In Ticino si chiedono: quanto ci è costato Napolitano?

di GIOVANNI D’ACQUINOnapolitano re

Non è la prima volta che il nome di Napolitano suscita polemiche. O antipatie.

L’ultima coda risale all’altro giorno quando il municipio di Lugano ha risposto ad una interrogazione degli amministratori ticinesi in merito al costo della sua visita nel Cantone.

La domanda era stata rivolta al Municipio di Lugano dai consiglieri comunali Daniele Casalini, Andrea Sanvido, Flavio Pesciallo (Lega) e Tiziano Galeazzi (UDC). La questione del costo della sicurezza per l’ospite italiano aveva scaldato gli animi per la sua visita il 26 maggio scorso. Morale? La sicurezza, ha spiegato ufficialmente il Palazzo Civico, “ha richiesto l’impiego per circa 8 ore, in aiuto ai colleghi della Polizia cantonale, di 46 agenti della Comunale e 14 ausiliari. Fra questi, sono 3 i poliziotti chiamati a rinforzare l’organico abituale, con una spesa extra attorno ai 2.400 franchi”. Le spese non saranno però addebitate alla Confederazione bensì fatte proprie dall’amministrazione che ha accolto il capo di stato estero.

Certo è che in Svizzera si fanno le pulci agli angeli per 2.400 euro di spese extra, per un capo dello stato in visita. Cosa dovrebbero fare i consiglieri che hanno steso l’interrogazione, se dovessero vigilare e curiosare sulle spese che in Italia si affrontano per gli spostamenti di Re Giorgio, per di più a casa propria?

Forse qualche forza politica ha sollevato, in Italia, la questione?

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Mi dispiace essere quasi sempre sarcastico ma me lo impongono i fatti.

    Infatti volevo commentare così: da noi non ci si fa caso più a nulla, siamo abituati allo sperpero sin dai primi giorni di una e indivisibile.

    Per cambiare l’usanza di cui la cultura, bisognerebbe pensare non più all’italiana ma in tutt’altro modo. Non so, alla federale o all’indipendente maniera.

    Siccome si sa che si andrà avanti così “alla via così” meglio di tutto è sorvolare sull’argomento e raccoglierci intorno al trikolore pregandolo come fosse un Dio che ci aiuti per il futuro.
    Futuro. Ce lo meritiamo mo sto futuro magari roseo?
    Beh, sicuramente avremmo tante commemorazioni ancora.
    E, siccome stiamo abbandonando l’estate (mai vista) prepariamoci la sciarpa, guanti e tabarro trikoloriti, saranno il nostro salvacondotto per tutto l’inverno. Forse.
    Brindiamo, magari con un’ombra di PROSECCO vin Santo per tutti gli itagliani credenti o no che sia per davvero Santo.

    Amen

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