Contro la spazzatura europea che passa le frontiere. Coldiretti al Brennero contro schifezze alimentari

di BRUNO DETASSISMADE IN ITALY

da questa mattina migliaia di agricoltori della Coldiretti provenienti dalle diverse Regioni presidiano il valico del Brennero per denunciare gli effetti dei ritardi e delle omissioni dell’Unione Europea che favoriscono le speculazioni che stanno provocando l’abbandono delle campagne con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia e sull’ambiente. Il campo base è all’area di parcheggio Brennero al chilometro 1 dell’autostrada del Brennero, direzione sud (Austria-Italia). Sotto accusa, si legge nella nota Coldiretti, è una Europa “che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca ai traffici di ogni tipo di schifezza alimentare, sulle quali si fanno affari a danno degli agricoltori e dei consumatori”.

Autobotti, camion frigo, container saranno verificati, annuncia Coldiretti, senza tregua dagli agricoltori per smascherare il ‘finto Made in Italy’, dai prosciutti ai pomodori, ma anche il commercio di surrogati e sottoprodotti che abbassano la qualità, come le polveri di latte e le cagliate da utilizzare per fare formaggi made in Italy al posto del latte vero senza indicazioni in etichetta. In assenza di regole sulla provenienza e sulle caratteristiche dei prodotti, la concorrenza sleale è insostenibile con prezzi riconosciuti agli agricoltori che sono scesi al di sotto dei costi di produzione con la drammatica chiusura delle aziende e senza alcun beneficio per i consumatori, come dimostra il dossier elaborato dalla Coldiretti.

L’iniziativa si svolge contemporaneamente alla mobilitazione dei giovani agricoltori della Coldiretti che a Bruxelles mostreranno le tante schifezze spacciate come made in Italy per chiedere un impegno più forte dell’Unione Europea. L’appuntamento è a partire dalle ore 9.30 alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea a Rue du Marteau, 7-15, 1000 Bruxelles, in occasione del vertice straordinario dei ministri europei dell’Agricoltura.

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1 Commento

  1. renato says:

    Iniziativa lodevole, un po’ tarda ma preferibile al nulla. I giovani agricoltori, dopo aver fatto le loro rimostranze ai responsabili della politica agricola di Bruxelles dovrebbero prendere da parte i nostri rappresentanti in quel parlamento e ricordare loro, magari prendendoli per la collottola, che devono cominciare a meritarsi il lauto stipendio loro corrisposto. Sarebbe cosa utile che l’Indipendenza pubblicasse, o ripubblicasse, l’elenco dei parlamentari italiani a Bruxelles, con le loro retribuzioni (benefits compresi) ed il numero, per nominativo, dei loro interventi in quella sede. Dato che siamo in argomento vorrei aggiungere che troppi di loro prendono ad esempio, forse non consci della gravità del fatto, il comportamento di De Mita il quale, in 35 anni di presunta rappresentanza dei diritti italiani ha presentato 1 sola interrogazione parlamentare. E ciò a fronte di uno stipendio annuo e commisurata pensione da far gridare vendetta al cielo. Specie un democristiano.

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