Coronavirus, Cina contro USA? Un thrilling spionistico o complottistico, dipende dai gusti

di Piero La Porta – Il Wuhan Coronavirus, sigla “2019-nCoV”, costringe in quarantena 59milioni di cinesi della provincia di Hubei e 30milioni di tre città: Wuhan, Huanggang ed Ezhou, della provincia di Zhejiang, sulla costa orientale a breve distanza da Shiangai.
Con questi numeri il primo dato sicuro è che la Cina mente tuttora sulla reale dimensione dell’infezione, quindi sui decessi. Tutte le riviste scientifiche, a cominciare da Lancet, la Bibbia in questo genere, accreditano d’altronde al virus 2019-nCoV un alto tasso di mortalità, ben più del modesto due percento assicurato da Pechino. C’è quindi un pericolo rilevante per la salute pubblica mondiale.
La Cina non ha fornito dati plausibili sia per l’origine della diffusione del virus, sia per i tempi di trasmissione fra umani, come pure sulle terapie cliniche che stanno adottando.
In quanto alle responsabilità del “mercato bagnato” di Wuhan, dove la macellazione degli animali è afflitta da totale mancanza di igiene, Lancet ha chiarito che un conto è la diffusione, altra cosa è la mutazione del virus che, proprio nel caso di Wuhan non è avvenuta, sostiene Lancet, per via naturale, a causa dei pipistrelli o dei serpenti, per capirci.
Che cosa è accaduto? Il professor Roujian Lu, del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive, ha dichiarato in un articolo del 30 gennaio su Lancet: «La mutazione non è la probabile causa della comparsa di questo virus.» In altre parole c’è una manina che ha portato il virus dai laboratori alle strade di Wuhan. Quale?
Il web s’è scatenato, tirando in ballo anche Jacob Rothschild, presunto proprietario d’un istituto di ricerca biologica e di un brevetto richiesto nel 2015. Fullfact.org, sito indipendente britannico, impegnato contro le bufale in rete, ha smontato tutto.
L’attenzione si è puntata anche su un brevetto del 22 maggio 2007, il n. US 7,220,852 B1 [leggi qui], brevetto statunitense del Coronavirus, tuttavia in una versione di gran lunga più debole rispetto alla versione che imperversa in Cina.
Cominciamo col dire che un virus debole, contrariamente a quanto si può presumere, ha una propria importanza militare. Chi voglia invadere un territorio di modesta estensione, per esempio l’isola di Taiwan, non può proporsi di uccidere tutta la popolazione, se non vuole mettersi contro tutta la comunità internazionale.
Il Coronavirus diventa quindi uno strumento adatto a mettere fuori combattimento popolazione e combattenti, peraltro con buone probabilità di dissimulare un’infezione propagatasi naturalmente. Questo dà agio di andare in soccorso della popolazione infettata, per poi rimanervi.
Per fare questo è necessario tuttavia conoscere tempi e intensità della diffusione del virus, nonché disporre di vaccini.
In altre parole occorre studiare, sperimentare e investire.
Chi ha interesse a fare questo? Certamente sia gli Stati Uniti come pure la Cina. Se le intenzioni sono pacifiche hanno ambedue interesse a studiare il virus per dotarsi di vaccini, altrimenti gli scenari diventano inquietanti.
Vediamone alcuni verosimili.
segue su https://www.pierolaporta.it/coronavirus-che-cosa-sta-accadendo/

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