CONSIGLI REGIONALI: LA CAMPANIA TOP DI SPESA

di MARIANO D’ANTONIO

Il bilancio di previsione del Consiglio regionale della Campania, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione (Burc) del 24 gennaio scorso non riesce a smentire pregiudizi e sentimenti ostili alla politica. Anzi non fa che attizzarli. Le spese previste per il funzionamento del Consiglio sono veramente eccessive. In totale il Consiglio regionale della Campania quest’anno costerà, secondo il documento ufficiale apparso sul Burc, ben 126 milioni di euro. Per avere un termine di confronto, la cifra equivalente prevista nel 2012 per il Consiglio regionale della Lombardia è di 96,6 milioni di euro, quasi 30 milioni in meno della Campania. Si badi che in Lombardia i consiglieri regionali sono in numero di 80 mentre in Campania sono 60, date le rispettive cifre di popolazione residente. E poi i cittadini lombardi secondo l’Istat guadagnano in media all’anno il doppio dei cittadini campani, per cui si potrebbero permettere di finanziare più generosamente i loro consiglieri regionali. Insomma, in Campania la gente è più povera ma si spende di più per la Regione pur essendoci 20 consiglieri regionali in meno.
La voce di spesa più gravosa nel bilancio del Consiglio regionale della Campania è quella relativa al personale (71 milioni di euro), che pesa per circa il 45% del totale. Colpisce che a comporre questa cifra gioca in maniera abnorme, per 21,5 milioni di euro, la spesa prevista per il personale comandato, vale a dire personale che non è nell’organico del Consiglio ma proviene da altre amministrazioni e va ad affollare per lo più le segreterie personali dei consiglieri che ne hanno patrocinato il comando.
Seguono in ordine d’importanza le spese per il funzionamento degli uffici e dei servizi (23,7 milioni di euro, quasi il 19 per cento del totale). La cifra che turba maggiormente è poi quella dei compensi percepiti dai consiglieri regionali campani: raggiungono più di 12 milioni di euro tra indennità di carica, funzione e rimborso spese. Ogni consigliere percepisce dunque in Campania la somma di oltre 16mila euro al mese, al lordo delle ritenute fiscali. Calcolando un’aliquota media di oneri fiscali del 35%, ad ogni consigliere regionale della Campania entrano in tasca 11mila euro netti al mese. La stessa somma all’incirca tocca a un consigliere regionale della Lombardia ma in quel caso il divario con quanto guadagna un cittadino è meno stridente rispetto al caso della Campania.
Ragionando su queste cifre si alimenta la disaffezione dell’opinione pubblica dalla politica, il distacco dei cittadini dalle istituzioni rappresentative ritenute affari di pochi privilegiati, non sempre personaggi esemplari. In astratto ad accrescere la reputazione dei politici servirebbero due ingredienti: costi ridotti dell’assemblea elettiva e maggiore produttività degli eletti. Nel caso della Campania mancano l’una e l’altra condizione. Dei costi si è già detto. Quanto alla produttività trattandosi di un Consiglio regionale dotato di potere legislativo, l’indicatore quanto mai rozzo ma sintetico è il numero delle leggi approvate. In Campania nel 2010 sono state approvate 20 leggi regionali composte in tutto di 112 articoli e nel 2011 ne sono state approvate 22 con 113 articoli. In Lombardia le leggi approvate nel 2010 dal Consiglio regionale sono state 22 con 323 articoli e nel 2011 26 leggi con 186 articoli. Queste informazioni, pubblicate dalla Camera dei deputati, sono ricavate dalla banca dati dell’Ancitel. Esse dicono in breve che dove, come in Campania, il Consiglio regionale costa di più, l’istituzione rende meno alla collettività.

 

FONTE ORIGINALE: www.ilsole24ore.com

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One Comment

  1. Salvatore says:

    E se la cosa fa storcere il naso a chi da sempre vede il sud come un pozzo senza fine….immaginate a chi in quel sud ci vive anzi…sopravvive.

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