Cota perde anche in Cassazione. Elezioni del Piemonte annullate definitivamente

di GIORGIO CALABRESI

Roberto Cota, governatore del Piemonte defenestrato dalla giustizia amministrativa, ha perso anche al terzo grado di giudizio. Si è così definitivamente chiusa  la vicenda legata alle elezioni regionali 2010 del Piemonte: la Cassazione ieri ha confermato quanto già deciso dal Tar prima, e dal Consiglio Stato poi, circa l’illegittimità della proclamazione degli eletti di quelle consultazioni. Quelle elezioni sono nulle, e bene ha fatto il Consiglio di Stato ad annullarle.  Cota aveva a suo tempo presentato ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato, sostenendo che l’organismo di giustizia amministrativa, annullando i risultati elettorali, era andato al di là dei poteri riconosciutigli dalla legge. Per questo motivo Cota si era rivolto alla Cassazione. Ieri la Suprema Corte gli ha detto «no, non è così», il Consiglio di Stato non ha «travalicato» i suoi poteri.

La decisione presa è del tutto conforme ai suoi poteri, in base ai quali aveva statuito l’invalidità della lista «Pensionati per Cota», annullando di conseguenza la proclamazione degli eletti. Cota, informato della decisione della Cassazione, non ha fatto commenti. Hanno commentato invece Mercedes Bresso, l’ex presidente regionale del Pd che per prima aveva fatto ricorso alla giustizia amministrativa, e Michele Giovine, che con la sua lista «Pensionati per Cota», è all’origine dell’intera vicenda. «Chissà a quale altro Tribunale si appelleranno ora – ha commentato Bresso -. Quelli previsti dalla giustizia italiana con oggi sono finiti». «Ingiustizia è fatta – ha invece commentato Giovine -. Nessuno che tenga veramente alla Giustizia dovrebbe gioire per questa sentenza».

La sentenza ha ratificato dal punto di vista giuridico una situazione che dal punto di vista politico era nei fatti dal 10 gennaio scorso, quando il Tar del Piemonte annullò i risultati del 2010. Nonostante i ricorsi, nessuno in Piemonte pensava che la Cassazione potesse decidere diversamente. Con la sua sentenza ha chiuso in modo giuridicamente definitivo un capitolo che, dal punto di vista politico, vedrà la sua conclusione il 25 maggio. Per quell’appuntamento tutti gli schieramenti sono in piena campagna elettorale. Ma hanno al loro interno stati di coesione diversi. Il centrosinistra lavora compatto a sostegno della candidatura di Sergio Chiamparino. Il centrodestra, invece, resta diviso: Forza Italia e Lega Nord corrono con l’ex assessore Gilberto Pichetto; FdI-An con il coordinatore nazionale Guido Crosetto; Ncd con il suo coordinatore Enrico Costa. Le diplomazie dei partiti di centrodestra continuano a lavorare in cerca di una soluzione unitaria in extremis. Ma sono in molti, a cominciare da Crosetto, a dire che «in Piemonte il centrodestra va verso l’autodistruzione».

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6 Comments

  1. lurens says:

    Ho visto che alle europee in Piemonte ci sarà buonanno.
    Sacchetto silurato dalla Gancia
    Borghezio nel Lazio.

    Col cavolo che li voto!

  2. nick says:

    E la lista finta pro-Bresso?
    C’era anche quella, ma i giudici se ne devono essere dimenticati.
    Comunque, i voti in Piemonte Cota li aveva tutti e questa sentenza che li annulla va contro la volontà popolare.
    MA SERVE ANCORA VOTARE?

  3. raniero says:

    Quando diventerete autonomi non sarà facile trovare persone oneste che amministrano le vostre regioni.
    I politici di oggi sono tutti abituati non all’interesse generale ma a quello personale.
    Sarà complicato e difficile perchè questo tipo di cultura è ormai radicata nel loro dna. I troppi privilegi, le scorte, la gestione di denaro pubblico, le ruberie, ecc.ecc.
    Questa cultura ha attecchito e non può essere questa generazione che fa politica oggi a cambiarla.Sono contaminati dentro. Negli ultimi 30 anni c’è stato un degrado assoluto e in basso della politica.
    Bisogna ripartire dai bambini ed educarli ad essere onesti.Ci vorrà del tempo, molto tempo….non sarà facile.

    • marco Preioni says:

      E chi educa gli educatori degli educatori ?
      Però c’ è anche un fattore etnico: leggendo i cognomi dei consiglieri regionali piemontesi si notano molti non piemontesi. E’ una pura coincidenza. Nessun problema.

    • marco says:

      I politici di oggi sono stati educati dagli insegnanti sessantottini. E gli insegnanti da 30 anni a questa parte sappiamo da dove vengono. L’itaglia è fallita. Solo per il Lombardo-Veneto vedo ancora un futuro. Se questi popoli si svegliano in fretta!

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