Recidivi: ecco il continuo mancato taglio ai vitalizi dei condannati

di ROBERTO BERNARDELLIvitalizi

 

La Boldrini sollecita Grasso, Grasso sollecita il Parlamento, poi di nuovo la Boldrini incalza la Camera, poi altri si astengono perché non sia mai che sia contro la giurisprudenza togliere il vitalizio ad un parlamentare condannato per reati gravi. Insomma, sono ancora lì, punto e a capo, a prenderci per il culo.

Anche l’ultimo tanto agognato vertice degli uffici dipresidenza di Camera e Senato che doveva essere una pietra miliare per ripristinare un po’ di giustizia, è andato in malora. E la questione che balla sui tavoli da quasi un anno ormai, è ancora sospesa.

Il collegio dei questori aveva commissionato a Cesare Mirabelli, già presidente emerito della Corte Costituzionale, di esprimere il dotto parere sul taglio del privilegio. La Camera aveva chiesto un parere incrociato a Cesare Onida, altro dotto della Costituzione. Ma…. al parere mancavano le pagine stampate! Sì, piuttosto di niente, mancavano le pagine con i numeri pari. Ergo, parere irricevibile, tutto da rifare….

Ma non bastasse, hanno pure pensato di chiedere parere ad altri esperti: ci dica, signor esperto, possiamo togliere il vitalio ad un ladro? Ad un associato alla mafia? Ad un corruttore? Offendiamo la Costituzione? E così, ecco che si interpellano  Sabino Cassese (già giudice della Consulta) e Massimo Luciani (nsegna diritto costituzionale all’Università la Sapienza di Roma). E siccome Mirabelli era di parere contrario al taglio dei vitalizi, Grasso avrebbe chiesto un ulteriore perito per chiudere il caso. Forse, semmai, giammai.

Presidente Indipendenza Lombarda

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