La Corea continua a provocare: bombarderemo anche Tokyo

di REDAZIONE

Il primo giorno del periodo indicato come utile per mettere a segno ”le provocazioni” e’ filato via liscio: nessun lancio di missili da parte della Corea del Nord, che non ha pero’ rinunciato alla dose di pesante retorica e ha preso per ”bersaglio di attacchi di rappresaglia” le citta’ nipponiche di Tokyo, Osaka, Yokohama, Nagoya e Kyoto. ”Il Giappone – ha ammonito il Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori di Pyognyang – si trova vicino alla Corea del Nord e quindi non puo’ evitare di essere bersaglio di attacchi di rappresaglia”. L’intero Paese ”diventera’ un campo di battaglia, se Tokyo inneschera’ una guerra”. Le politiche ostili contro la Corea del Nord, ha continuato il Rodong in un editoriale ripreso dalla Kcna e molto critico su basi militari Usa e schieramento delle batterie anti-missile nel centro di Tokyo, ”porteranno solo devastazione per il Paese”.

Le citta’ menzionate, inclusa la capitale, valgono per oltre un terzo della popolazione totale: con un attacco diretto, il Giappone ”perderebbe capacita’ offensiva e difensiva”. Al di sotto del 38/mo parallelo, Corea del Sud e Stati Uniti hanno elevato di un grado lo stato di allerta militare di fronte alle minacce balistiche del Nord, con l’individuazione di nuovo attivismo sui missili e fino all’ipotesi di un vettore a lunga gittata, e alla vigilia del primo anniversario della nomina del ‘giovane generale’ Kim Jong-un, terza generazione al potere della famiglia Kim, alla carica di primo segretario del Partito dei Lavoratori. Il livello 2, ormai raggiunto, indica ”minaccia vitale”, a fronte del 4 legato ai tempi di pace e al 3 che corrisponde a ”importante minaccia”. ”Ci sono chiari segnali che il Nord potrebbe sparare allo stesso tempo missili Musudan, Scud e Nodong”, ha riferito una fonte del governo di Seul, citata in forma anonima dall’agenzia Yonhap. Come gia’ emerso la scorsa settimana, Pyongyang ha trasportato due missili Musudan, a media gittata e capaci di coprire 3-4.000 chilometri, a Wonsan, sulla costa orientale. Se lanciati, sono due le traiettorie possibili: il Giappone, con quella settentrionale sullo stretto che separa l’isola di Hokkaido a quella di Honshu, e quella meridionale, nel canale marino tra Corea del Sud e l’arcipelago nipponico. Il posto di frontiera di Dandong, tra Cina e Corea del Nord, e’ chiuso da oggi ai turisti, secondo le autorita’ doganali di Pechino dopo l’invito del governo di Pyongyang agli stranieri affinche’ lascino il Paese di fronte al rischio guerra.

Aperto, invece, il traffico commerciale, che tuttavia non nasconde la crescente insofferenza di Pechino per l’imprevedibile alleato. Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ha chiesto la massima prudenza con le ”manovre militari” nell’ambito della crisi nordcoreana, insistendo sul fatto che Usa e Russia sono sulla stessa lunghezza d’onda. A Londra, per la ministeriale G8 dove Nord e Siria saranno nell’agenda dei lavori, Lavrov, a margine di un incontro con il suo collega Usa John Kerry, ha detto che ”nessuno dovrebbe spaventare gli altri con manovre militari, e ci sono forti chance che la tensione calera”’. A Pyongyang, invece, fervono i preparativi dei festeggiamenti del 15 aprile, giorno del compleanno (il 101/mo) del fondatore dello Stato, il ‘presidente eterno’ Kim Il-sung, onorato con una grandiosa parata militare e fuochi pirotecnici. Domenica 14 aprile e’ invece il giorno della maratona, della 26/ma edizione del Premio di Mangyongdae: nonostante l’invito fatto ai diplomatici stranieri per l’evacuazione, la Kcna ha riferito che e’ atteso ”un corposo gruppo” di atleti stranieri da Ucraina, Repubblica Ceca, Zimbabwe, Kenya ed Etiopia, che si unira’ ai 600 nordcoreani nell’appuntamento riconosciuto dalla Iaaf, la federazione internazionale di atletica.

”La Corea del Nord sta camminando molto vicino a una linea pericolosa”: lo ha detto il capo del Pentagono, Chuck Hagel, puntando il dito sulla ”retorica bellicosa” del regime di Pyongyang.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

8 Comments

  1. Crisvi says:

    Questo Kim Jong-un è un pazzo con delirio d’onnipotenza.

    Probabilmente il grasso che mangia a colazione-merendina-pranzo-merendona-cena, gli ha soffocato il cervello.
    La perenne smania di cibo è indigesta anche alla mente, come dimostrava lo psichiatra Gerald Russel.

    Mentre parte del popolo nordcoreano è costretto a vivere nelle fogne delle maggiori città, per trovare un minimo rifugio, cibandosi di qualsiasi cosa sia lontanamente commestibile ( inclusi scarafaggi e ratti ), come dimostrano i rapporti d’intelligence internazionali, questo ” ciccione “, fa la dieta all’ingrasso, come il peggiore dei tre porcellini, mentre, nel tempo libero che gli rimane, si diverte a tenere con il fiato sospeso il mondo intero, giocando al generale pazzo, che minaccia una guerra termonucleare su ampia scala.

    E’ palese che anche nel caso di attacco atomico, il resto del mondo non rimarrebbe a guardare, scatenando una rappresaglia, che renderebbe sterile quasi ogni metro quadro del territorio di Pyongyang.

    L’unica che può intervenire per via ” epurativa “, o diplomatica, è la Cina.
    Il resto del mondo non può che attendere, le ” fistole mentali ” di un mediocre satrapo psicopatico, che si crede un leader.

  2. Roberto Porcù says:

    La Corea del Nord ha mille problemi. La propaganda è strettamente in mano al regime, ma quelli che sono entrati in contatto con sud coreani sono rimasti appestati e la peste è molto contagiosa.
    Nel paese sono sempre campati grazie ad aiuti alimentari occidentali, in modo da usare tranquillamente ogni loro risorsa per gli armamenti, come l’Urss dell’ante Regan.
    Il padre dell’attuale dittatorello a vita aveva già usato minacce per avere aiuti e così sta ora facendo l’infante, ma è giovane e forse non capirà quanto possa far durare il suo bluff. Certo che è di fronte a due possibilità, arrendersi alla storia o scatenare l’inferno.
    Io ho molta fiducia sia sull’armamento americano che sull’assennatezza dei suoi leader.

    • Crisvi says:

      Si, ma forse non sai che gli aiuti alimentari stranieri, sono tassativamente a favore dei funzionari di regime.
      Solo le briciole arrivano al popolo e nulla arriva a coloro che solo lontanamente sono ipotizzati come refrattari al regime, o solamente neutrale rispetto al regime stesso .

      Forse non sai neppure, che sono state carcerate migliaia di persone, solamente perchè non erano riuscite a piangere con ” sincero trasporto ” durante i funerali solenni dei due precedenti leaders.

      Quello nordcoreano non è solamente un regime oppressivo, ma un vero e proprio inferno per chi riesce solo lontanamente a concepire la parola : ” libertà “.

      Un giorno verranno desecretati i rapporti d’intelligence e allora si saprà realmente, il significato del termine ” comunismo reale ” in Nord Corea.

  3. milo antonelli says:

    Questo è il destino dei Paesi totalitari, che piacciono molto ancora a tanti in Italia. Devono mirare all’espansionismo. Non hanno alternativa. Ma poi finiscono nella pattumiera della storia.

    • Dan says:

      Quando gli altri sistemi ti portano via il pane di bocca ed il tetto sotto il quale ripararti, di colpo si finisce per rivalutare il modello totalitario.
      Ci stiamo di nuovo avvicinando ad un periodo dove chi potrà offrire una ciotola di riso alla gente diventerà Dio e potrà fare quello che vorrà

  4. Miki says:

    Bella li! Su napoli detto niente??

Leave a Comment