Contenzioso fisco con la Svizzera, Roma mette di mezzo l’immigrazione

RASSEGNA STAMPAsalva roma

BERNA – Nuove nubi all’orizzonte sulle trattative fiscali tra Svizzera e Italia. Stando a quanto pubblicato ieri dalla «NZZ am Sonntag» l’Italia intenderebbe infatti legare la soluzione del contenzioso tra i due Paesi all’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa approvata lo scorso 9 febbraio. Dato che il popolo e i Cantoni hanno deciso che il Consiglio federale ha tre anni di tempo per farlo, va da sé che le trattative, già di per sé difficili e complicate, potrebbero trascinarsi fino ad allora. O non giungere mai in porto. I «50 metri dal traguardo» che in giugno era stato detto che mancavano alla firma dell’intesa, rischiano insomma di essere percorsi molto, molto lentamente. Sia come sia, l’informazione al domenicale è stata data dall’ambasciatore italiano a Berna Cosimo Risi, il quale ha inoltre smentito che le trattative siano in una fase di stallo, tant’è che questa settimana ci sarà un incontro tra le parti. Di diverso avviso era stato il Consiglio federale in una risposta al consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini (cfr. CdT del 18 settembre) quando Berna aveva ammesso che le trattative marciavano sul posto.

Per il presidente della deputazione ticinese alla Camere Fabio Regazzi (PPD) invece la posizione italiana «sa tanto di pretesto» per non far avanzare le trattative che, «da quel poco che trapela fanno molta fatica ad avanzare». Anche perché «formalmente le due questioni, iniziativa e accordo fiscale, devono essere trattate in maniera distinta». Il fatto è, aggiunge Regazzi, «che il 9 febbraio abbiamo dato agli italiani un assist per giustificare la loro strategia di melina, in cui sono abilissimi».

(corrieredelticino.ch)

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment