Tutti pazzi per Roma. Il Nord molla Milano e si unisce a disfatta del centrodestra

duomo_di_milanodi STEFANIA PIAZZO

Salvini ha detto che di fare il sindaco di Milano non gliene frega più niente. La partita è nazionale: ha fretta di incassare i sondaggi prima che il vento in poppa cambi direzione, urlare troppo a lungo non è un bene.  Zaia invece resta al Nord: ha detto che quello che è successo in Catalogna “è un punto fermo da cui non si torna indietro”. La libertà non sta dietro l’angolo ma la via è quella, spiega. Una strada lunga perché il Governo ha impugnato le leggi approvate dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso giugno, finalizzate a indire un referendum consultivo sull’autonomia e uno sull’indipendenza della nostra Regione. Un atteggiamento che definire scandaloso è poco”.

Intanto Salvini in Emilia Romagna va al voto il 23 novembre con un’alleanza siglata con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ecco, appunto.

E il voto politico, si avvicina. Renzi e Berlusconi possono ancora trovare un accordo sulla giustizia, il premier può dare rassicurazione all’ex premier  che le sue aziende saranno salve, e garantire pure all’ex Cav una legge elettorale che premierà i suoi fedelissimi. A Forza Italia straconviene. La Lega potrà consolidare la spinta, di doman poi non v’è certezza. Berlusconi, consapevole che non ci sia un leader pronto nel centrodestra, consoliderà se stesso. Il Nuovo centro destra di Alfano o si ricompatta chiedendo scusa, per partecipare alla sconfitta collettiva, oppure diventa un adesivo per i pali dei semafori. Renzi potrà pensare di giocare un’altra legislatura. E in tutto questo dove stanno le riforme? Dove sta il lavoro? Dove sta l’indipendenza? L’autonomia? Le regioni a statuto speciale? Il federalismo fiscale?

Corrado Passera ha annunciato il suo tour tra i sindaci, per presentare un progetto di autonomia comunale: tasse a casa nostra, dice. Tornare al medioevo farebbe bene, almeno ci sarebbe ancora Pontida. Tosi avrà le sue liste civiche, i Fari, per contrattare sul territorio uomini e liste. Anche con la Lega.

Di sicuro per i politologi la Lega partito nazionale, risorta dalle sue ceneri, è il fenomeno del momento. E’ il vero miracolo, italiano. Certo  è strano, cambia il modo di fare politica. Prima c’era una struttura partito. Via Bellerio incarnava il sogno bossiano di una gerarchia a incastro di dipartimenti, segreterie, responsabili d’area, doveva essere il pensatoio della Padania: gli enti locali, la giustizia, l’agricoltura, l’economia, la scuola, il welfare… Oggi che i costi della politica hanno tagliato tutto, sparisce quindi tutto. Basta fare due passaggi al giorno in tv, bucare il video, ed ecco che un partito funziona. Forza Italia ne sa qualcosa dell’effetto mediatico. Solo che Berlusconi ha le tv, i giornali, i giornalisti. Salvini non ha più neppure un giornale. Potenzierà il sito istituzionale del Carroccio? Non è la stessa cosa ma potrebbe credere che la comunicazione e la cultura politica possano passare solo per spot e comunicati stampa di un web di partito.

 

 

 

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5 Comments

  1. guglielmo caporali says:

    Siamo tornati agli anni 86/92 Craxismo imperante…
    Berluskaiser finanziava il .P.S.I e faceva affari con la DEMOCRAZIA CRISTIANA,oggi BERLUSKAISER finanzia e sponsorizza la Lega e fa affari ed accordi con Renzi , Salvini e Boby Taroni hanno un obiettivo ben definito, eliminare i vecchi militanti della Lega anni 90 per cancellare la memoria storica del movimento

  2. ernesto says:

    forse finalmente ha compreso che come Lega son finiti

  3. Padano says:

    @Diavoli Padani: secondo me l’idea di condensare l’intero indipendentismo in un unico partito è utopistico; la Catalogna ci insegna che per diventare egemoni bisogna dare pieno respiro a tutte le anime sovraniste: centro, destra, sinistra.
    Posto che la Lega Nord è e resterà un partito padano di destra (sogni salviniani di egemonia peninsulare a parte) bisogna puntare sulla creazione di una SINISTRA lombarda antiromana, che miri ai voti PD del Nord.

  4. Marco says:

    Senza soldi mi dice come farà Salvini la campagna elettorale? Coi soldi di Berlusconi, chiaro. E spero finalmente che si capisca che SAlvini è il peggior nemico degli indipendentisti. Cancellerà la Lega per sempre (la vecchia lega intendo). Una cosa che nessuno è riuscito a fare in decenni. Grande.

  5. ..dai se così fosse..ovvero niente sindaco di Milano..tanto vale mollare il colpo con la lega…oramai si è capito che delle autonomie sia locali che regionali non gliene frega più nulla…..avanti per la ns strada e speriamo di ricompattarci tutti in un unico partito indipendentista lombardo che ci dica finalmente qual’è la ns bandiera (se il Ducale o il San Giorgio) e che ci trovi un’inno decente, insomma quì c’è ancora troppa confusione..bisogna avere prima un’identità certa e storicamente riconosciuta e poi rafforzarci dietro questa identità per promuoverla….(vedi i veneti)!!!!

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