IL CONTE VLAD CHIEDE ASILO POLITICO ALLA SVIZZERA

di PAOLO MATHLOUTHU

Cantone di Vaud, Svizzera francese, 1903. A Ropraz, un villaggio opaco ed austero abbarbicato su contrafforti ricoperti di foreste di abeti muore Rosa Gilliéron, figlia di Emile, giudice di pace e deputato al Gran Consiglio. Qualche giorno dopo la sua tomba viene trovata aperta ed il corpo esposto, profanato. Come un morbo, nel paese e nell’intero cantone si diffonde la paura del mostro. Quando ad altri due cadaveri di giovani donne viene riservata la medesima sorte, il timore si tramuta in psicosi collettiva: diventa più che mai necessario scovare un colpevole, un capro espiatorio da dare in pasto al furore popolare. Si inizia a sospettare di chiunque, del ragazzo che un mattino ha accarezzato la vittima con uno sguardo, del ladruncolo sorpreso a rubare di notte in una stalla, del macellaio ambulante la cui destrezza con le lame si teme possa celare una colpa innominabile…

Ispirandosi ad una vicenda realmente accaduta, ricostruita spulciando la stampa dell’epoca, Jacques Chessex restituisce, con uno stile essenziale e folgorante, la cronaca degli orrori commessi in questa terra di lupi e di abbandoni, attanagliata da ossessioni antiche e disertata da ogni pietà, offrendo al lettore un’immagine della Svizzera lontanissima dall’abusato cliché turistico della patria dell’ordine e della misurata serenità borghese: un mondo alpino arcaico e violento, dove i contadini nascondono in casa un’arma carica e, con il pretesto della caccia, custodiscono amorevolmente polvere da sparo, pallettoni, grosse trappole dai denti di ferro, lame affilate alla mola per falci. Nelle fattorie isolate ci si rinserra, il colpo in canna e l’anima vigile e famelica, a sorvegliare la notte popolata di spettri. In questo ridotto arcigno ed inospitale una ragazza avvenente, dal corpo flessuoso e procace, diventa una stella che magnetizza follie.

Alle deliranti farneticazioni sulla bestia che, con la complicità dell’ombra, fruga vorace l’intimità delle fanciulle deturpando le loro membra, si mescola l’idea fissa della violenza sessuale ed espiatoria raggomitolata nella carne, il vecchio senso di colpa, generato da quattro secoli di rigore calvinista, dei corpi ad un tempo bramati e proibiti, profanati ed offerti al Demonio. Il fatto di sangue assume allora una morbosa connotazione erotica: scene di incesti, di suzione, d’incontenibile brama orgiastica si danno convegno in questo breve romanzo dal ritmo serrato che è un capolavoro di antropologia criminale.

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Facendo ricorso ad una lingua affilata, che stringe precisa il gelo, i vecchi usi e la follia, l’Autore non scrive per dare un conforto intellettuale o un qualche riposo dei sensi, né per offrire una riconciliazione con il mondo, ma va a scavare laddove non si ama affatto andare, riporta allo scoperto ciò che normalmente ricacciamo nelle profondità dell’inconscio. Sceglie di stonare, di spingersi fuori dai ranghi, e nel farlo ci consegna un libro magnifico che non si può leggere senza tremare, un piccolo, superbo gioiello della migliore letteratura gotica.

AUTORE: Jacques Chessex; titolo: Il vampiro di Ropraz; EDITORE: Fazi Editore; PREZZO: 14 euro

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