LA COSTITUZIONE SENZA AUTORITA’ DENUNCIATA DA SPOONER

di GIUSEPPE GAGLIANO*

Come noto lo scritto “La costituzione senza autorità” fu redatto da Lysander Spooner nel 1870 e si costruì a partire da alcuni presupposti ben precisi: la classe politica viene in quest’opera equiparata ad una banda di ladri e assassini, lo Stato è posto sullo stesso piano di una associazione a delinquere e la costituzione non è altro che un pezzo di carta privo di significato. Tuttavia l’assunto più importante su cui si costruisce la critica impietosa dell’autore è un assunto di tipo giusnaturalistico secondo il quale esistono solo leggi naturali-il riconoscimento cioè della priorità e della non alienabilità dei diritti individuali- grazie alle quali l’esistenza dello Stato risulta essere non necessaria. Proprio per questa ragione, le decisioni a maggioranza con le quali si stabilisce una costituzione, non hanno alcuna giustificazione reale.

In altri termini, per l’autore, esisteva all’interno di ogni uomo un senso naturale di giustizia ossia: “una legge oggettiva e universale capace di essere immediatamente riconosciuta dalla ragion umana e credeva che gli ostacoli maggiori alla pace e al benessere potessero essere rimossi nel giro di una generazione (…). Credeva che grazie alla libera iniziativa e al gioco naturale e spontaneo del mercato si sarebbe progressivamente realizzata una condizione di eguaglianza, di abbondanza diffusa” (1).

L’insieme di queste motivazioni non possono che indurre a ritenere l’autore un antesignano a tutti gli effetti del pensiero libertario americano e, opportunamente, proprio il massimo esponente del libertarismo americano moderno Murray Rothbard, lo riconobbe esplicitamente.

Dal punto di vista intrinseco la costituzione americana, secondo l’autore, non aveva alcuna autorità poiché era stata istituita tramite un contratto tra persone più di vent’anni orsono. Inoltre, quando la costituzione americana fu siglata, solo una piccola parte della società civile prese parte alla sua elaborazione. Proprio per le ragioni esposte, la costituzione americana deve considerarsi deceduta insieme a coloro che la elaborarono. Inoltre, il discorso costituente non afferma in termini espliciti l’esistenza di alcun obbligo di natura giuridica da rispettare per tutti coloro che sarebbero venuti in seguito. Un’altra motivazione della sua illegittimità, è data dal fatto che la costituzione americana fu votata soltanto da un numero assai limitato di soggetti dal momento che vi erano restrizioni di tipo censitario. Inoltre, l’espressione del voto, dovrebbe essere la conseguenza di un’azione volontaria ma quando un singolo votante: “Si trova accerchiato da un governo al quale non può resistere” (2) diventa assai difficile poter affermare che il voto dato costituisca di per sé un’azione autenticamente volontaria: “E’ più per adeguarsi per necessità alla volontà altrui che una vera scelta personale” (3).

Oltretutto il voto tributato alla costituzione, fu un voto segreto e questo sta a indicare molto chiaramente che tutti i governi costruiti sulla segretezza non sono altro che un insieme di rapinatori, tiranni e assassini. Ora, coloro che votano volontariamente, in buona sostanza appartengono solo a tre categorie di persone e cioè alla categoria di coloro che sperano di poter utilizzare il governo per i loro interessi personali, alla categoria degli sciocchi – i quali sono convinti che il governo tutelerà la sovranità e la libertà del singolo cittadino – e infine alla categoria di quanti – pur essendo consapevoli dei numerosi mali che conseguono alla costituzione – non sanno come liberarsene o non intendono sacrificare la propria vita per cambiare lo stato di cose.

Allo scopo di comprendere chiaramente quale sia la vera natura del governo, l’autore sostenne che una delle imposizioni che lede maggiormente la libertà individuale fosse la tassazione, che costituisce un vero e proprio furto legalizzato.

D’altra parte, non è proprio il denaro a rappresentare il fondamento stesso al governo? Se è così allora “qualsiasi banda di farabutti se ha abbastanza soldi con cui cominciare può autoproclamarsi governo” (4) . Alla luce di questa considerazione, non è ammissibile che le proprie proprietà, la propria libertà siano delegate nelle mani di individui che oltretutto non possono essere chiamati realmente a rispondere dei loro misfatti più o meno evidenti. Ebbene, questo potere che la costituzione dà a chi ci governa, non è un potere assoluto e irresponsabile? Nella realtà dei fatti l’autorità che i nostri rappresentanti esercitano non è determinata dalla nostra volontà ma dai loro interessi. Infatti, l’unico loro reale interesse non è quello di tutelare la società civile, ma quello di “farsi le scarpe a vicenda” e, in determinate circostanze, sarebbero anche capaci di ammazzarsi l’uno con l’altro pur di portare a compimento le loro ambizioni politiche. Se quanto fino a qui asserito è legittimo, è vero allora che neppure i militari che giurano fedeltà e che ricevono l’ordine di uccidere, hanno il dovere di ubbidire poiché nella realtà il giuramento che viene fatto dal soldato non è stato fatto in realtà a nessuno.

A maggior ragione i debiti che la classe politica vorrebbe far gravare sulle spalle dei cittadini, sono debiti in realtà contratti dalla corruzione e dalla stupidità di chi ci governa: “I quali avevano bisogno di denaro per perpetrare le ruberie e gli omicidi in cui erano impegnati all’epoca e che si proponevano di estorcere dal futuro popolo degli Stati Uniti ricorrendo a ruberie e a minacce di morte per pagare tali debiti” (5).

Al di là della demagogia e della retorica tipica del diritto e della politica, il fondamento stesso sia della guerra che del potere è il denaro e di conseguenza coloro che sono in grado di fornire grandi quantitativi di denaro sono quelli che hanno in realtà in mano le fila del governo. Ebbene, questi finanziatori che Spooner definisce finanziatori di crimini prezzolati, sono i veri burattinai della politica. Certo, è inammissibile e moralmente riprovevole, che gran parte del denaro elargito da questi finanziatori serva ad alimentare guerre e ad addestrare un numero di soldati professionisti che, l’autore con sarcasmo definisce assassini professionisti, i quali tuttavia sono l’unico strumento che possiede la classe dirigente per mettere in atto i propri obiettivi.

Insomma a guardare con occhi lucidi e onesti la storia, non si può non giungere alla conclusione che tutti coloro che si fanno chiamare di volta in volta sovrani, imperatori, eccellenze non sono altro che farabutti miserabili dediti “a spogliare, ridurre in schiavitù e trucidare i loro simili, ma anche dei leccapiedi, posti servilmente, ossequiosamente e supinamente alle dipendenze e al servizio di questi finanziatori di delitti prezzolati” (6).

*Presidente Cestudec

NOTE

Lysander Spooner, La costituzione senza autorità,Il Melangolo,1997

1.ibidem,pagg.26-27

2.ibidem,pag.38

3.ibidem,pag.38

4.ibidem,pag.48

5.ibidem,pag.83

6.ibidem,pag.92

 

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