Coronavirus, Simoncini: In Italia troppi decreti ibridi (si chiude e non si chiude) che non fermano i contagi

«La strategia tutta italiana di affrontare il Coronavirus non è né carne né pesce. Per questo avremmo bisogno di ulteriori nuovi decreti correttivi, non potendo arginare né il contagio né la crisi economica conseguente».

E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.

«Il cosiddetto modello italiano – spiega Simoncini – non serve a nessuno. Siamo lontani sia dal mettere in campo misure drastiche con provvedimenti emergenziali di isolamento della popolazione (strategia cinese), sia dal sacrificare scientemente una parte della popolazione con l’idea di non compromettere la funzionalità del sistema economico (modello inglese)».

«Se, come ha previsto il Governo, i cantieri, le attività professionali, i trasporti di beni non essenziali, gli studi privati e perfino i call center, tanto per fare degli esempi – conclude Simoncini – proseguono tranquillamente la loro attività, non si capisce come si possa contenere il contagio. Nello stesso tempo, però, si chiedono sacrifici ai cittadini obbligandoli giustamente a rimanere a casa».

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