Le origini risorgimentali della corruzione italiana

di GIORGIO FILOGRANA

Vittorio Emanuele II rivolgendosi al plenipotenziario inglese August Paget dichiarò esplicitamente: “Ci sono due modi per governare gli italiani: con le baionette o con la corruzione”. Fece usare le une e l’altra con spregiudicata brutalità e così nacque l’Italia: una monarchia poco democratica fondata sulle tangenti.

Il nuovo stato fu travagliato da molti scandali, dal crack della Banca Romana allo scandalo delle Regie Tabaccherie dove alcuni innocenti pagarono per colpe mai commesse (mentre il re poco prima si era appropriato di 20 milioni dell’epoca come “residuo” di bilancio ), sino alle grandi truffe delle ferrovie dove negli elenchi dei soci e nei bilanci c’erano ripetizioni e imprecisioni tali da meritare l’apertura di qualche fascicolo giudiziario.

L’avvenimento più imbarazzante fu però l’affare dei lavori del canale Cavour in cui fu coinvolto Gustavo Cavour, fratello del presidente del consiglio Camillo, uno dei maggiori azionisti della Cassa di Sconto, che se n’era accaparrato l’appalto grazie a capitali inglesi.

I Cavour erano affaristi abilissimi e spregiudicati. Per esempio durante una carestia, quando il prezzo del pane era altissimo, la famiglia Cavour rappresentava la maggioranza degli azionisti dei mulini di Collegno che facevano incetta di farina e grano.

Ferdinando Petruccelli della Gattina, giornalista abile e sarcastico, ne diede un lucido resoconto nel suo libro I moribondi di Palazzo Carignano. Il Petruccelli era all’opposizione e non tollerava gli inutili rituali della retorica parlamentare. Nel suo libro leggiamo che la camera, composta da 443 deputati, era in realtà un esercito di principi, duchi, conti, marchesi, generali, ammiragli, avvocati, cavalieri e commendatori. C’erano anche un bey dell’impero Ottomano, qualche legion d’onore ed infine Giuseppe Verdi. Mancava invece Carlo Cattaneo il quale, pur essendo stato eletto per tre volte, si rifiutò di giurare fedeltà ai Savoia.

Il centro del parlamento era definito la “zattera della Medusa, dove tutti i naufraghi sono aggrappati, tutti i superstiti, tutti gli sbandati. Essa è un ospizio degli invalidi”. La sinistra sembrava un arcipelago di anime in pena: mazziniani, garibaldini, pseudofederalisti e oltremontani ed infine gli “uccelli da passeggio” cioè l’estrema sinistra, così definita perché sempre sul punto di passare sui banchi della destra.

Intanto le tasse continuavano a crescere e i giornali del 1866 rilevarono che 22 milioni d’italiani avevano pagato il doppio delle tasse rispetto a 19 milioni di prussiani. A giudizio di Lord Clarendon il governo era una nullità e la corona d’Italia era a rischio con quel re “ignorante, bugiardo, intrigante che nessuno poteva servire senza danno per la propria reputazione”. A giudizio degli ambasciatori inglesi —in una nota diplomatica destinata a Londra— il più debole di tutti era il ministro degli esteri conte Campello: “La sua intelligenza è così limitata e appare così totalmente ignaro dei problemi del suo dicastero che tentare di avere una conversazione con lui equivale a perdere tempo”.

Seguiamo lo scandalo della Banca Romana nel resoconto del giornalista Pietro Sbarbaro. Sin dai tempi della Repubblica Romana di Mazzini era a capo dell’oligarchia della Banca un certo Tanlongo, che fu incaricato dai vari capi di governo (da Cavour a Giolitti fino a Crispi) di offrire somme considerevoli ad alcuni prelati che avrebbero dovuto ammorbidire il Vaticano sulla questione Unità d’Italia e di assecondare i fratelli della massoneria. A questi furono concessi prestiti personali estesi anche ad amici degli amici con l’emissione in eccedenza di banconote. Giolitti tentò di nascondere lo scandalo, comprese sei buste voluminose che riguardavano Crispi, ma l’affare fu scoperto. Il Tanlongo fu arrestato il 18/1/1893 e la sua difesa sostenne che le irregolarità erano state sollecitate dallo stesso governo.

Alla caduta del governo Giolitti fu nominato Crispi il quale, per coprire lo scandalo, d’accordo con il re governò per un anno intero a camera blindata, cioè convocandola solo undici giorni. Fu dimostrato che la Banca Romana aveva consegnato illegalmente a Crispi 718.000 lire dell’epoca (13 miliardi d’oggi). Nessuno tuttavia osò intralciare lo statista che stravinse le elezioni e governò con ampi poteri. La fine politica di Crispi fu segnata dalla cattiva avventura coloniale in Africa, ma non mancarono altri moribondi ad occupare le aule del palazzo.

In collaborazione con: http://www.centrostudifederici.org/

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10 Comments

  1. Marco says:

    Qualcuno non si è accorto che l’interpretazione distorta dei fatti, l’ha sta estemporaneamente attribuendo lui stesso. Magari un giorno si scoprirà che i mille provenivano dall’Anatolia e che Giuseppe Garibaldi era di origini corse.
    E magari, Vittorio Emanuele II era un santo a cui mancava solo l’esclusivo processo di beatificazione.
    Queste persone non si accorgono che creano giustificazione a ciò che ne conseguì con l’unità d’Italia e non sono altro che il proseguimento di una certa mentalità ottusa e repressiva.

    • Unione Cisalpina says:

      il Merdione italiko levantin_borboniko di ieri è simile, uguale e kopia aggiornata di kuello d’oggi …

      • Marco says:

        La conosci la storia della città di Beirut? bene, la dovremmo applicare a quanto accadde conseguentemente l’unità d’Italia.
        La realtà dice che il sud, con la suddetta mortificante unità, si è completamente smarrito sia dal punto di vista economico che culturale, i dati del ministero del tesoro, dove sono custodite le fonti, parlano chiaro.
        Poi è chiaro che parliamo di un epoca dove non si viveva nel lusso ( tra l’altro, non si sa ancora dove facevano i loro bisogni gli inglesi ).

  2. Bartolomeo Veratti says:

    Tutto vero. Ma è solo la punta dell’iceberg. Ho letto di recente un bellissimo libro di Elena Bianchini Braglia dal titolo Le origini della casta: il Risorgimento del malaffare nel quale si spiega come la corrotta Italia di oggi sia degna figlia dei cosiddetti “padri della patria”. C’è persino un divertentissimo capitolo dedicato al bunga bunga dei padri della patria.

  3. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Si segnala la mancata denuncia della gigantesca truffa del re savoiardo nei confronti del Popolo Veneto, la cui annessione al regno italiota del 1866 fu non solo un lampante esempio di azione truffaldina, ma anche predeterminata e voluta da un re spregiudicato e ambizioso. Infatti, tutte le precedenti requisizioni prodotte dalle occupazioni militari sia francesi che austriache, anziché restituirle all’allora “alleata” Repubblica di Venezia, le incorporò nel suo regno come beni demaniali compresi tra le migliaia di beni immobiliari e terreni, Palazzo Ducale e il Canal Grande. La Storia insegna che questa Italia va smontata al più presto. WSM

  4. Unione Cisalpina says:

    interpretazione distorta dei fatti…

    se si pensa ke i Savoia, dalla Gallia,
    – divennero
    dapprima i Re del Piemonte
    – passando ad essere poi i sovrani del Regno di Sardegna (kuando la annisero unitamente alla Korsika) rimarkandone kon kuel nome l’estensione del Territorio su kui governava e regnava…
    – trasformatisi poi in Re d’Italia, kuando estesero ulteriormente il loro dominio ai Territori dello stivale e kuelli del regno delle 2 sikulie (kon le note vicende risorgimentali e garibaldine…)

    Ebbene, kuando affermi ke :”… Vittorio Emanuele II rivolgendosi al plenipotenziario inglese August Paget dichiarò esplicitamente : “Ci sono due modi per governare gli italiani: con le baionette o con la corruzione”. Fece usare le une e l’altra con spregiudicata brutalità e così nacque l’Italia: una monarchia poco democratica fondata sulle tangenti. …”

    è evidente ke kuel riferimento fosse rivolto appieno agli italiani testè annessi … stante ke poka kosa era la korruzione allora in kuel regno savoiardo (tra l’altro, il nostro, era un massone di rito skozzese), ke xò, ahimè, ben presto, kuel sistema italiko digoverno, avrebbe il sopravvento sovvertendo morale e principi originari, ke sì determinarono anke la sua fine, ma pure la nostra kondanna.

    Ora siamo sudditi dei borboni e governati dal loro sistema di mafie e kamorre e korruzione e degrado ad ogni livello … imbranati e servi loro tanto, da ritenerci noi, loro, cioè italiani ! … se non è kuesto komportamento kiara manifestazione della sindrome di Stokkolma, kuale !?

    La sindrome di Stoccolma, storicamente, è collegata al comportamento di ostaggi che, in mano ai sequestratori, finivano per simpatizzare con gli stessi ed a considerarli non dei delinquenti bensì degli amici.
    La sindrome di Stoccolma, è quel processo psicologico inconscio che promuove relazioni affettive inverosimili fra vittime di sequestro e rapitori; coinvolge sia gli ostaggi che i sequestratori.
    La sindrome, si costituisce in tre fasi principali:
    – sentimenti positivi degli ostaggi verso i rapitori,
    – sentimenti negativi delle vittime verso la polizia,
    – reciprocità di sentimenti positivi fra sequestratori e vittime.
    Una volta sviluppatasi non si conosce la durata che può avere, ma si sa che essa può sussistere a lungo, anche per diversi anni.

    Fate un raffronto kon l’assurda statualità ke patiamo noi cisalpini nei konfronti degli italiani (nostri sfruttatotori ed oppressori) ed espropriante ed arrogante governo centralista e kolonialista romano (sia amministrativo/politiko levantin_borboniko ke religioso/morale klerikal_kattoliko vatikanista, millantatore del kristianesimo autentiko),
    e vi renderete konto dell’esatto pietoso stato sindromiko in kui ci dibattiamo stupidamente…

    sono passati 150 anni dall’inizio di kuest’infamia… non è ora di dire BASTA !?

    • emma says:

      Ma scusa , sono stati i borbone ad invadere il piemonte o è stato il contrario,oltre a non saper scrivere hai anche seri problemi a comprendere un testo…

  5. Raoul says:

    L’ITAGLIA è sempre la stessa,cambia la musica ma i suonatori sono gli stessi.

  6. Dan says:

    Che cesso era già allora. Solo una cosa mi suona strana: cosa avevano da guadagnarci gli inglesi da tutto questo ?

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