Copyright, la Francia fa giustizia per prima in rete. E l’Italia dei partiti dei social?

google italiadi ANGELO VALENTINO – Una notizia che merita attenzione. La Francia è la prima nazione ad adottare la direttiva europea sul copyright. Come sapete, infatti, sia google che Facebook fanno incetta da 15 anni di contenuti giornalistici, meglio, di lavoro giornalistico altrui, e lo divulgano in rete gratuitamente.

In altre parole, l’utilizzo online di contenuti prodotti da giornali e agenzie di stampa, che siano articoli o servizi fotografici/video, dovrà esser preceduto da adeguata remunerazione. Quindi, se la rete vuole utilizzare il lavoro altrui, dovrà pagarlo.  Va da sé che questo esclude la libera pubblicazione di link o stralci di contenuti.

In Italia, il gruppo Senza Bavaglio e Indipendenti, già nell’aprile scorso, come si apprende dai profili di diversi giornalisti, elaborò un documento poi consegnato al governo durante gli Stati generali dell’editoria:

“PER L’APPLICAZIONE IN ITALIA DELLA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA IN MATERIA DI COPYRIGHT

“Chiediamo al Parlamento e al Governo italiani di applicare nel più breve tempo possibile la nuova direttiva europea in materia di copyright, votata il 26 marzo scorso.

“L’Italia è chiamata a darsi nuove regole sul diritto d’autore, che comprendano anche la professione giornalistica.

“In particolare, Google, Facebook e gli altri player della Rete devono remunerare i giornalisti per il riutilizzo degli articoli pubblicati sui loro siti: questa è una delle più importanti riforme approvate dai deputati di Strasburgo.

“Per anni, i giganti del web sono stati alimentati da una vastissima produzione giornalistica non retribuita, fino a diventare distributori di informazione gratuita, confusamente vera e/o fake, perdipiù abituando l’opinione pubblica all’idea che le notizie debbano essere a costo zero, come l’aria.

“Il risultato è stato la decimazione dei posti di lavoro dei giornalisti.

“Pubblicare gratuitamente un articolo è un illecito. Questo ha stabilito l’organo legislativo dell’Unione. Come l’Italia, tutti i Paesi della Ue sono attesi al rispetto delle nuove norme. Che possono ridare slancio alla professione giornalistica.

“Se Google, Facebook e altri pagassero per il riutilizzo degli articoli – anche pochi centesimi a clic – forse in poco tempo l’intero comparto editoriale potrebbe essere rimesso in sicurezza”.

I politici che usano i social, che vivono sui social, e che di fatto bypassano il Parlamento, sapranno attuare questa direttiva che riconosce il lavoro intellettuale? Secondo voi??!!

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