde file nascoste negli uffici. Veri plenipotenziari, dominus dei processi di blocco dei cambiamenti.

Altro che autonomia, federalismo, poteri alle regioni. I garanti che conservano lo status quo e garantiscono ai politici lunga vita purché nulla cambino, restano al loro posto, a tempo indeterminato. Sono parte di quell’esercito di pidocchi che ci costa la conservazione dello Stato così com’è.

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11 Comments

  1. Gianluca P. says:

    Viviamo in italia una finzione, un fuoco fatuo, un impercettibile sensazione che qualcosa possa accadere, senza che ci sia nessuno che alimenti una fiammella. Una follia collettiva sganciata in modo diretto dal senso del dovere e della ‘conservazione’. Il senso del dovere ci porta a costruire. Credere alle storie di folli edonistici decadenti è l’anticamera di qualcosa di bestiale. Folli che dettano l’agenda politica e non stanno dalla parte della ‘conservazione’. Hanno mille argomentazioni a supporto della loto superiorità morale, ma non sono superiori a nessuno. Anzi. Per quanto ancora la gente pagherà per il sollazzo di 4 idioti che non rappresentano nessuno. Quanti governi fantoccio dobbiamo vedere ancora? Quante cazzate sentire? Per quanto tempo ancora crederemo che la nuova legislatura sarà meglio di quella precedente? O che questo sistema possa funzionare con le leggi elettorali variate? Funzionare nel senso che non espropri più le aree produttive. Da piccolo mio nonno mi raccontava delle storie, ma poi le ho ridimensionate diventando grande. L’italia vive di miti (dal risorgimento ai giorni nostri). Sarebbe ora di fare quel salto di qualità e mandarli tutti a stendere.

  2. Gianluca P. says:

    Il pezzettino sulla bocconi era carino. Non andava moderato. 🙂 È una scuola la bocconi, ma a giudicare da quello che fanno e dicono i suoi migliori allievi sembra che ci sia poca logica. Per non parlare dei metodi di ingresso. Non è un vanto, ma riescono a farla passare come eccellenza. Va beh. Buon proseguimento.

    • Stefania says:

      Gli insulti diffamatori non si moderano. Si eliminano, questo è un giornale.

      • Gianluca P. says:

        Stefania le auguro una buona estate. Quella però era un opinione un po’ colorita. Diffamati siamo noi lombardi e veneti tutti i giorni dai media. Ma non vedo piovere querele. Subiamo e paghiamo. Capisco che ormai dobbiamo aver paura dei santuari del potere, il che vuol dire che non c’è più democrazia. Lei lo sa meglio di me. Con stima, G.

  3. Gianluca P. says:

    Gli investimenti nella direzione giusta anche in opere pubbliche danno comunque lavoro ai privati. Autorevoli economisti fuori dai confini (riferendosi a stati europei) dicono con tranquillità che per ogni miliardo di investimenti c’è mezzo miliardo di pil che cresce. In 5 anni rinvigoriamo l’economia. QUI, invece, ci vogliono stagnanti. Vogliono appositamente così da anni. Se stagna mantengono potere le consorterie. Per quello non si inietta denaro e non si danno shock fiscali. Si parla di ridurre la burocrazia. Da anni, invece, è sempre li ferma. Dei burocrati che si autoflagellano(fa ridere davvero come ipotesi). Che risa gustose! Ridiamo, Bernardelli, che di lacrime ne sono rimaste ben poche.

  4. Gianluca P. says:

    Venduti!

    • Gianluca P. says:

      Bisogna distinguere. C’è chi partecipa alla mangiatoia e chi vuole bene agli inizitatori privati. Il resto annoia a morte. È un brodino di lacrime.

      • Gianluca P. says:

        L’italia è un paese truccato a sovranità e legalità limitata e cottarelli fa parte di quel trucco. Veneti, lombardi pagate fino alla fine. Non gli frega un cazzo di voi.

  5. Gianluca P. says:

    “Il male da estirpare è la burocrazia”. Detto da uno che frequenta i salotti di fazio con continuità. Fazio rappresenta proprio la contrazione della spesa! Bravi! Bernardelli, di che c. parliamo. Ma secondo lei un imprenditore veneto che deve aprire o che deve lavorare può ascoltare uno che dice di contenere le spese, di evitare shock fiscali, di non fare investimenti nella direzione di cui abbiamo bisogno al nord. Cottarelli parla come se esitesse una nazione che non esiste. Come se le esigenze di uni di pieve di soligo fossero le stesse di uno di san marco argentano. Chi lo paga il contenimento della spesa? Ma che dicono. Ma basta. Se piazzi sul tavolo un tot di grano a deficit e fai investimenti produttivi nella direzione giusta abbassi quel rapporto d.p. ed esci dal guado( nel lungo). Il problema è il governo inesistente e la nazione inesistente. Se uno tira da una parte e l’altro dall’altra, si spacca. O ci permettono di spendere nel breve per avere sollievo nel lungo oppure la strada è che le aree produttive se ne vadano via. Si stacchino dall’italia. Uno che vive in Veneto e ascolta una lezione di cottarelli alla bocconi si suicida ancor prima che gli arrivi una cartella dall’ agenzia delle entrate.
    Suvvia. Basta lezioni stantie. Chi lavora vuole dei fatti. Basta. Basta. Basta. Cottarelli cominci a fare la spending eliminando gli ‘amici’ parassiti della rai. Quelli che ci frantumano i coglioni con le fiction di regime e ci pizzano in bolletta. Ma per favore.

  6. Riccardo Pozzi says:

    Al bravo Cottarelli, perché faccia un passo in più nella sua analisi, occorrerebbe regalare una pubblicazione: “Geografia dell’alta burocrazia” di Rocchio e Belvedere, deve si evince che il 94% di tutti i dirigenti statali a ruolo, in ogni branca del pubblico impiego, è del centro-sud. Ma dai suoi report non appaiono mai gli squilibri territoriali e allora anche Cottarelli è tanto ipocrita quanto questo governo che chiama risorse i debiti, perché lui chiama “burocrazia” la scientifica occupazione del pubblico impiego da parte di cinque regioni.

    • Gianluca P. says:

      Riccardo, cottarelli è bravo ad alimentare gli appetiti della consorteria. Si parla di pura finzione. Spianano 3 regioni andando avanti così. Del tutto.

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