Cossutta, simbolo del blocco che manovra ancora il Centro e il Sud. Il Nord non si allei con questo mondo

italiacomunistadi SERGIO BIANCHINI – Non ho mai ammirato Armando Cossutta che brandiva “piattamente” il sogno comunista, sviluppo radicale dell’egualitarismo della rivoluzione francese.

Ma lui lo brandiva apertamente, senza cercare di camuffarlo democraticamente e signorilmente. Gli altri “comunisti” erano migliori di lui?
Il mito egualitario però è ancora vivissimo sotto altre spoglie, vedi reddito di cittadinanza dei Grillini.
Il grande mistero italiano è l’egemonia comunista in Italia centrale. Cosa è stata veramente?
Forse il camuffamento del granducato di Toscana che da sempre era stato allergico all’egemonia sabauda ed al suo centralismo?
I due regni dell’italia centrale (toscano e romano) furono spazzati via dall’unificazione ma gli spodestati hanno continuato a vivere sotto la cenere.
Guarda caso la nascita del PCI avvenne a Livorno e non nel Nord industriale. Mussolini era romagnolo e non nordista.
Nel Nord il PCI non raggiunse mai il 30%. Nel dopoguerra il Centro si incistò intorno al PCI ed è divenuto massa di manovra del blocco centromeridionalista che dagli anni Settanta ha in mano il paese.
Ma adesso questo blocco si è rotto e la Toscana ed il Centro Italia sono disponibili per una nuova egemonia a traino e a governo dell’Italia.
Il Nord dovrebbe approfittarne e non allearsi al Sud Italia contro il Centro.

 

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2 Comments

  1. lucano says:

    Nel dopoguerra il Centro si incistò intorno al PCI ed è divenuto massa di manovra del blocco centromeridionalista che dagli anni Settanta ha in mano il paese ???????????????

  2. renato says:

    Conosciamo bene l’ideologia dei comunisti italiani, tutta pagnotta e cadreghino, alias potere. Cossutta ha mai diviso una piccola parte della sua pensione di platino con i suoi uguali proletari ?
    Sotto il Po devono ancora dimostrare di volere un governo locale e nazionale improntato al buon vivere civile e non alla dipendenza dal PCI, del quale hanno accettato il ricatto perché non volevano lottare per una forma di governo alternativa e possibile. Oltre a PCI e DC c’erano altre forze politiche in grado di rimettere in carreggiata il Paese. Ma è convenuto a quasi tutti, lavoratori dipendenti e non, artigiani ed industriali e persino agli agrari trovare un modus vivendi col PCI, nonostante fosse dichiarato il ricatto: con noi o contro di noi. Sembrava di essere tornati indietro di trent’anni, ma con con posizioni a 180°. Togliatti e compagni sono stati più lesti (ed intelligenti) dei concorrenti e si sono presi quella fetta di torta, hanno protetto l’impresa garantendo il monopolio territoriale ed il controllo degli scioperi e dato una garanzia di dignitosa sopravvivenza al popolo con le COOP. Il PCI sta solo aspettando il momento propizio per fare le scarpe a Renzi e piazzare il suo pupillo al posto giusto. Poi si vedrà.

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