COREA DEL NORD: CIBO IN CAMBIO DI OSSERVATORI INTERNAZIONALI

di FRANCESCO GALEOTTI

Che la Corea del Nord, fatto salvo per Marco Rizzo, non se la passi bene e sia tutt’altro che un paradiso del popolo è risaputo. La morte del leader maximo, poi ha peggiorato le cose.

Ora, la Corea del Nord ha accettato un maggior numero di osservatori indipendenti nella distribuzione degli aiuti alimentari, rimuovendo uno dei fattori alla base del blocco deciso a livello internazionale. Il cambio, scrive il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, è maturato durante l’ultimo incontro tra funzionari degli Usa e della Corea del Nord avuto a Pechino, col proposito di portare a 70 il numero di osservatori. Il loro compito, in particolare, sarà di verificare che il cibo raggiunga i civili che ne hanno realmente bisogno e che non sia stornato a favore dei militari. Una fonte diplomatica a Seul, aggiunge il quotidiano, ha riferito che gli Stati Uniti hanno deciso l’invio di osservatori capaci di parlare un coreano perfetto a Pyongyang, con la prima consegna di 20.000 tonnellate di aiuti alimentari al mese nell’ arco di un anno, così come concordato. Robert King, inviato speciale americano per i diritti umani in Corea del Nord, ha incontrato il 7 e l’8 marzo An Myong-hun, funzionario di vertice del ministero degli Esteri del Nord.

Dopo i colloqui, King si è detto «molto soddisfatto», mentre gli Usa dovrebbero informare oggi il Programma alimentare mondiale (Wfp) a Roma, sui risultati raggiunto. Il Wfp, che fa capo all’Onu, gestisce la fornitura di beni alimentari con altri cinque gruppi di base negli Stati Uniti.

L’aiuto, che assume la forma di integrazione alimentare piuttosto che riso, è destinata ai bambini nordcoreani di età compresa tra i 5 e i 7 anni, nonchè alle donne nella fase della gravidanza.

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