Consiglio regionale Piemonte: galeotta fu una settimana bianca

FONTE ORIGINALE: www.ilmessaggero.it

La settimana bianca al Sestriere di un consigliere regionale venne rimborsata dalla Regione: è stata questa «rivelazione», fatta una settimana fa dal deputato Roberto Rosso (Pdl) alla trasmissione tv «Iceberg» di Telelombardia, a innescare la polemica che ha convinto la Procura di Torino ad aprire l’inchiesta sui conti dei gruppi consiliari del Consiglio regionale del Piemonte.

Rosso non aveva fatto il nome del consigliere, ma aveva spiegato che costui risiede in un preciso paese del Vercellese e l’unico corrispondente all’identikit era un suo compagno di partito, Luca Pedrale, capogruppo in Consiglio regionale, dal quale – secondo molti ambienti politici piemontesi – è separato da dissapori personali.

Il partito, in Piemonte, aveva fatto quadrato attorno a Pedrale, bollando le parole di Rosso, per bocca dei coordinatori regionali Enzo Ghigo e Agostino Ghiglia, come «esternazioni più fastidiose che dannose». Rosso, il 26 settembre, ha fatto pervenire un messaggio di scuse al Consiglio regionale, letto in aula dal Presidente dell’assemblea, Valerio Cattaneo. «Ho visto con rammarico – ha scritto – le conseguenze e il frastuono suscitati da una mia battuta, per il vero improvvida, circa la certificabilità delle missioni dei consiglieri regionali nel passato della Regione Piemonte. Mi spiace inoltre che per un improprio accostamento al Comune di San Germano, da me citato per comodità tra i molti Comuni piemontesi, a farne le spese sia stato l’incolpevole capogruppo Luca Pedrale».

L’incidente sembrava chiuso. Poi, però, è arrivata l’inchiesta conoscitiva della procura della Repubblica con le indagini delegate alla Guardia di finanza. «La mia – dice oggi Rosso – era solo una provocazione, un modo per sollevare un problema che esiste non soltanto in Piemonte, ma in tutte le Regioni, e che non può essere risolto dalle inchieste giudiziarie, visto che per effetto dell’autoregolamentazione questi comportamenti sono coperti dalla legge, ma dalla politica».

Il problema, per Rosso, «è stato scatenato» dalla riforma del Titolo Quinto della Costituzione, che ha permesso ai Gruppi consiliari di autoregolamentarsi. «Ma a risolverlo – conclude – non può essere la Guardia di Finanza, perchè questi comportamenti, anche se non piacciono, sono coperti dalla legge. È la politica che deve cambiare».

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One Comment

  1. bilot says:

    Pensa se si andassero a vedere anche i romborsi Rai…..o le missioni….o gli appalti esterni ad operatori. magari specializzati in riprese montane o amici di guide alpine…

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