CONTO ALLA ROVESCIA: NOVANTA GIORNI PER SALVARE L’EURO

di FABRIZIO DAL COL


Al festival dell’economia di Trento, che ha visto anche la partecipazione del ministro Corrado Passera, l’ungherese George Soros, inventore del famoso Hedge found Quantum, guru della finanza internazionale, ha fissato in 90 giorni il termine per salvare l’Euro. Nel suo intervento il finanziere ha accusato la Germania di essere troppo intransigente, e  con tale atteggiamento mette a rischio la moneta unica e la stessa Unione Europea.

«Quel progetto straordinario che si chiama Unione Europea – ha spiegato Soros – ha funzionato in un primo momento perché i tedeschi erano alle prese con l’unificazione e ha avuto il massimo risultato con il trattato di Maastricht. Il progetto europeo si è rotto quando gli stati membri hanno capito che i tedeschi non erano disposti a condividere l’eccessivo indebitamento. Ecco perché la ricetta è una sola e non può che adottarla anche la Merkel: un sistema comunitario a copertura dei depositi delle banche per impedire la fuga da capitali dall’area Euro». Queste le parole di George Soros. Il finanziere-filantropo nel suo intervento ha persino profetizzato che un mancato provvedimento possa mettere in pericolo quell’ Unione Europea fondata sui principi della società aperta, democratica, pluralista e rispettosa dei diritti umani i cui nodi ora sono venuti al pettine, perché all’integrazione monetaria non ha fatto seguito una vera e propria integrazione politica. Fornendo la sua ricetta per un intervento risolutivo,Soros ha aggiunto: «Abbiamo tre mesi di tempo per invertire la rotta, il problema è di natura bancaria e di concorrenza, non è di natura fiscale, e prima o poi dovranno capirlo anche in Germania». Proseguendo  ha poi affermato: «I paesi creditori dell’Unione Europea, Germania in testa, hanno costruito un sistema bacato, e ne stanno scaricando i costi sulle periferie, a partire dalla Grecia».

Personalmente ho più volte scritto su questo giornale che la costituzione di una Europa Politica sarebbe stata di difficile se non impossibile attuazione, in quanto la coesistenza economica basata su criteri di bilancio uniformati avrebbe inevitabilmente denudato, negli Stati membri, tutti i limiti delle singole potenzialità e si sarebbero ricreate le stesse condizioni centraliste –  in cui  l’Europa sembra già essersi avviata – molto simili al pessimo modello italiano. La Germania che pagava lo scotto dell’unificazione tedesca è il paese che più si è avvantaggiato dall’unificazione monetaria e nel corso degli anni non ha mai dimostrato fino in fondo di voler abbandonare quella smania di conquista che in passato l’ha resa protagonista. Berlino ha potuto, grazie ad un cambio della valuta favorevole, improntare la sua politica economica su grandi riforme strutturali che oggi gli permettono  di competere sui mercati asiatici emergenti. Il premier Italiano Monti ha più volte detto che gli eurobond sono l’unica soluzione, ma a mio modesto parere Monti dimentica che in Europa ci sono solo due grandi Stati ancora centralisti e unitari, la Francia e l’Italia stessa, i cui costi di gestione sono ben al di sopra degli altri stati membri, condizione che potrebbe vanificare i già precari equilibri di tutta l’Unione Europea. Anche per gli eurobond, se non si decide di condividere tutti i debiti degli stati come ha fino ad oggi dimostrato di non voler fare la Germania, si corrono gli stessi rischi che si sono corsi e poi avverati con l’avvento della moneta unica.

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5 Comments

  1. Fabrizio says:

    🙂

  2. LS4giovanni says:

    Eppure il successo dell’euro dovrebbe far piacere agli indipendentisti di tutte ke realtà europee. Se si salva l’euro vuole dire che si affondano gli Stati. Ma non pare che lo si sia capito !

  3. liugi says:

    Lo dice pure Soros che il sistema italiano fa schifo…

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