Coppa Italia: il momento più autentico? I fischi all’inno di Mameli

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di MIRKO SANCISI

Succede anche questo nel paese di pulcinella. 3 maggio 2014. Finale di coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Ultimo atto di una manifestazione che dovrebbe essere rappresentativa del calcio itagliano. Succede che alcuni incidenti gravi avvengono nei pressi dello stadio prima dell’incontro e, come spesso accade in questi casi, la partita viene immediatamente sospesa a causa dell’agitazione che aleggia tra le tifoserie. E puntuale come sempre arriva il siparietto delle consultazioni…..Nello stadio sono presenti le più alte cariche dello stato. Il presidente del consiglio Renzi ed il presidente del senato Grasso, per citarne solo due. Il Prefetto di Roma è impegnatissimo in prima fila insieme alle alte sfere dello sport nazionale. Ma non sono loro a trattare per decidere le sorti della partita. Anche l’inerme spettatore da casa lo capisce immediatamente. Ci sono nello stadio altri personaggi di caratura molto superiore, almeno in queste circostanze, capaci di governare le folle e gestire la palpabile tensione che si respira tra gli spalti. Uomini, donne, bambini…a migliaia aspettano la loro fondamentale decisione per conoscere il destino della serata. Vedranno i loro benieamini giocare la partita o se ne dovranno tornare a casa sconsolati? Persino il nostro presidente del consiglio si guarda attorno sbigottito e non sa più a chi chiedere cosa sta succedendo, se deve andarsene o può attendere lo spettacolo. Bisogna aspettare quasi un’ora prima della decisione finale. Qualche consultazione con i capitani delle squadre e con alcuni rappresentanti della federazione, poi finalmente il pollice alzato e qualche cenno del capo fa intuire la decisione finale. Ne da il lieto annuncio il commentatore della rai (un imbecille, non c’è altra definizione per appellarlo!): “Mi comunicano che le due tifoserie hanno raggiunto un accordo….la partita si gioca!!!!!”. Evviva! E vai con la festa e il giubilio generale!
Mentre tutta europa ci mostra mirabili incontri di calcio con stadi belli, moderni e stracolmi di pubblico festante, stasera è andato da noi in scena il solito spettacolo indecente. Non poteva esserci epilogo migliore per sintetizzare un anno di calcio nostrano. Nove mesi di “pugno duro” da parte delle autorità, intriso del peggiore buonismo all’italiana, le curve chiuse per “cori razzisti” o “discriminazione territoriale”, gli appelli del nostro commissario tecnico che ormai sembra più un prete che un allenatore e le ultime giornate che hanno visto anche lo stesso Pontefice schierato in prima linea per difendere lo sport. Alla fine gli ultras si sono ripresi il loro posto. Loro comandano, loro governano quel che rimane dei decrepiti stadi dello stivale. Poche balle!!!!

Per fortuna nostra che il calcio italiano è in totale declino. In pochi avranno guardato questa finale da oltre confine. In pochi avranno visto lo spettacolo vergognoso che abbiamo un’ennesima volta messo in scena. Per fortuna!

Il momento più autentico della serata? Forse sono stati i tanti fischi uditi durante l’inno di Mameli. Quelli erano veri, spontanei!

Povera Itaglia!

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19 Comments

  1. pippogigi says:

    Non mi stupisco dei fischi, ormai lo Stato italiano è presente solo con Equitalia, come dice Grillo.
    Ricordo che l’indipendenza della Croazia e la dissoluzione dell’artificiale Jugoslavia iniziò con scontri allo stadio di Belgrado.
    Noi non siamo italiani, quindi abbiamo tutte le ragioni di questo mondo per avere l’indipendenza se anche le cose andassero bene. L’indipendenza americana o la secessione degli Stati confederati avvennero tra gente della medesima popolazione, con le stesse origini, cultura e lingua, causate solo da motivazioni economiche. Noi di motivazioni economiche ne abbiamo molto di più ed inoltre non abbiamo neppure la stessa lingua, origine, cultura ed etnia.
    L’italia mi pare una nave passeggeri, guidata da Capitani ben peggiori di Schettino che ormai ha una falla enorme ed imbarca acqua. L’equipaggio, conscio che con l’affondamento verrebbe messo in evidenza tutta la sua incapacità, non potrebbe più navigare e probabilmente verrebbe processato continua ad impedire ai passeggeri di mettersi in salvo e tenta di svuotare la nave con dei secchielli, sperando in un miracolo.
    Se la nave fosse condotta da persone oneste e competenti da un bel pezzo avrebbero dato l’ordine di abbandonare la nave e il “si salvi chi può”

  2. Paolo says:

    Quasi quasi è da esporre la bandiera con il Leone di San Marco ai prossimi mondiali, è più veritiera.

  3. Marcaurelio says:

    Nun rosicate e imparatela a memoria e se la cantate ve fa stà mejo.
    Rientrate nell’ovile che è mejo pe ‘voi.
    Nun fate i rivoluzionari da 4 soldi..
    Dopo finite co le pezze ar culo….
    Fate i bravi…… e cantate insieme a me :

    Fratelli d’Italia
    L’Italia s’è desta;
    Dell’elmo di Scipio
    S’è cinta la testa.
    Dov’è la Vittoria?
    Le porga la chioma;
    Ché schiava di Roma
    Iddio la creò.
    Stammattina m’avete fatto pure arzà presto dal letto ma pe l’inno d’Italia faccio pure stò sacrificio…
    La rivoluzione nun è pe voi fatela fà agli altri..
    Voi siete subalterni a Roma e dovete solo che ubbidì….

    • nomenade says:

      voi siete subalterni al Papa…e gli dovete solo ubbidí…
      Caput Immondi…
      ogni fottuta domenica l´angelus risuona per la vostra cittá infame…non ve ne liberete mai…
      ahahahaha
      che sfigati i romani…

  4. Gianfrancesco says:

    in larga parte condivisibile, tranne per gli aggettivi possessivi: Prandelli nostro commissario tecnico, Renzi nostro presidente del consiglio, no, non li sento miei, senò dovrei sentir mia anche l’italia e francamente non posso!

  5. Robinhood says:

    A Roma si è vista l’italietta per come è, punto e basta.
    Ma i papponi super pagati come grasso che dicono? “Follia!”
    Il matto dice matti a quelli come lui.
    Tutti a scandalizzarsi quando il Guardian dice che Napoli è la capitale di una delle mafie italiane: ma non lo sa che dire la verità non è ammesso?
    Ma dove lo stampano sto giornalucolo razzista, in un paese libero?
    Venga in Italia a dirlo: con la legge Tiro-Mancino, e il Re sincero e vibrante come sempre, la Papessa incartapecorita e la compagnia di giro di tutti i buffoni di corte, sai la fine che fa?
    Se non fossimo quel gregge sparso e belante che siamo, sai da quando ce la saremmo cavata?

    • Luca says:

      1) Cosa c’entra con l’articolo?
      2) Fenomeni come quelli descritti nell’articolo portano all’autosegregazione. Chi è l’autoctono che vorrebbe vivere in un posto del genere? Io no di certo. Quindi sì, in futuro le comunità saranno sempre più segregate, come avviene già negli USA e altrove. E quindi?

      • Pedante says:

        La cosiddetta fuga dei bianchi. Dove le leggi bavaglio impediscano che se ne parli liberamente, la gente vota con i piedi.

  6. Guglielmo Piombini says:

    Bravo Mirko!

    Ho l’impressione che ci saranno molti fischi all’inno di Mameli anche davanti ai televisori che trasmetteranno fra qualche mese le partite del mondiale … 🙂

  7. Luigi Bandiera says:

    Qui ci vuole una riforma.

    PSM
    WSM

  8. Corano says:

    Tranquilli…presto l’inno italiano verra’ sostituito dai Muezzin e il Venetistan (inshallah) apparterra’ all’ISLAM !

    http://archiviostorico.corriere.it/2007/ottobre/30/Spaccio_immigrati_questa_terra_nessuno_co_6_071030003.shtml

  9. Alvise Giaretta says:

    Ero in trepida attesa che qualcuno scrivesse un articolo! Sui fischi all’inno… che i napoletani abbiano finalmente capito come sono andate le cose 150 anni fa??? Speremo…

    Ma la scena più bella è stato vedere le massime cariche dello stato italiota, con le facce sbigottite, atteggiarsi da verginelle allibite!!!
    Con gli imprenditori che si suicidano, i disoccupati, i serenissimi ecc. ecc., non si fanno scrupoli a usare la mano pesante.
    Ma appena arriva “‘a carogna”…. profilo basso e schiena a 90°!

    “DEBOLI CON I FORTI, E FORTE CON I DEBOLI”

    Senza dimenticare le patetiche dichiarazioni intrise di retorica, dove si denuncia tale situazione “di inspiegabile e indicibile follia che getta discredito sull’Italia”. E dove tutti, ma proprio TUTTI dichiarano: “mi vergogno di essere italiano/a”.
    La classica vergogna che dura all’incirca 24 h, ma se una persona fosse un minimo intelligente la dovrebbe far durare tutta la vita questa vergogna!

    Si dice che l’andamento dello sport nazionale in un paese, sia espressione dell’ andamento socio-economico-culturale di quel paese. ….VOILA’!!!!

    • Dan says:

      E’ per questo che la mia linea nei loro confronti, non può e si rifiuta categoricamente di essere pacifica.

    • Pedante says:

      Finché c’è panem si può fare a meno dei circenses.

    • Francis says:

      “Sui fischi all’inno… che i napoletani abbiano finalmente capito come sono andate le cose 150 anni fa??? Speremo…”

      Molti duo-siciliani, come me, lo hanno capito e hanno gioito a quei fischi. Il problema è che non tutti lo hanno capito. Neanche nel resto d’Itaglia.

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