Cosa vuole dire essere musulmani “latenti”? La brace accesa in Occidente

di ALDO MOLTIFIORIjihad

Di cosa sia la “Latenza dormiente”,  di questo cosiddetto “imperscrutabile” atteggiamento  del musulmano medio, – né radicale, né moderato, semplicemente il buon musulmano  –  è pieno di esempi riportati dai cristiani rifugiati dalle regioni della Siria e dell’Iraq conquistate dai tagliagole dell’ISIS. Le loro testimonianze sul comportamento dei loro secolari vicini da casa, sunniti per la stragrande maggioranza, da sempre apparsi loro amici o almeno non ostili, ci raccontano invariabilmente di come siano diventati all’improvviso nemici non appena le circostanze lo abbiano permesso.

Mi ha colpito una di quelle testimonianze che considero emblematica e abbastanza rappresentativa della “Latenza dormiente. Georgius un uomo della antica città cristiana di Ma’loula (nota 2 in calce), una delle poche aree nel medio oriente dove si parla ancora il linguaggio di Cristo, ha raccontato di come i suoi vicini, con i quali aveva vissuto in pace per tutta la vita, si fossero rivoltati violentemente contro i cristiani  non appena la città fu conquistata da al-Nusra. Si era nel 2013 l’ISIS non esisteva ancora, e al-Nusra egualmente spietata, però, riceveva supporto dalla Turchia e una tanto stupida  benevolenza dal mondo occidentale. L’uno e l’altro ci raccontavano la favoletta che quella formazione avrebbe liberato la Siria dalla tirannide di Assad.

Sentite cosa ci racconta la testimonianza di Georgius:

Conoscevo i nostri vicini da quando sono nato e prima di me i miei ancestori. Si,sapevo che la famiglia Diab aveva comportamenti da musulmano  piuttosto radicale, ma non pensavo che ci avrebbero potuto tradire. Le nostre famiglie mangiavano insieme, ci sentivamo un solo popolo. Alcuni membri maschi della famiglia Diab lasciarono la città alcuni mesi orsono e in città molti ritenevano che si fossero uniti alle milizie di al-Nusra. Le loro mogli e i loro figli erano rimasti con noi, di loro ci siamo presi cura. All’improvviso due giorni prima dell’attacco di Al-Nusra alla città dove vivevamo, quei figli e quelle mogli sono spariti. Ci chiedevamo perché? Lo abbiamo capito quando quelle stesse persone di cui ci siamo presi cura hanno guidato gli invasori di al-Nusra dentro le nostre case privandoci dei nostri beni e costringendoci a fuggire per salvare almeno le nostre vite. 

Lo stesso Georgius ha anche spiegato con grande incredulità e stupore di come abbia visto un giovane membro della famiglia Diab, spada in pugno, guidare i jihadisti di al-Nusra verso le abitazioni dei cristiani. Così egli continua nella sua testimonianza:

Noi, anche se cristiani, avevamo dei rapporti eccellenti con le famiglie vicine, o almeno tali ci apparivano, ed eravamo sicuri che non ci avrebbero mai tradito. Ci dicevamo reciprocamente “Viviamo insieme questa città in pace, non permetteremo che l’odio si insinui fra di noi, che porti nessuno alla morte. Ma ora scorre sangue cattivo fra di noi.  Quelle stesse famiglie hanno introdotto i jihadisti di al-Nusra nelle nostre case di cristiani, ci hanno scacciato da dove abbiamo vissuto per generazioni e contenti hanno dichiarato di essersi liberati per sempre dei cristiani! Qualcuno di quei musulmani è rimasta brava gente, ma il 90% di quelli che conoscevamo si sono dimostrati violentemente ostili.  Non crederò mai più ad un musulmano!

(2 – segue)

di ALDO MOLTIFIORI

Una ragazza cristiana  adolescente della città di Homs in Siria – che vantava una popolazione cristiana di 80.000 abitanti, ora ridotta a zero – ci racconta così la sua vicenda familiare:

Abbiano dovuto fuggire da tutto ciò che avevamo perché si era scatenata la caccia ad uccidere il cristiano. Ci chiamavano Kafiruni (infedeli) e anche i i bambini musulmani ci dicevano le stesse cose, anche loro ci chiamavano Kafiruni. Coloro che da sempre erano i nostri vicini si erano rivoltati contro di noi. Mio padre ci raccontava che se non fossimo fuggiti il nostro destino sarebbe stato lo stesso di quello degli Ebrei di Medina al tempo di Maometto. Per scampare a quel destino siamo dovuti fuggire attraverso i balconi. Non ci siamo arrischiati di uscire dalla porta delle nostre case, siamo scappati come se fossimo dei ladri, di nascosto e senza è poter portare nulla con noi. Quelle nostre abitazioni e tutto ciò che vi era contenuto sono ora nelle mani di coloro che da sempre abbiamo considerato nostri amici. Ogni tanto mi sento con quei pochissimi cristiani che sottomettendosi sono rimasti a casa. Non parlerò mai più con quei musulmani che da sempre si sono  professati nostri amici  e che invece ci hanno tradito così spudoratamente. Mi sono sentita crocefissa per la seconda volta!

Alla domanda: chi ha minacciato e espulso i cristiani da Mosul,  conquistata dai tagliagole dell’ISIS poco più di un anno fa? Un rifugiato cristiano che ha chiesto, per paura, l’anonimato ha così risposto:

Siamo fuggiti da Mosul per l’arrivo dell’ISIS. La gente di Mosul, tutta di fede sunnita, ha abbracciato quei tagliagole e ha espulso tutti i cristiani dalle loro abitazioni impadronendosene. Gente che conoscevamo da sempre si era unita alle brigate jihadiste guidandole per le vie della città alla ricerca delle abitazioni dei cristiani. Sembrava di essere tornati al tempo in cui i nazisti deportavano gli ebrei dalle loro case.

La gente che ha abbracciato l’ISIS, ne ha sposato la causa, era le gente con cui abbiamo vissuto da semprei nostri vicini. I nostri vicini di casa insieme a degli sconosciuti ci hanno minacciato.  Insieme ci hanno detto “ fuggite prima che arrivi l’ISIS”. Che cosa avrebbe significato per noi? Dove saremmo potuti andare? I Cristiani non dispongono di alcun sostegno, ne morale ne materiale, in Iraq. Chiunque sostenga di proteggere i Cristiani è un bugiardo. Solo un bugiardo.

Simili sleali tradimenti non si sono perpetrati solo nei confronti dei Cristiani. Tutti dovremmo ricordare quanto avvenuto nei confronti di altri “infedeli” gli Yazidi, i quali hanno sperimentato lo stesso tradimento. Un vecchio 68enne, riuscito a fuggire durante quella sanguinoso offensiva, discutendo della invasione ISIS nel suo villaggio, tra le altre cose distintasi per aver deportato molti uomini e reso schiavi donne e bambini – ha raccontato:

I jihadisti non iracheni erano afgani, bosniaci, arabi e anche di nazionalità americana e britannica ….. ma i peggiori, i più spietati, provenivano dalla gente del nostro villaggio da coloro con i quali abbiamo da sempre vissuto. Quelli che considerevamo buoni nostri vicini di casa sunniti. Le tribù Metwet, Khawata, e Kejala erano tutte composte da nostri vicini. Esse in massa si sono unite all’ISIS, si sono fatte dotare di armi pesanti e hanno fornito le informazioni su chi fosse Yazida e chi non. Sono stati loro, i nostri cari vicini, a rendere possibile la conquista del nostro villaggio.

Allo stesso modo, in una intervista rilasciata da una delle poche giovani donne Yazide sfuggite alla schiavitù ISIS –  alla domanda sul perché gente che conosceva da sempre, con la quale da sempre aveva vissuto fianco a fianco, si fosse rivoltata così selvaggiamente nei loro confronti –  si è così espressa:

Non posso rispondere con precisione, ma ha che fare con la religione, deve essere la religione. Ci hanno chiesto con insistenza e durezza di convertirci all’Islam e noi abbiamo rifiutato. Prima non solo  non lo hanno mai chiesto ma nemmeno ne hanno mai neppure accennato. Prima sembravamo essere tutti di una stessa famiglia. Perciò io dico: deve essere la religione, deve essere scritto nel Corano, che li spinge a questi infami voltafaccia.

Benché questo sleale tradimento Sunnita  appaia oggi limitato alla Jihad islamica nella regione mesopotamica, bisogna ricordare che si tratta di un ricorso storico già comparso in altre regioni sia nel passato che nel presente. Voglio ricordare un fatto, divenuto aneddotico, avvenuto nell’Impero Ottomano oltre 100 anni orsono.

Poi una notte, mio marito venne a casa e mi disse che il Padisha (Il Sultano) ha emesso un ordine con il quale ci viene richiesto di uccidere tutti i Cristiani del nostro villaggio e che noi avremmo dovuto uccidere i nostri vicini. Ero molto arrabbiata, e gli ho risposto che non mi importava chi avesse dato un simile ordine. Si trattava di un ordine sbagliato. Quei vicini che ci viene chiesto di uccidere sono sempre stati gentili  e affettuosi nei nostri confronti. Se Allah vuole veramente ucciderli (i cristiani) allora non  deve più aver a che fare con noi. Ho tentato in ogni modo di convincere mio marito, niente da fare: i nostri vicini li ha uccisi tutti, con le sue mani!

Chi volesse approfondire questo aneddoto raccomando di leggere il libro “ La Turchia e il suo popolo” scritto da Sir Edwin Pears , edito da Methuen e Co di Londra, nel 1911. Un ben triste prodromo a quel terribile genocidio che ha colpito un milione e mezzo di Armeni “Cristiani” qualche anno dopo.

Ho esordito in apertura con quanto prescrive il Corano, alla  Sura 3, versetto 28.

Sentite ciò che ha scritto nel 900 A:D:  l’UIlema Jarir at-Tabari, il più autorevole  esegeta  di quell’epoca e non solo, tra l’altro autore, tuttora, del più autorevole commento al Corano stesso:

Se tu (Musulmano) ti trovi a vivere sotto la loro (non Musulmana) autorità, temendo  per te stesso,  ti comporti lealmente nei loro confronti con la tua lingua, abbi cura di mantenere nel tuo intimo l’odio e l’ostilità nei loro confronti ……(Sappi che) Allah ha vietato ai credenti di essere amico o di avere rapporti intimi con gli infedeli piuttosto che nei confronti di altri fedeli musulmani, eccetto quando gli infedeli sono al di sopra di essi. In qual caso lascia che essi agiscano amichevolmente, avendo cura però di preservare la propria religione.

Concludendo: i musulmani non sono e non devono essere amici di coloro che non sono musulmani, a meno che non sia interesse loro che ciò avvenga. Per esempio se i musulmani  sono una minoranza, come nel caso italiano e di gran parte dell’Occidente, o i loro governanti decidano di colpire duramente ogni attività di tipo jihadista nel loro paese come nel caso di Assad in Siria, allora i musulmani debbono predicare o fingere la pace, la tolleranza, e la coesistenza con gli infedeli loro vicini di casa.

Ma! E comunque! “Se e quando le circostanze permettono di rendere l’Islam supremo” Tutti i musulmani devono abbracciare il Jihad per il quale “l’Obiettivo finale è ALLAH”^ 

Morale della favola: ogni volta che si ha che fare con un musulmano – buono, moderato, radicale o terrorista – ricordatevi di quanto gli prescrive il Corano. Il suo tratto dominante è la dissimulazione, la mistificazione di ciò che egli dice rispetto a ciò che in cui crede veramente. Quando professa amicizia pensa in verità inimicizia per non dire odio. Quando professa rispetto pensa disprezzo. Quando professa integrazione chiede in verità il dominio della sua Religione. Sappiate che l’Islam è un progetto politico, il progetto politico per eccellenza di dominio del mondo. Un dominio teocratico quindi assoluto e senza possibilità di ritorno, almeno da vivi!

 

Nota finale: per gli approfondimenti si raccomanda di leggere l’interpretazione etimologica e religiosa di:  .TAQIYYA, TAWRIYA, TAYSIR.

Per una migliore comprensione di come i musulmani non debbano mai essere amici dei non musulmani – eccetto quando non sia nel loro interesse – leggere di Ayman al-Zawahiri (Ex Capo di Al-Qaeda e primo seguace di Bin-Laden) il capitolo  “Lealtà e inimicizia” dai quaderni di Al-Qaeda. Pagg 63-115.

(3 – segue)

                     

         

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    E’ inutile scriverlo, dirlo e ridirlo: non ci capiscono o non ci badano..?!!!
    Eppure i fatti sono lì davanti..!
    Stiamo subendo un’INVASIONE PROGRAMMATATA DA TEMPO.
    Noi, senza se e ma o senza nessun valore ne religioso e ne morale, stiamo SOCCOMBENDO ma non ci sembra possibile.
    Oggi le guerre non sono fatte con le armi tradizionali, ma con quelle che la PSICOLOGIA insegna: infatti, viene usata la PSICOLOGIA STESSA che e’ un’ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA..!
    Basta leggere i 160 anni d’italia per capire come ha lavorato bene la PSICOLOGIA TRIRINKOGLIONITRICE… ma i cosiddetti INTELLIGHENTIS NDO KA STANNO..? Direbbero a roma da sempre predona.
    E basta sentire nei top Show (o roba circa) cosa dicono, con fermezza tipo: questa e’ l’unica veria’.
    I komunisti sono tutti col libretto rosso in testa perche’ tutti dicono e ridicono le stesse ed identiche cose: sembra AMMAESTRATI al pappagallismo..!
    E’ davvero da temere il peggio con questi chiari di Luna.
    Possibile che i kattokomunisti siano a pro islam..??
    Mai a PRO NOSTRUM..??
    Tse se non fa meditare sto andazzo del kax..!!

    Salam

    • aldo moltifiori says:

      Caro Bandiera,
      Regisdtro con grande amarezza la sua lapidaria ma acutissima orazione funebre sulla nostra società in evidente stato di eutanasia, la quale sarà solo brutalmente abbreviata dalla spada di Allah. So Long.

      • luigi bandiera says:

        Si Aldo Moltifiori… e pensavo proprio oggi all’EUTANASIA OCCIDENTALE. Tanto per stare in tema del requien…

        Ma scrivevo anche se non badato che l’intellighenzia occidentale e’ MALATA. Ovviamente nessuno si e’ sentito interessato dal mio “puntamento balistico”.
        Il perche’ sta nel fatto che NESSUNO ha replicato, non so, offeso o elogiato… a volte anche il morto o il malato viene elogiato. Anzi. Direi che il morto soprattutto viene addirittura esaltato per le sue superiori e altissime doti (gli ipocriti sono da sempre esistiti), da vivo, ma non rispettato o pagato giustamente.
        Quindi sono al funerale dell’occidente… con i miei “canti”.
        Beh, leggendo i fatti chiunque lo puo’ “cantare”.
        Ho sentito che la skuola subira’ una rivoluzione kulturale, a proposito di NASCITE e non di morte. Cioe’ non so se e’ vera ma vogliono cambiare i libri di testo per edukare sessualmente i ragazzi (maschi o femmine ormai non ci saranno piu’) quindi via col ragazzi e basta. E dunque via anche all’insegnamento su cui basare lòa famiglia, meglio edx famiglia. Ci saranno due maschi o due femmine, o come uno vorra’ sara’ come vuole lui: o maschio o femmina. Gia’, se va in porto e non ho dubbi tanto l’intellighenzia e’ malata, sara’ insegnato in KST e cioe’ nelle skuole dell’URKA, vale a dire del tempo komunista, che non e’ vero che si nasce maschi o femmine a seconda della combinazione naturale di cui bambino e bambina.
        Basta… siamo al capolinea e si KAMBIA..!

        Un nasce e non puo’ essere definito ne femmina e ne maschio. Sara’ lui a deciderlo…
        Pare che queste scoperte komuniste andranno in porto per l’appunto se cambieranno i libri di testo scolastici quindi.

        Sono io il BECCHINO..??

        O lo sono i KOMUNISTI, meglio i KATTOKOMUNISTI..?

        L’altro ieri NEMICI tanto che i rossi BRUCIAVANO i bianchi…
        Adesso sono KULO E KAMICIA..! Di forza ci vorrebbe.

        E ne ho sentita un’altra che mi sembrava degna di menzione, non ho preso appunti e me la sono dimenticata. Pasiensa, co se deventa veci se ga anca sta pena qua.

        AUGURI a tutti…

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