Cota, la battaglia indipendentista impone la ginnastica obbligatoria

di ARTURO DOILO

Quanto sia inutile il leghismo alla causa indipendentista è un fatto conclamato. Parlano i numeri. Anni di propaganda, gesti dell’ombrello e calderolame vario sono serviti a null’altro che a garantire posti e clientele ai giannizzeri da strapazzo con fazzolettino verde d’ordinanza, a rafforzare il centralismo italiano e a massacrare di tasse ”il grande popolo del Nord”.

Gli amministratori locali – salvo eccezioni che si contano sulle dita di una mano – del Carroccio sono delle macchiette straordinarie, alcuni piu’ di altri. Tra la peggio gioventù cresciuta all’ombra di Bossi c’è Roberto Cota, il presidente della indebitatissima Regione Piemonte. L’ultima geniale iniziativa – che darà’ il colpo finale allo Stato Ladro romano – è il disegno di legge sullo sport presentato un paio di giorni fa, la cui principale novità è quella di garantire due ore di attività sportiva alla settimana (con istruttori specializzati affiancati agli insegnanti) ai bambini delle scuole primarie. Una specie di sabato fascista insomma, che dovrebbe coinvolgere nella ginnastica 180.000 ragazzi e 9.000 istituti scolastici.

Cota, petto in fuori, si è dichiarato orgoglioso di questa mirabile e d epocale proposta leghista: “Fino ad oggi la pratica sportiva era lasciata alla discrezionalità degli insegnanti delle scuole – dichiara al Corriere della Sera, schifato dal fatto che qualcuno possa liberamente discernere e scegliere – ma ora noi con questa legge vogliamo sancire il diritto degli studenti di essere seguito da personale qualificato diplomato all’Isef o laureati in scienze motorie”. L’iniziativa costerà alla Regione 1,2 milioni di euro. Dice Cota: “Sono soldi che la Regione considera un vero e proprio investimento dato che studi scientifici dimostrano che in prospettiva queste iniziative permettono di ridurre la spesa sanitaria”.

E poffarbacco, giusto! Vorrete mica che in futuro gli schiavi nordici di questo stivale marcio siano malati? Per lavorare, produrre e pagare tasse per mantenere i camminatori siculi, i forestali calabresi e i maestri di sci di Taormina servono giovani piemontesi in forza. Per la gioia di Tosi, dai figli della Lupa ai servi della Lupa il passo è stato breve. Bastava mettere un po’ di leghisti ad amministrare in Padania.

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12 Comments

  1. Miki says:

    Ma poi di che provenienza saranno cotali insegnanti isef? Io un’ideuzza ce l’avrei!

  2. Mah says:

    Insomma non va bene mai nulla, nemmeno la salute dei nostri bimbi. Ma fatela finita con queste polemiche del c…zo

    • Euskaldun says:

      Parole sante. Tutta fa brodo per dar contro alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. “Dividi et Impera”

      • Giancarlo says:

        “Divide et Impera”. Se proprio latinorum deve essere, che sia corretto. A proposito, l’ignoranza più crassa è stata uno dei fiori all’occhiello della Lega Merd.

        • Miki says:

          Funzionava però: invece con le supercazzole maronite non si va da nessuna parte.

        • Miki says:

          Ma la vostra presunta cultura si riduce nel correggere i lapsus calami di chi scrive su questo sito? E’ proprio vero che la sindrome da maestrino è diffusa tra i membri del sud almeno quanto la sindrome dell’impiego a carico dello stato.

          • Giancarlo says:

            Oh là là, addirittura i “lapsus calami”! Che sfoggio di tronfia pomposità degna della Magna Grecia, direi, piuttosto che delle vostre contrade celto-germaniche. By the way, che dire dei meridionalismi sparsi a piene mani da gente come Dan e, salvo errori, anche da te? Tutti quei “vabbè”, quegli “ma che andassero a fare ….”, “ma che si facessero fottere..”. Uhm, ucci ucci, sento odor di terronucci….

  3. pippogigi says:

    Una volta lessi un libro sui disastri militari. In uno veniva riportato il caso di un generale egiziano, caduto in profonda depressione di fronte al disastro nella guerra con gli israeliani che invece che comandare e cercare di tamponare la sconfitta passava il tempo a sistemare le posizioni di artiglieria, come un qualunque ufficiale subalterno. E’ una cosa psicologica, di fronte all’inevitabile disastro ci si rifugia in compiti, al momento secondari o inutili, ma in cui si ha successo.
    Questa cosa la vediamo in grande stile nella vicina italia, il loro parlamento invece che concentrarsi sul disastro economico, sulle aziende che chiudono, sulla disoccupazione perde tempo a parlare di Kazake, Ruby, processi, come un qualunque parlamento di un paese in cui tutto funziona a meraviglia e si può parlare di cose secondarie (se non terziarie).
    Cota è nella medesima situazione, la Regione Piemonte praticamente fallita, i trasporti pubblici disastrati, i soldi sprecati nella grandi opere inutili come la TAV e lui cosa tira fuori dal cappello? la ginnastica a scuola. Dimenticandosi che l’inutile TAV si è portata via i soldi per la manutenzione delle scuole, quindi con molta probabilità le due ore di ginnastica dovranno essere fatte all’aperto, anche in inverno o al chiuso con l’acqua che filtra dal soffitto e poi ritorno nelle aule gelide.
    Cota dovrebbe concentrarsi sul bilancio regionale, sui buchi provocati dalla Bresso ed infine sull’indipendenza.
    Io al pensiero che il Piemonte non possa parlare la sua lingua, che il piemontese non sia riconosciuto dai colonizzatori italiani come lingua ufficiale non chiuderei occhio la notte ed invece che pensare alle palestre penserei a come liberare i piemontesi dal gioco italico.

    • Dan says:

      >> Io al pensiero che il Piemonte non possa parlare la sua lingua, che il piemontese non sia riconosciuto dai colonizzatori italiani come lingua ufficiale non chiuderei occhio la notte ed invece che pensare alle palestre penserei a come liberare i piemontesi dal gioco italico.

      Questo non è colpa di roma ma dei piemontesi stessi.
      Non troverai mai un napoletano che insegnerà ai propri figli prima l’italiano e poi il suo idioma: tra i piemontesi questa invece è stata la norma per almeno un paio di generazioni e senza che qualcuno imponesse qualcosa.

      • Miki says:

        E’ sempre l’istituto Orwelliano dell’autodenigrazione che ha portato a questo schifo. “Ma come! Parli Piemunteis anzichè l’italiano? Ma non ti vergogni?!”

  4. Dan says:

    Ci mandano anche Borghezio a fare il sabato fascista alle elementari ? Tanto non è che ha una cultura particolarmente superiore a quella ottenibile in una scuola primaria.

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