COSI MARONI “CONSEGNA” LA LEGA A BERLUSCONI

di GIANLUIGI DA ROLD

Strano destino quello della Lega Nord, il movimento che all’inizio degli anni Novanta sembrava interpretare meglio di tutti gli altri il cambiamento che, forzatamente e per ragioni molteplici, l’Italia doveva affrontare. E strano è anche il destino del suo unico leader, Umberto Bossi, oggi sempre popolare e osannato dalla sua base, ma di fatto isolato e quasi “accerchiato” dai suoi colonnelli, divenuti tali solo per merito del vecchio Senatùr.

Le ultime dichiarazioni di Bossi su come l’amico Silvio Berlusconi se la sia “sfangata” nell’ultimo processo a Milano vengono da un intatto e raffinato intuito politico, ben coltivato nella valutazione e nello studio dello scontro tra i poteri italiani. Basterebbe fare una breve cronologia degli ultimi giorni (dalla visita di Berlusconi al nuovo premier Mario Monti, a una mancata conferenza-stampa, alla decisione del Tribunale di Milano) per vedere in controluce quanto pesino ormai le “ragioni di bilancio” in Italia e quindi l’appoggio parlamentare a un “governo dei tecnici”. Il che non toglie tutte le perplessità su questa sfiancante azione della magistratura contro Berlusconi.

Con tutta probabilità, Bossi dice queste cose per far capire che “comprende la realtà” molto meglio dei suoi suiveurs. Per il resto, all’interno della Lega Nord, tutti sanno, anche se fanno finta di non capire, che è arrivato il momento della “resa dei conti”. E non sarà una soluzione senza traumi, perché è una storia che viene da lontano ormai e riguarda, tanto per cambiare, il “conquibus”, il consueto controllo della cassa. La Lega non ne uscirà bene. Sopravviverà finché vive Bossi (alla faccia di tutti i sociologi da salotto), ma ci sono ormai tutti i fattori perché il “delfino” Roberto Maroni la faccia diventare una “sottomarca” della “costellazione politica” di Silvio Berlusconi.

Il personaggio leghista in questo momento più vezzeggiato dai media e persino dalla sinistra, alla fine, è solo un regista dei disegni del Cavaliere. Lo è già stato, ai tempi del “ribaltone”, a metà degli anni Novanta. Oggi lo fa con una strategia più raffinata, magari facendo anche l’apparente controcanto al Cavaliere di Arcore. Attenzione, Roberto Maroni non è il “diavolo” o un cospiratore, ma solo un realista che comprende il respiro corto che, di fatto, nel momento della crisi della “prima repubblica”, hanno avuto tutti i nuovi movimenti, quelli della famosa “transizione”. Non più partiti, ma “partiti personali”, “popoli orfani alla ricerca di un leader e di una struttura organizzativa degna di questo nome”.

Il problema viene dall’accordo dell’anno 2000, all’alba del terzo millennio, quando il vecchio amministratore leghista, Maurizio Balocchi, è costretto a fare il grande accordo con Berlusconi, attraverso un abile mediatore, Aldo Brancher. La Lega ha in quel momento gravi problemi di soldi, di ogni tipo, dalla sede di via Bellerio, al giornale, alla radio. La trattativa si estenderà anche a riparare ai tentativi maldestri di mettere in pista una banca come Crediterunord, che verrà “salvata” da un intervento, dopo abile mediazione berlusconiana, di Gianpiero Fiorani, il banchiere spavaldo della Banca Popolare di Lodi, il “preferito” del vecchio Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio.

Il Cavaliere è un abilissimo commerciante, un “maestro” nelle trattative commerciali. Si dice che sia generoso, ed è probabile, ma guarda con cura i suoi affari e sa vedere bene nel futuro. In quella trattativa Berlusconi sembra che chieda solamente una cosa: il simbolo della Lega, il logo che è stampato non solo nelle sedi del “popolo padano”, ma anche sulle schede elettorali.

Da quel momento comincia un’altra storia, dove la stessa famiglia Bossi è in difficoltà. È lì, e da altre questioni, che nascono tutte le vicende del “cerchio magico”, dei dissapori all’interno della Lega, dei mutamenti. La malattia di Umberto Bossi non farà che aggravare la situazione, a radicalizzarla, anche se salderà un rapporto personale molto stretto tra il Senatùr e il Cavaliere.

Quale sarà quindi il probabile futuro? Il commissariamento del nuovo amministratore Francesco Belsito è stato messo in atto e su alcuni “investimenti esotici” è possibile che arrivino contestazioni e anche alcuni “scambi duri”. Ma quella che è più importante è certamente la partita politica. Bossi resterà al di sopra di tutto, ma intanto nel “ceto medio” leghista, quello che ha incarichi di amministrazione e di partito, verrà sempre più “elevato a icona” da venerare, da mostrare al “popolo padano”, ma da non prendere in considerazione, da trascurare rispetto alle scelte politiche da fare. In questo la regia di Maroni è abilissima ed è in atto da molto tempo. Non attacca mai il Senatùr, questo è un compito che si assumono altri esponenti della Lega.

I vecchi colonnelli nella Lega hanno tutti lo stesso nome “Roberto”. In questo momento si parla di quello che faranno i tre “Roberti”, Castelli, Calderoli, Cota. La risposta più gettonata è questa: “Aspetteranno come si definiranno gli equilibri interni. Poi sceglieranno il vincitore”.

FONTE ORIGINALE: www.ilsussidiario.net

 

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29 Comments

  1. claudio casalini says:

    grillo faccia di m… togli la censura dal blog.ps cittadino sovrano l’unica persona intelligente del blog

  2. rebongia says:

    per batwoman: il simbolo, il nome ed il loro utilizzo erano di proprieta’ di Bossi e consorte.
    Ho visto l’atto notarile che lo certificava, quindi gli unici che potevano venderlo al Berlusca sono loro due.
    Ma ai leghisti la verita’ non piace, abituati come sono a sentirsi dire: vedrai, questo e’ l’anno buono, e’ l’anno del samurai, della tigre, del topodifogna, dell’acaro della polvere.
    Quindi dopo che Bossi ha venduto simbolo e nome, Maroni vende pure le chiappe al Berlusca.
    My compliments

    • berg says:

      alla fine è quello che vogliono, ci sono troppi leghisti ben piazzati su una comoda poltrona, chi lo fa fare a questi di mollare tutto, soldi, potere, visibilità, donnine allegre ecc, per ripartire da zero?

    • simbiotti says:

      Non c’è bisogno di certificatori anonimi di documenti dubbi…Ragazzi basta quel che si vede e quel che si sente, basta usare il cervello e un minimo di attenzione. Chi cazzo se ne frega alla fin della fiera di simboli e atti di compravendita quando nei fatti basta vedere come la Lega è servita ad imbrigliare qualsiasi forma di protesta non controllabile. Ma del resto Bossi lo aveva pure detto “io sono in grado di fermare la rabbia del popolo”, lui e i suoi amici alla lunga hanno capito che prima si strilla e poi si ottiene da chi il potere lo ha realmente, promettendo in cambio la ‘pacificazione’ e l’incanalamento della protesta. E così urlando che la Rai è corotta e piena di leccaculo e venduti si diventa direttori in rai, urlando che l’Inps è marcia si otyine la presidenza e via via via…

    • batwoman says:

      quello che tu forse tu puoi aver visto è una normalissima transazione bancaria fatta per incassare gli anticipi sui rimborsi elettorali.
      L’unico atto notarile fatto con il berlsuca fu un programma elettorale anni fa e l’ho visto anche io come lo hanno visto tutti i leghisti. Difatti ai tempi la copia venen cosnegnata a tutte le sezioni. Si tentò così di obbligare il berlsuca, in vista di una nuova alleanza, a rispettare i patti… 😀 non ci si riuscì ugualmente.
      Chi ha un po’ di cervello e ha partecipato a qualche elezione sa anche chi è che firma le deleghe all’uso del simbolo dalla prima che lo concede fino all’ultima, quindi piantatela con questa scemenza quando basta l’ultimo dei consiglieri comunali o dei segretari di sezione a sputtanarvi.

  3. berg says:

    Articolo un po’ insipido ma non del tutto fantasioso, la fine profetizzata da Da Rold non è poi così improbabile, anzi…dal berlisconian-milanista Maroni ci si può aspettare tranquillamente questo.

  4. Francesco W says:

    Articolo vuoto, senza contenuto. Da Da Rold mi aspettavo di più.

  5. Bundi says:

    Ma il Maroni si tinge i capelli? E se sì la scelta è della sua curatrice di immagine che prima curava l’immagine di Alemanno? Grazie fratelli Bundi.

  6. irma says:

    Cazzo se viene a saperlo Calderoli che Maroni fa il doppio gioco si spara! Cancellate questa pagina, ha già tanti problemi il povero dentista bergamasco! Per pietà non diteglielo, pensa di essere lui l’unico referente..l’unico amato dal Cavaliere, l’unico berlusconiano in Lega..E dite a Carcano di tacere che quello parla sempre con i suoi amici giornalisti e scoppia il patatrac!!!

  7. bistechin says:

    Imbriago chi scrive (ma non era anche lui finito in Rai con la Lega? ma allora è davvero una maledizione…), imbtìriaga quella che risponde! Ma non si può fare una campagna contro l’alcolismo? Mi sa che è un probema diffuso da certe parti…Una volta dicevano che gli dei quando voglion distruggere qualcuno prima lo rendon cieco e poi lo fottono…deve essere così anche per la Lega….

  8. batwoman says:

    ahhhah, bel coglione Berlusconi, se ha dato a Bossi tutti quei soldi per avere solo un simbolo che non appartiene a Bossi ( e ceh quindi non poteva venderei e che le lega nord cambia continuamente.

    Quando non ci sarà più Bossi il nuovo consiglio federale .dirà semplicemente a Berlscuoni che essendo la lega nord un partito presente in parlamento può tranquillamente presentarsi dove vuole…

    A Umberto Bossi faremo un gran monumento, se ha messo Berlusconi nel sacco in questo modo…

    • Ferruccio says:

      Sig.Batwoman…..

      Se il simbolo non appartiene a Bossi ,al senatore Leoni ed alla sig.a Emanuela Morrone in Bossi…..

      A chi appartiene ?????

      • Leonardo says:

        Pontidafin?

        • Massimo says:

          I loghi di solito vengono depositati all’ufficio marchi e brevetti.
          Insomma, non si può delegare un esperto in ‘sta roba e mandarlo a fare ricerche incrociate ?

      • pep says:

        A Carcano, il custode del sacro gral e al fantasma formaggino!

        • batwoman says:

          Ma che tesori… mi diventate come la vecchia Dc che si litigava la croce del simbolo…

          Io spero che Bossi abbia venduto il simbolo della lega nord a Berlsuconi, e che glia abbia sfilato tanti soldini.
          Purtroppo però so che non è vero. e ceh per quanto paranoico, bersluconi,putroppo nel 2000 ( e nemmeno dopo) non era così imbecille.

          • Ferruccio says:

            Forse non litigano la croce dei DEMOCRISTI (democristiani e comunisti)……

            Ma le spade sig. Batwoman…le spade.le spade dei guerrieri….

            Lei è molto illuminata sig.a Bat…. guardi le passo la Rizzi che sarà passata per caso da Arezzo ..per seguire le orme del Trota nei sui viaggi in Umbria.e il sig.Uggeri che per amore l’ha seguita !!!

            Ma il CAPARINI …???? Cosa poteva fare il CAPARINI ad Arezzo ?????

            • ravanati says:

              c’era neve in quei giorni…ad Arezzo ???? Oppure stava programmando l’ultima puntata di Quello che regioni che gli piace tanto….

    • bondi says:

      Ma come si permette? Berlusconi coglione? ma se a voi leghisti vi abbiamo comperato tutto quello che vi serviva, compresa la sede? Ma se vi abbiamo fatto assumere tutti quelli che volevate in Rai e abbiamo pure votato le loro promozioni? Ma che cazzo vuole lei batwoman del menga. Porti rispetto a noi del Pdl!!! Traditori e ladroni, alle spalle del povero Berlusconi

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