Corsa alla Brexit, doppia cittadinanza paracadute se Londra esce dall’Ue

di CASSANDRAlondra

Migliaia di persone – cittadini dell’Ue residenti in Gran Bretagna e cittadini britannici residenti nei paesi membri dell’Ue – si sono attivati per avere una seconda nazionalità, per prevenire una possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea in seguito al referendum che è stato promesso dal primo ministro David Cameron. Lo riferisce un’indagine realizzata dal sito del Guardian, che ha ricevuto oltre 1200 risposte. Secondo il quotidiano, anche le stime più prudenti a partire da questo dato fanno pensare che migliaia di persone fra i 2,4 milioni di cittadini europei in Gran Bretagna e i circa 2 milioni di britannici in Europa stiano valutando questo passo. Molte persone si sono dette preoccupate con il Guardian delle possibili conseguenze della cosiddetta “Brexit” sulla loro vita di tutti i giorni, il lavoro, il fisco, i visti d’ingresso. Fra loro anche l’ingegnere elettronico siciliano Fabrizio Fazzini, che vive in Gran Bretagna con la moglie e due bambini dalla fine del 2010. L’anno prossimo avrà i requisiti per chiedere la nazionalità britannica e intende farlo per tutta la famiglia, malgrado il costo di oltre 3.500 sterline (circa 5mila euro). ” Non penso che ci caccerebbero”, ma non voglio trovarmi nella situazione dei miei colleghi extraeuropei, “vedo tutti i problemi che hanno a rinnovare i loro visti”, ha raccontato al quotidiano.

Scriveva l’altro giorno da Londra il corrispondente dell’Ansa, Alessandro Carlini: “Proclami politici a parte la ‘Brexit‘ fa paura alla gente comune…. sono così preoccupati dell’impatto di un evento del genere che stanno facendo richiesta di un passaporto per avere una seconda nazionalità. Questo permetterebbe di non incorrere in tutta una serie di problemi, riguardanti ad esempio la residenza, i permessi di lavoro o la copertura sanitaria, nel caso i britannici scelgano la ‘Brexit‘ col referendum che si terra’ nel Regno Unito entro la fine del 2017…. Le naturalizzazioni di cittadini Ue in Gran Bretagna sono salite rapidamente negli ultimi anni: si è passati da più di 10mila nel 2009 a oltre 18mila nel 2013. Il programma del governo conservatore poi, che punta fortemente a una riduzione dell’immigrazione e vorrebbe anche in un qualche modo controllare quella europea, è destinato ad accelerare questo processo. Per diventare britannici si devono superare una serie di test e in tutto si spendono per una intera famiglia, come spiega il Guardian, circa 3500 sterline. Problemi simili però li hanno anche gli expat britannici, ad esempio i tanti che hanno preferito le calde spiagge della Spagna alla piovosa Inghilterra. Molti scelgono di prendere il passaporto spagnolo, altri irlandese, rivendicando proprie lontane origini nella Repubblica, o tedesco. L’amore di patria dei sudditi di sua maestà passa in secondo piano quando in ballo ci sono priorità come lavoro e salute”.

 

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