Cosa succede ad una banca accusata di non pagare le tasse?

La CICALAsoldi dogana

E’ scoppiata la caccia alla notizia che riguarda il colosso bancario Intesa San Paolo coinvolto suo malgrado in una indagine della GdF su presunte tasse non versate da parte della società controllata EURIZON per svariati milioni di euro. Ma vediamo un po’ di dati per i curiosi: 89.500 dipendenti ripartiti tra Italia e resto del mondo in diminuzione nel 2014 di oltre 700 dipendenti, aumento delle spese legali che ammontano a 180 milioncini di euro e altri 180 milioni di euro per consulenze professionali e capirete leggendo l’articolo fino in fondo perché!

Udite udite, sono 162 i miioni di euro spesi per la pubblicità e attività promozionali in aumento di 6 milioni rispetto al 2013 ( che sia questa la cifra per la pubblicità con un famoso attore?). Comunque ci sarà una distribuzione di 7 centesimi di euro per ogni azione ordinaria e poco più di 8 centesimi per ogni azione di risparmio, Bene gli utili per oltre 3400 Milioni di euro ( grazie alla professionalità del capitale umano di questo gruppo) e tasse versate allo Stato per oltre 1750 Milioni di euro….non male quasi quasi la metà dell’IMU nazionale.

Sono 270 le agenzie chiuse e altre faranno la stessa fine nel 2015, oltre 4500 persone in eccesso ( circa il 5 % del totale dipendenti) che per il momento sono stati ri-allocati in altre attività….per cui il CEO Messina non manda a casa nessuno…o quasi, anche perché sono ben 170 i dirigenti che nel 2014 e sino a giugno 2015 lasciano il Gruppo con un costo di 85 milioni di euro per la Banca.

La Banca Ungherese Cib è una spina nel fianco in quanto anche per il 2014 ha pesato con una perdita di oltre 335 milioni di euro – oltre ai 460 milioni del 2013…..brutta cosa questa, e il 2015 quali altre novità negative?

Ma un passaggio importante è dato dal fatto che al 31 dicembre 2014 risultavano pendenti complessivamente n. 19.415 vertenze per un totale di oltre 10 miliardi di  euro e accantonamenti per 838 milioni! Interessante anche le cause di lavoro per 151 milioni e accantonamenti per 112 milioni ! Ma come?, mi domando, possibile che gli ex dipendenti vantino così tanti soldi?

Che dire poi del contenzioso in atto con il Comune di Taranto per un prestito obbligazionario di 250 milioni di euro che ha visto soccombere con sentenza del 6 ottobre 2014 presso il tribunale di Taranto la banca e due dirigenti per 26 milioni di euro? Naturalmente ora si andrà in Appello. Vale la pena ricordare che nel 2012 tramite la filiale di New york la banca ha violato le leggi sull’embargo ed ha sostenuto il pagamento di una sanzione di 2 milioni e 900 mila dollaroni. Sono tuttora in corso altre verifiche delle autorità americane! Curiosa la causa promossa dalla fondazione del Monte dei Paschi presso il tribunale di Siena, con la quale si pretendono da ex amministratori della fondazione stessa e da un pool di banche (tra cui Intesa Sanpaolo) oltre 280 milioni… Il 14 maggio prossimo la prima udienza.

Ma… ciliegina sulla torta, a pagina 407 del bilancio troviamo la notizia con la quale ho aperto l’articolo: il 10 febbraio scorso la GdF di Milano ha notificato a Eurizon Capital s.a Lussemburgo, un provvedimento per non aver versato 731 milioni di euro quale IRES per gli anni dal 2004 al 2013! La Banca ritiene di aver operato correttamente in merito e pertanto vedremo anche per questa vicenda se ci troviamo di fronte – realmente – alla cosidetta “estero vestizione”. Finisco con alcune domande: perché la banca ha sottoscritto 2200 milioni di euro dalle società controllate Romulus Funding Corporation e Duomo Funding Plc? perché gli investitori statunitensi sono usciti da queste società che avevano emesso commercial papers ( pagherò cambiario non garantito)? Cosa non ha convinto a rinnovare la ri – sottoscrizione da parte degli americani?

 

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2 Commenti

  1. Joe says:

    Ma quindi chi ha sottoscritto dei fondi di questa Eurizon S.A. presso Intesa Sanpaolo deve cominciare a correre ai ripari???

  2. Dan says:

    Come finirà ?
    Quattro forme di parmigiano, sei fiaschi di chianti e 5 damigiane d’olio. Per i soldi ci penseranno quei coglioni che pagano già le tasse.

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