Piemonte sovrano! Grazie a Cota e alle verande dei campeggi

di TONTOLO

Roberto Cota è un indipendentista vero, cristallino di quelli che han preso i voti – vabbé, al netto delle firme false di una lista che lo appoggiava – per fare la rivoluzione, per rendere la Padania indipendente. Echecazzo! Sfrucugliando sul mio tablet, ho notato che ha postato sul suo sito una notizia che mozza il fiato e spiazza definitivamente il governo italiano centralista e ladro. Eccola: “Campeggi: nuova regolamentazione per le verande”!

Che grand’uomo il Cota, che secessionista straordinario. Quando ho letto la lieta novella dalla contentezza ho fatto impennare l’Apecar – trasformabile in motorhome – per oltre 30 metri!

Lui, sulla scia di quel che fanno i suoi colleghi eletti nelle istituzioni italiane (alla redazione del giornale mi dicono che arrivano molte mail con i comunicati stampa del Carroccio), anche Cota si occupa di questioni dirimenti in tema di autodeterminazione. Allevamenti di cavalli, rogge da pulire, feste strapaesane, strachitunt, stavolta, fanno una pippa a questa bordata sopraggiunta da Torino, che mina alle fondamenta le istituzioni italiche. E ne ha ben donde il governatore piemontese – una volta licenziata la norma – di dichiarare con soddisfazione che si tratta di una “novità importante per rendere i nostri campeggi più accoglienti e competitivi”! Ovvio, senza un Cota illuminato quei “minus habens” di imprenditori del “plen air” non saprebbero come fare per attrarre i clienti, no?

Perciò… Gaudium magnum per l’indipendentismo “bogianen”, perché finalmente la Giunta Regionale ha approvato una modifica alla legge che regola in Piemonte la vecchia legge del 1979, portando a un massimo di 12 metri quadrati la grandezza dei “preingressi”, le classiche verande allestite da camper e roulotte. Il limite consentito fino ad oggi era di 4 metri quadri in pianura e 8 in montagna, con il rischio per i trasgressori di incorrere in sanzioni da parte dei Comuni.

Robertino il “libberale”, impettito, ha esternato con orgoglio: “Si tratta di una novità piccola ma importante che renderà i nostri campeggi non solo più accoglienti per i tantissimi turisti che scelgono questo tipo di vacanza, ma anche più competitivi rispetto alle regioni limitrofe. Un modo per valorizzare un settore che è cresciuto di oltre il 76% dal 2000 a oggi e che rappresenta una fetta importante del turismo piemontese. Anche su questioni che possono apparire marginali come queste, la Regione ha il dovere di essere attenta e dare risposte concrete. Mi era stata segnalata questa problematica ed in tempi ragionevoli siamo intervenuti”.

Sorvoliamo sui tempi ragionevoli – e sul fatto che in una società libera il proprietario di un campeggio deciderebbe lui quanto deve essere estesa una veranda – e concentriamo l’attenzione sulla portata storica della legislazione invece, perché per merito di questa scelta lungimirante, da ieri il Piemonte è totalmente sovrano sul suo territorio! O quello sovrano era il Kosovo?

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7 Comments

  1. Angelo says:

    caro Scemo del villaggio, se non ci fosse stato questo provvedimento avremmo rischiato di far saltare almeno un migliaio di posti di lavoro e qualche milionata di pil.
    E sai perchè? Perchè quando hanno inventato “il patto sulla sicurezza” una notte decine di poliziotti, cc, finanzieri, forestali, vigli urbani, hanno fatto un blitz e perquisito turisti e campeggi forse in cerca di terroristi, serial killer ecc denunciando poi i proprietari e clienti per le verande (unico “reato” scovato), e ordinando la demolizione delle strutture.
    Prima di spararle grosse informati

    • Dan says:

      Cioè sono partiti per dare la caccia a Osama e sono tornati con delle denunce relative le dimensioni del cesto del picnic ? Geni !

    • caterina says:

      ho sempre avuto la convinzione che con l’unità d’Itaglia tutti i popoli ci avevano rimesso, compreso i piemontesi, come li ho sentiti esprimersi in occasione di una visita al restauro del loro primo teatro eseguito in vista della ricorrenza.
      Infatti l’aver destinato una marea di soldi stanziati per il famigerato 150 anni ad opere tipo la Venaria reale ha proprio il sapore del risarcimento più che di celebrazioni, cosa che comunque non è stata fatta nei confronti della omologa reggia di Carditello, per cui hanno ben ragione i nostri amici duosiciliani di recriminare.
      L’unità è stata una iattura per tutti, Torino degradata a provincia ha subito quello che toccò ad altre capitali, con la frustrazione inflitta a tutti i popoli italici e il danno, alla lunga, che oggi vediamo.
      C’è poco da rimediare con la classificazione fatta di recente di “città metropolitane”…giusto perchè così ciascuna pensi ad aggiustare il degrado che è stato indotto.
      Ma questo non viene mai ammesso pubblicamente dai commentatori di regime, ilari, asserviti e proni al potere centralizzato.
      Viva San Marco!

  2. Bepe says:

    “La volpe e l’uva” , caro Tontolo, l’avevano scritta in Grecia già 2500 anni fa … ;-)))

  3. Giacomo says:

    Ciarlatani culi di pietra inchiavardati con tasselli in acciaio zincocromato con pitoneria e rondelle zincate. Danno il voltastomaco, altro che Babbari sognanti.

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