Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, le “eccellenze” italiane in Europa

di LUIGI POSSENTI

Un motivo per cui l’Italia è in cima alla lista in Europa c’è: le mafie! “Una minaccia chiara e presente per l’Ue”, così Europol valuta la portata delle “mafie italiane”, alle quali dedica uno speciale dossier rivolto alle polizie degli Stati membri. Secondo il report, queste organizzazioni criminali riescono a “manipolare le elezioni e a piazzare i propri uomini nell’amministrazioni anche lontano dai territori controllati”.

“In questa prospettiva – si legge – la minaccia posta non ha eguali” in Europa. In 18 pagine Europol traccia le caratteristiche salienti di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra e crimine organizzato pugliese, evidenziandone i punti comuni, le differenze, e le mappe geografiche. I concetti contestualizzati di ”famiglia, potere, rispetto e territorio – si osserva – sono fondamentali” per capirne le “dinamiche”. E con la crisi economica il loro raggio d’azione si è rafforzato. “Attraverso sofisticati schemi di riciclaggio e con attenti investimenti in particolari settori – si spiega – non solo cercano di giustificare la loro immensa ricchezza, ma si presentano come forti competitor sul mercato, e partecipano alle gare per gli appalti operando ‘in perdita’, creando così nel lungo periodo una situazione di quasi-monopolio, che mina alla radice i principi base del libero mercato”. Attualmente cercano sempre di più sbocchi sul mercato dell’economia e dell’energia verde. Come ad esempio nei parchi eolici. Ma sono molto abili anche nel cogliere le ‘opportunita” offerte da Internet. I principali campi operativi restano tuttavia il traffico di droga; il riciclaggio di denaro; la corruzione; e il traffico di rifiuti.

In particolare, Cosa Nostra viene indicata come “la più antica e diffusa manifestazione della Mafia siciliana”, con tentacoli all’estero nelle economie di Sud Africa, Canada, Usa, Venezuela e Spagna. La ‘Ndrangheta viene definita tra i gruppi criminali ”più ricchi a livello globale”, con “nicchie di monopolio” in settori come edilizia e trasporti. All’estero è presente soprattutto in Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera, Canada, Colombia e Usa e Australia. Per la Camorra (con tentacoli in Spagna, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Europa dell’est, Usa e America latina) si segnala “una costante lotta interna” tra gruppi con un “alto impatto sui territori”. In particolare i boss di camorra, “a differenza degli altri – si evidenzia – hanno un alto tenore di vita con spese eccentriche”.

Quanto alla criminalità organizzata pugliese – si precisa – “viene frequentemente e a torto identificata” con la Sacra corona unita, “che in realtà é solo una delle sue componenti”. Ne fanno parte, infatti, anche la Società foggiana, la Camorra barese, e la mafia del Gargano. Presente in Olanda, Germania, Svizzera, e Albania.

‘NDRANGHETA, VIA A PERQUISIZIONI E RISPUNTA IL NOME DI BELSITO

REGGIO CALABRIA – Perquisizioni in Lombardia e in Calabria. Alla ricerca dei soldi che la ‘ndrangheta avrebbe riciclato grazie alla politica e alla finanza. Professionisti, imprenditori, un ex consigliere comunale di Reggio Calabria ed un investigatore privato: sono le persone indagate dalla Dda di Reggio Calabria per associazione a delinquere, riciclaggio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete nell’ambito dell’inchiesta avviata lo scorso anno su un bonifico di sei milioni di euro da parte dell’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito che, secondo l’accusa, potrebbe avere nascosto un’operazione di riciclaggio in favore della cosca De Stefano.

Tra gli indagati, che hanno subito perquisizioni ad opera della Dia di Reggio Calabria, figurano il procacciatore di affari Bruno Mafrici, l’avvocato Pasquale Guaglianone, un passato nei Nar e titolare dello studio Mgim con sede in via Durini a Milano, e Giorgio Laurendi, un altro professionista anche lui di origine calabrese come i primi due. Indagati anche gli imprenditori Michelangelo Maria Tibaldi, Giuseppe Sergi, ex consigliere comunale a Reggio Calabria e commissario dell’Asi di Reggio, Romolo Girardelli, conosciuto come ‘’l’ammiraglio’’ e secondo gli inquirenti legato ai De Stefano, l’investigatore privato Angelo Viola e Ivan Pedrazzoli. (Blitzquotidiano.it)

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13 Comments

  1. caterina says:

    non è possibile debellare la mafia e analoghe perchè ne è inzuppata la ragnatela della burocrazia e delle organizzazioni politiche e sindacali dello stato.. riflettiamoci, anche raggiungere obiettivi politici attraverso le strutture giudiziarie è mafia, sono percorsi nascosti come quelli delle massonerie, per quanto se ne parli è sempre post rispetto agli accadimenti..
    perciò sbaracchiamo più possibile le strutture esistenti e se siamo capaci costruiamone di nuove, lineari, scoperte con cariche a brevi scadenze non rinnovabili nell’immediato e decisioni a democrazia diretta..
    così vorremmo la nuova Repubblica Veneta, e la vecchia ci dà spunti fantastici e potrebbero diventare attualissimi..

    • Miki says:

      Molto Bossiano come intento: aggiungerei l’ineleggibilità per chi lascia buchi di bilancio (federalismo fiscale-legge dello stato buttata nel fosso dal presidente di tutti gli itagliani; e si vede)

  2. Nelle Mafie Italiane, avete dimenticato le tantissime associazioni esterne collegate alle Regioni, Province e Comuni. Aler Milano e i vari IACP fingono da organizzazioni di San Paolo mentre fot……no i poveri malcapitati.
    Anthoni Ceresa.

  3. Franco says:

    Le mafie si debellano solo usando i loro stessi metodi.

  4. gigi ragagnin says:

    non si può pubblicare una foto di cotanto marito ?

  5. gigi ragagnin says:

    anche il marito della Kienge è un “bolognese” di Calabria.

  6. Maciknight says:

    Alle organizzazioni criminali dovrebbero rilasciare la D.O.P. – Denominazione di Origine Protetta e I.G.P. – Indicazione Geografica Protetta, non si sa mai in questo mondo di contraffazioni …

  7. Amedeo says:

    Il prestigio dell’Italia, sta nell’arte e negli spaghetti.

  8. lory says:

    anche il Meridione ha i suoi primati.

    • chambertin says:

      ..peccato che il confine del meridione si sia spostato ” leggermente” più su..fatevi un giro nella bassa emiliana dal piacentino al ferrarese, passando x monticello d’ongina, sorbolo, correggio, e via..prima erano i collaboratori di giustizia, poi sono arrivati i parenti e gli amici..a Reggio Emilia ci sono più Cutresi che in calabria..per nn parlare degli impiegati statali, e degli insegnanti, molti dei quali, dopo l’ assunzione a ruolo definitivo, si mettono in malattia con certificati, e tornano al paese, lasciando, per lo più la classi minori di scuole di paese, senza istruzione. ( ma forse, in questo caso,meglio cosi..)
      il cancro è in metastasi..meglio amputare

  9. Miki says:

    Colpire il portafogli. Picciotti,autocivette,appostamenti scopo-killeraggio et coetera COSTANO UN F….O di soldi. Legalizzare alcaloidi e proibire patatine fritte e hamburger: che la mala si innesti nel riciclaggio di quelle porcherie li che fanno altrettanto male; tanto a loro interessano solo i soldi,anzi se non crepi (difficile con un cartoccio di French fries) meglio così risulti fidelizzato.
    Farsi di patatine e ketchup fuori dai locali deve diventare la nuova tendenza della green (illegal) economy da qui al 2100. Cartoccio small 50$; medium 100$; king size 250$. E anche i costi per il ssn diminuirebbero sensibilmente:basta un tapis roulant per disintossicarsi.
    So già l’obiezione: “ma dove lo trovi uno così str.. da spendere 50$ per delle patatine?” E oggi dove lo trovi uno così str.. da spendere 50$ per sniffare morte (che ormai è anche fuori moda)? L’importante è che sia vietatissimo. Proibitissimo-issimo.

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