Contro i Buzzi non basta la democrazia, e anche la legge non basta più

di MARCELLO RICCIroma mafia

Democrazia e anarchia sono robe molto diverse. Democrazia è il potere del popolo che si dà leggi e ne impone il rispetto. L’anarchismo così come lo pensò Bakunin è l’assenza di leggi, non necessarie a persone che il limite tra lecito e illecito lo hanno innato. L’attuale ordine sociale vive la stagione voluta e goduta di una democrazia in dissolvenza minata da fortissime venature di anarchia, nell’accezione comune del disordine senza limiti. La Sirena per metà donna e per l’altra pesce , ha un particolare fascino e così questa brutta copia dell’ordine democratico che consente a tutti di manifestare, ma solo ad alcuni di fare quello che in ogni consesso civile è vietato, perseguito, punito.
Mai come in questa epoca si moltiplicano casi di genitori, madri e padri che sopprimono i loro figli ancora pargoli e atti criminali nell’ambito famigliare, che poi finiscono per essere tenuamente putiti in nome del disagio sociale delle difficoltà di vita. Miseria, disagio sociale , mercato degli immigrati sono altre realtà double face in si mescolano in un torbido magma, miseria , sfruttamento, mercato e profitti criminali. Nell’accoglienza caritatevolmente pelosa non c’è un salto di qualità, un’ evoluzione della specie protesa ad arrivare all’Uomo che fisiologicamente non ha leggi da rispettare perché insite del proprio essere; è utopia. Purtroppo la lettura corretta è cosiderare il fenomeno come sbriciolamento di ogni libertà uccisa da infinite regole create proprio per non essere rispettate e favorire il pullulare di gente che con protervia e capacità elegge a sistema l’illegalità vestendola con gli abiti più seducenti della carità e dell’impegno sociale. Caso Buzzi, emblematico e paradigmatico di un sistema in esponenziale crescita. E’ scoppiato a Roma caput mundi.

Due sono le possibili vie, l’una il consolidarsi della più degenerata anarchia e l’altra la comparsa di una dittatura desiderata dal popolo vessato, non imposta, ma vista come unica soluzione; è come il malato terminale che sceglie l’eutanasia. Scelta dolorosa, fallimento di ogni sogno di libertà e indipendenza. In questo non si intravvede un salto di qualità , uno sforzo, un’ evoluzione della specie per arrivare all’Uomo che fisiologicamente non ha bisogno di leggi scritte da rispettare perché insite del proprio esistere. Più corretto è leggere il fenomeno come sbriciolamento di ogni libertà uccisa da infinite regole create proprio per non essere rispettate e il pullulare di gente che con protervia e capacità eleggono a sistema l’illegalità vestendola e mascherate con gli abiti più seducenti della carità e dell’impegno sociale, per farne fonte di arricchimenti illeciti e senza scrupolo per il dissesto sociale che ne deriva. E’ la “terra dei fuochi” della politica… Quanti “Buzzi” sono in circolazioni? Questo il dramma, ma la tragedia è che all’orizzonte non c’è nemmeno un dittatore.

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One Comment

  1. Dan says:

    L’ultimo dittatore, piaccia o no, fino a quando ha riempito il piatto di minestra agli italiani (e lo ha fatto per 20 anni) è stato osannato a livelli solo di recente raggiunti e superati dal wurstellone nord coreano poi, quando non ce l’ha più fatta ha trovato solo partigiani. E’ finito appeso come un maiale ad un distributore di benzina, il suo cadavere è stato profanato in ogni modo (perchè non c’era neppure il coraggio di affrontarlo da vivo), le sue ossa disperse (quelle seppellite a predappio saranno veramente le sue ?) infine se n’è demonizzata la memoria in ogni modo possibile immaginabile. Solo adesso, molto sotto tono, con tanta calma, si fanno dei speciali storici seri dove si cerca di raddrizzare il tiro spiegando perche e per come. Li si fa addirittura pro germania dove, ad esempio, si ricordano certe porcherie compiute dagli inglesi e dagli americani durante la prima guerra mondiale, roba che ti credo se dopo le cose si sono evolute in un certo modo.
    Adesso che tutto va a puttane, ci si degna timidamente di scomodare la coerenza, ma c’è poco da fare, il danno è stato fatto: pretendere che adesso qualcuno si svegli e si metta di nuovo a giocare al dittatore perchè il popolo, questo si coerente con se stesso, è la stesso gregge di pecore di allora, pecore col coltello nascosto dietro la schiena, è pura follia.

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